Gassificato? No, grazie

Ispezioni su cognac e champagne prima di Capodanno

Su incarico del vice primo ministro russo Alexander Khloponin, l’organo di regolazione del mercato degli alcolici ispezionerà la qualità delle bevande più popolari del Paese.
Di Evgenija Perceva

Nell’immediato futuro l’organo russo di regolazione del mercato degli alcolici, noto con l’acronimo RAR, condurrà controlli a tappeto su produttori e venditori di cognac e champagne su incarico del vice primo ministro Alexander Khloponin, responsabile del settore alcolici. Secondo i dati forniti dal RAR, nel mercato del cognac la quantità di falsificazioni ammonta al 60%, mentre vengono spacciati per champagne anche vini ottenuti per gassificazione e composti da alcol, acqua, coloranti e anidride carbonica. I produttori ritengono che per risolvere i problemi sia necessario fissare prezzi ragionevoli per i cognac e introdurre meccanismi simili per i vini.

Il vice primo ministro Alexander Khloponin ha incaricato non solo il RAR, ma anche il ministero degli affari interni, l’agenzia per la tutela dei diritti dei consumatori, l’ente preposto al controllo qualità e il procuratore generale di effettuare controlli a sorpresa su produttori e commercianti di champagne, spumanti, cognac e brandy secondo un protocollo da lui suggerito in riunioni specifiche.

Lo staff del vice primo ministro ha condiviso con Izvestija le tendenze individuate dagli esperti. Il RAR, ad esempio, riferisce che attualmente sul mercato nazionale del cognac la situazione è critica: la produzione del distillato si è ridotta del 7% e gli acquisti delle materie prime presso i produttori esteri si sono contratti dell’8%; ciò nonostante, nel primo semestre del 2017 le dimensioni del mercato sono aumentate del 12,2%.

A fronte dell’analisi delle materie prime e dei volumi di produzione, il RAR ha concluso che la quantità di cognac contraffatto sul mercato ammonta al 60% circa, valutazioni ribadite tramite altri esami. Dall’inizio dell’anno, su 99 campioni di cognac analizzati in laboratorio, 40 non rispondono agli standard statali validi per la federazione russa in quanto non contengono alcol derivato dalla distillazione dell’uva.

A questo proposito, il vice primo ministro Alexander Khloponin ha incaricato una massiccia ispezione dei 49 principali produttori di cognac per verificare l’osservazione degli effettivi requisiti di qualità nella produzione. Saranno sottoposti ad esame non solo gli impianti produttivi, ma anche i prodotti già presenti sugli scaffali. Lo staff del vice primo ministro ha sottolineato che «occorre fare in modo che chi acquista cognac si ritrovi tra le mani proprio quello, non alcol etilico misto a tinture e aromatizzanti e spacciato per cognac».

Stando a quanto affermato dall’addetto stampa del vice primo ministro, Natalija Platonova, per lo champagne la situazione è diversa – nel periodo compreso tra gennaio e maggio del 2017 la sua produzione era inferiore del 16% rispetto allo stesso periodo nell’anno precedente. E questo perché si vende «vino spumante gassificato» in bottiglie simili e con un aspetto analogo ma a un prezzo inferiore, talvolta anche con la dicitura “champagne”. La differenza è che lo champagne viene dall’uva, mentre il vino spumante gassificato è una miscela di acqua, alcol, coloranti, aromatizzanti e anidride carbonica. Si tratta di un prodotto due volte meno caro, che attira il consumatore e soppianta il vero champagne sul mercato.

«Il nostro compito è fare in modo che il consumatore sappia con precisione cos’è lo champagne e cos’è il vino spumante gassificato: ecco perché abbiamo avviato l’elaborazione di meccanismi di regolazione statali e l’esecuzione di controlli sulla produzione al dettaglio» ha spiegato Natalija Platonova.

Dal RAR non arrivano commenti sulla preparazione e sull’andamento delle misure di controllo. Una volta completate le ispezioni, saranno resi noti i risultati.

L’associazione che unisce i produttori di vini spumanti sottolinea i costi ridotti della produzione di bevande gassificate, che hanno lo stesso aspetto dello champagne. Ecco perché sarebbe necessario, secondo loro, introdurre un prezzo minimo per la vendita al dettaglio di questa categoria di prodotti. Stando all’associazione, il prezzo minimo di uno champagne conforme alle normative statali che permetta ai suoi produttori di ricavare il giusto profitto dovrebbe essere di 130 rubli per una bottiglia di dimensioni standard che esce dalla fabbrica. Al momento, il costo minimo al produttore è di 115 rubli, che per la vendita al dettaglio sale a 164 rubli.

L’associazione di produttori di cognac russi stima che il livello di falsificazione sul mercato è del 30%. Anche loro pongono l’accento sulla necessità di aumentare il prezzo minimo – ribadendo al contempo che non è stata ancora risolta la problematica principale, dato che il mercato non è ancora al riparo dalla falsificazione. Per una bottiglia di cognac da mezzo litro, il prezzo minimo è di 371 rubli, ma secondo alcuni produttori durante le festività non può essere inferiore a 500 rubli.

[…] Entro Capodanno non ci saranno cambiamenti sul mercato – i risultati dei controlli saranno presentati solo a febbraio, ma c’è la concreta possibilità che l’anno prossimo i russi vedranno sulle loro tavole bevande di qualità superiore.


Evgenija Perceva, «Коньяк и шампанское проверят перед Новым годом», Izvestija, 1 novembre 2017

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