Le dimensioni contano!

Come hanno fatto le balene a diventare così grosse? Gli scienziati si immergono nel mistero marino

Una diversa ridistribuzione del cibo e temperature oceaniche che non accennano a ridursi potrebbero essere la chiave per spiegare le dimensioni mastodontiche di questi animali.
Di Nicola Davis

La balenottera azzurra è lunga quanto un aereo di linea, ha un cuore grande quanto una macchina e una lingua del peso di un elefante.

I ricercatori dicono di aver – forse – risolto il mistero del perché i misticeti, gruppo che include questo animale, il più grande del pianeta, sono diventati così grossi.

Secondo gli scienziati, il passaggio a dimensioni superiori ai 10 metri di lunghezza è probabilmente avvenuto solo 2-3 milioni di anni fa; a originarlo ci sarebbe stata una diversa distribuzione del cibo di cui si nutrono questi esemplari.

«Pensiamo alle balene come a dei giganti, ma considerando la loro storia evolutiva lunga 36 milioni di anni sono giganti solo da un decimo della loro vita» afferma Graham Slater, biologo evoluzionista e co-autore della ricerca svolta presso la University of Chicago.

In un articolo della rivista Proceedings of the Royal Society B, Slater e colleghi hanno rivelato la molla che ha fatto scattare questo boom di crescita: la base del loro studio è l’analisi delle lunghezze di 63 misticeti ormai estinti, come emerge dalle misurazioni dei loro crani fossilizzati, e delle lunghezze di 13 specie ancora presenti sul nostro pianeta.

Le dimensioni e la posizione di ogni specie all’interno dell’albero genealogico dei misticeti sono state poi inserite in alcuni modelli computerizzati, così da determinare come e quando ha avuto origine il gigantismo.

I risultati di questo studio mostrano che il gigantismo è emerso in maniera indipendente in diversi rami dell’albero genealogico, anche in specie come la balena della Groenlandia e l’Eubalaena. Il team di ricerca ha anche scoperto che non solo le balene più grandi diventano ancora più grandi nel corso del tempo, ma che anche gli esemplari più piccoli presenti oggi sulla Terra sono più grandi di quelli estinti da tempo.

Ulteriori analisi hanno permesso di determinare che anche se le balene si sono diversificate in modo graduale in quanto a dimensioni nel corso degli ultimi 30 milioni di anni, il cambiamento più repentino si è verificato a partire da 4,5 milioni di anni fa, fino a qualche centinaia di migliaia di anni or sono.

Un periodo così recente, stando agli autori, permetterebbe di escludere la possibilità che l’emergere del gigantismo sia stato provocato da un’evoluzione alimentare o da grandi predatori, come squali giganti. Si può anche escludere che il gigantismo sia una risposta alle temperature oceaniche globali in calo.

Probabilmente questo cambiamento deriva dai sistemi con cui l’acqua fresca e ricca di sostanze nutritive è spinta verso l’alto nelle regioni che circondano la piattaforma continentale, movimento determinato almeno in parte dalla glaciazione dell’emisfero settentrionale.

Questi sistemi, originatisi circa 3 milioni di anni fa, hanno provocato la formazione di sacche di cibo invece che la loro ripartizione uniforme negli oceani. E proprio questo, secondo Slater, è alla base dell’evoluzione del gigantismo dei misticeti.

«Quanto più grande è la bocca, quanto più cibo vi si può inserire e quanto meno energia sarà necessaria per farlo» dice. Essere grossi aiuta nello spostarsi verso la sacca di cibo successivo.

«Se sei grosso puoi immagazzinare più energia – hai un maggior serbatoio di carburante da portare con te» dice Slater. «Se sei grosso il dispendio di energia nel trasporto è inferiore, quindi riesci a percorrere più miglia con un gallone».

Olivier Lambert, paleontologo dell’Istituto Reale delle Scienze Naturali del Belgio, che non ha preso parte allo studio, ha dichiarato che questa ricerca fornisce uno scenario convincente per spiegare una delle fasi terminali dell’evoluzione dei misticeti.

Non esclude però che altri fattori, come l’evoluzione di grandi predatori e diversi eventi climatici, possano aver giocato anch’essi un ruolo significativo nello sviluppo delle grandi dimensioni di questi animali, in particolar modo all’inizio della loro evoluzione.

Lambert, inoltre, ritiene che quest’ultima ricerca abbia implicazioni importanti per gli ecosistemi moderni. «Un lavoro simile enfatizza ancora di più quanto sia precaria la situazione dei misticeti, sottoposti a gravi minacce a causa degli effetti a breve termine del cambiamento climatico sulla circolazione oceanica e sul trasporto di sostanze nutritive».

Slater concorda. «Se interrompiamo la fornitura di acqua fredda, se il cambiamento climatico imboccherà la strada che noi scienziati temiamo, ci saranno davvero poche speranze per questi grandi animali» ha detto.


Nicola Davis, «How did whales become so large? Scientists dive into marine mystery», The Guardian, 24 maggio 2017

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