Zzzzzzz

Dreem, la fascia che ottimizza il sonno

Prodotti del futuro – Dormire, riposarsi, sentirsi meglio: sono sfide importanti in un periodo in cui chiediamo sempre di più al nostro corpo. E se si potesse avere notti più efficaci?
Di Pierre Schellingen

Perché ci serve dormire, e quali sono i benefici di una buona notte di sonno? Basta guardare i numeri per capire che molti dei nostri concittadini non stanno bene: 20 milioni di francesi lamentano un sonno di scarsa qualità, mentre il 40% dichiara di addormentarsi senza volerlo durante la giornata. Per non parlare del dato di fatto che negli ultimi vent’anni abbiamo perso un’ora di sonno.

L’OMS si dice preoccupato delle nostre vite frenetiche e cariche di stress, così come delle nostre cattive abitudini, in primis l’abuso di alcol, psicofarmaci o schermi luminosi. Le conseguenze includono scarsa concentrazione, irritabilità e, cosa ancora più inquietante, l’aggravarsi di patologie quali invecchiamento cutaneo, depressione, diabete, obesità, malattie cardiache e non solo.

È evidente dunque quanto sia importante correggere il tiro. Due giovani laureati del Politecnico statale nonché appassionati di neuroscienze, Hugo Mercier e Quentin Soulet di Brugière, hanno fondato Ryth, azienda specializzata in neurotecnologia con sede a Parigi e San Francisco, che dà lavoro a circa 60 persone. Il primo prodotto che propongono, Dreem, è una fascia destinata a migliorare la qualità del sonno tramite una serie di stimolazioni cerebrali. Perché dormire significa produrre ormoni, consolidare la memoria, stimolare il sistema immunitario e rigenerare le cellule.

L’importanza del sonno profondo

L’obiettivo non è tanto dormire più o meno del solito, ma dormire meglio: in fondo, siamo tutti uguali di fronte al bisogno di dormire. Questo dispositivo non fa addormentare più in fretta, anche se è possibile programmare suoni rilassanti (il rumore del mare, il cinguettio degli uccelli, il crepitio delle fiamme) prima di cadere nelle braccia di Morfeo; il suo scopo è garantire una migliore qualità del sonno, qualità riconducibile in buona parte alle prestazioni in fase di sonno profondo.

Come fare? Fuori questione, ovviamente, mettersi in testa un’apparecchiatura di polisonnografia come quelle degli ospedali o delle cliniche del sonno. Un soggetto non riuscirebbe mai a mettersi addosso 40-50 elettrodi per poi collegare il tutto a un computer esterno. Di conseguenza la start up ha ridotto il numero di sensori e ha integrato un micro computer in una fascia da posizionare attorno alla testa.

Un sommeil réparateur grâce à Dreem.

Il dispositivo che hanno progettato analizza l’attività cerebrale, la decifra, e migliora la qualità del sonno tramite stimolazioni sonore trasmesse al cervello con conduzione ossea (niente cuffie nelle orecchie, insomma). Questi impulsi sonori inducono il sonno profondo diffondendo onde lente, in quella che viene definita stimolazione cerebrale. Più lunga la fase di sonno profondo, migliore il recupero delle forze.

Prima di andare a dormire, basta posizionare Dreem sulla testa e metterlo in collegamento con l’app per smartphone abbinata. Poi non resta che addormentarsi. Le prime due o tre notti bisognerà abituarsi al dispositivo, ma col passare dei giorni non sarà di alcun disturbo, a prescindere dalla posizione che assumiate dormendo.

Dreem potrà anche svegliarvi nel momento migliore, ovvero evitando le fasi del sogno (o sonno paradosso). La precisione è garantita, perché i tempi sono calcolati sulla base della vostra personale attività cerebrale e non su un semplice accelerometro.

Dopo essersi svegliati, la fascia trasmette allo smartphone un dettagliato resoconto della notte trascorsa, detto “sleep score”. Dettaglio non insignificante, la parte elettronica della fascia Dreem non funziona a wi-fi o Bluetooth. Altra buona notizia, non ci sono effetti collaterali, a differenza dei farmaci. E il risultato è istantaneo. Si possono misurare i risultati ottenuti fin dalla prima notte di sonno, anche se un uso regolare migliora i benefici. Attenzione però: non si tratta di un dispositivo medico e non diagnostica alcuna malattia.

La start up ha già messo a disposizione un primo set di 500 prodotti: basta solo iscriversi su Internet e riempire un questionario motivazionale per entrare a far parte del gruppo di beta tester, che aiutano a far evolvere il prodotto e che per questo riceveranno la versione finale della fascia alla fine del 2017, pur conservando il primo modello richiesto. Al momento sono già in fase di studio degli sviluppi tecnici, funzionali ed ergonomici. Provate anche voi ad abbandonarvi al sonno.

Prezzo: 349 euro


Pierre Schellingen, «Dreem, le bandeau qui optimise votre sommeil», Le Figaro, 10 novembre 2016

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