Un odore come di…

Impossibile negarlo, facciamo fatica a descrivere gli odori in modo oggettivo e univoco. Ma non si tratta di una mancanza dell’intero genere umano, quanto piuttosto di un difetto culturale, come spiega Lena Stallmach nel suo articolo apparso sul giornale svizzero Neue Zürcher Zeitung.

Far fessi i fan del football

Gli amanti del calcio farebbero meglio a fare due conti, prima di lasciarsi travolgere dall’entusiasmo per gli europei e per un presunto affarone. Perché proprio su questo puntano le aziende dell’industria alimentare, con le loro offerte mirate spesso non proprio veritiere. Si occupa della questione Michael Gassmann per Die Welt.

Di uova, cioccolato e ornitorinchi

Le uova di Pasqua sono molto meno innocue di quanto pensiamo. La loro produzione implica tecniche di ingegneria genetica, sfruttamento animale e perfino ornitorinchi. O forse no? Un articolo “totalmente fattuale” firmato Dean Burnett per The Guardian.

Di pinguini, soldati e bambole horror (It’s Christmas time)

In una apprezzabile rivisitazione del Grinch, Charlie Brooker elenca per il Guardian le brutture del Natale britannico: spot stucchevoli, clienti squilibrati e bambole parlanti da brividi. E quando leggi di «collane di orecchie e bulbi oculari», capisci che quell’uomo è sempre sul pezzo.