Rifugiati e presidenti nello stesso letto

L’hotel Kobenzl è un luogo meraviglioso che sorge tra cielo e terra. Situato sopra a Salisburgo, è stato per molto tempo il punto d’incontro di arte e politica, prima di servire per qualche mese come punto di accoglienza per i rifugiati. Freddy Langer, per il Frankfurter Allgemeiner Zeitung, lo strappa all’oblio cui sembra destinato.

Un anno di foto

Il 2016 sta per concludersi: cosa è successo quest’anno? Una raccolta fotografica speciale, con le immagini che hanno fatto la storia del mondo, tratte dal New York Times.

Voglio essere come Hitler

Non è un mitomane quello che venerdì scorso ha dichiarato pubblicamente di volersi ispirare a Hitler, ma il Presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte. E no, non è stato un lapsus. Un articolo di Le Parisien.

Politica e/o letteratura?

Nell’epoca di Brexit, nazionalismo e crisi dei rifugiati, quanto deve essere politica la letteratura? Se lo sono chiesti anche gli intellettuali e gli autori riuniti a Berlino per la Conferenza degli Scrittori Europei. A trattare questa annosa diatriba, Stefen Reinecke per TAZ.

Guida galattica per richiedenti asilo

“La Germania e i suoi abitanti” è una guida fatta quasi esclusivamente di immagini che mostra ai richiedenti asilo usi e costumi tedeschi. L’iniziativa, tuttavia, ha suscitato polemiche, come ci riferisce la redazione di Le Monde.

La resistenza non basta

La primavera araba: trionfo della resistenza civile o movimento di scarsa lungimiranza? A distanza di cinque anni dagli eventi che hanno cambiato una parte di mondo, Adam Roberts per The Guardian tira le somme. e il bilancio non sembra molto positivo.

Il papa e i rifugiati

“L’Europa occidentale sta affrontando una serie ininterrotta di prove sotto stress” mentre il Papa mostra “generosità illimitata con i soldi degli altri e le comunità degli altri”: nel suo editoriale sull’australiano The Age, Paul Sheehan descrive la situazione senza remore né peli sulla lingua.

Diritti umani e decapitazioni

Adulterio, stregoneria e apostasia sono solo alcune delle ragioni per cui si viene decapitati in Arabia Saudita. Niente di grave (più o meno), se non fosse che lo Stato islamico sarà a capo dell’organo consultivo che propone esperti al Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU. A illustrarci il paradosso, Madjid Zerrouky per Le Monde.

Cibo, riparo e smartphone

“Le decine di migliaia di migranti che le scorse settimane si sono riversati nei Balcani hanno bisogno di cibo, acqua e di un riparo, proprio come tutti coloro che nel mondo scappano da un conflitto. Ma c’è un’altra cosa di cui giurano di non poter proprio fare a meno: di un posto in cui mettere sotto carica gli smartphone”. Matthew Brunwasser del New York Times ci spiega come la tecnologia cambia la crisi di rifugiati del XXI secolo.