Dove fare pipì con stile

Ti scappa forte? 2theloo ci guadagna, anche se l’Olanda è troppo piccola

Di Annemarie Sterk

Ancora qualche mese e anche a Parigi sarà possibile fare pipì e pupù con una certa classe. L’azienda olandese 2theloo ha acquistato undici negozi-wc nella capitale francese, in punti strategici quali la Tour Eiffel, il Louvre e gli Champs-Élysées. Notizie ottime, nella Giornata Mondiale del Gabinetto (il cui slogan è: Let’s give a shit!).

L’acquisizione dell’azienda francese PointWC è significativa della rapida crescita di 2theloo [letteralmente: “al gabinetto”, ndt]. In alcuni anni la società si è trasformata in una catena internazionale di negozi-wc.

Negozi-wc? Sì. 2theloo vende visite al gabinetto. Per un prezzo che varia da 50 centesimi a 1 euro è possibile entrare nei negozi della società e andare al bagno. I bagni sono in media più belli e puliti rispetto al gabinetto medio di ristoranti e bar. Inoltre sono provvisti di pareti decorate da fotografie, lavandini fissi e dispenser di sapone automatizzati. Il denaro speso per la “seduta” dà diritto a uno sconto sugli articoli che 2theloo mette in vendita, tra i quali figurano tamponi, bottigliette d’acqua e orsacchiotti.

Funziona così:

Successo tra le stazioni di servizio
Nel 2011 il primo negozio ha aperto in Kalverstraat [ad Amsterdam, ndt] – perché l’idea di aprire i negozi-wc nacque proprio in una via destinata allo shopping. Sul suo sito l’azienda scrive:

«Ci sarete già passati. Siete in giro per negozi e cercate un bagno pulito. Spesso è una vera impresa!»

Ma la collaborazione che ha permesso all’azienda di espandersi non è arrivata dalle vie dello shopping. Nel 2012 2theloo ha ricevuto da Shell il compito di aprire bagni nelle sue stazioni di servizio di tutto il mondo, sempre secondo lo stesso concetto. Lungo le autostrade olandesi se ne possono trovare una cinquantina, ma i gabinetti di 2theloo si trovano anche in Ungheria, Polonia, Germania e Austria. Il prossimo anno la formula sarà esportata in un nuovo continente (America latina, Cile) e in un paio d’anni i negozi-wc nel mondo dovrebbero raggiungere quota 2500.

Il fatturato di quest’anno si avvicina ai 10 milioni, afferma il co-fondatore Almar Holtz. Il numero dei dipendenti è salito a 120.

Ma la sede in Kalverstraat è già chiusa
Eppure il negozio in Kalverstraat ha già chiuso. L’idea non funziona un granché al di là delle stazioni di servizio? La lista dei gabinetti 2theloo accanto alle pompe di benzina è molto più lunga di quella dei wc fuori dall’autostrada. Holtz spiega:

«In Kalverstraat pagavamo un affitto annuale spropositato. Con una formula come quella di 2theloo, non si guadagna niente».

È anche vero che, rispetto ad altre catene di vendita al dettaglio, ci sono dei chiari vantaggi, sostiene Holtz. «Per esempio non dobbiamo disporre di scorte di nessun tipo». Ma i negozi nelle vie dello shopping devono essere il tratto caratteristico dell’azienda. Senza di essi, 2theloo sarebbe tale e quale a Sanitair, che in Germania ha colonizzato i bagni delle stazioni di servizio. Per questo motivo l’azienda farà un nuovo tentativo lanciando un negozio a Londra.

Forse è anche colpa dell’Olanda, dice Holtz tra sè e sè. Non c’è una vera cultura da centro commerciale, e le autostrade coprono distanze troppo limitate.

«L’Olanda, per quanto sia un Paese che ami, non è l’ideale per la formula di 2theloo».


Annemarie Sterk, «Moet je nodig? 2theloo verdient er geld aan, al is Nederland eigenlijk te klein», NRC Q, 12 novembre 2014

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