Il museo dei fiaschi (non di vino)

Un museo svedese celebra i flop commerciali

Penne a sfera da donna, Coca Cola al caffè… A partire dal 7 luglio, queste invenzioni sottostimate saranno al centro dell’attenzione nel “museo del fallimento” di Helsingborg, in Svezia.
Di Anne-Françoise Hivert

Ci sono fiaschi cocenti, che spingono a chiedersi cosa sia mai passato per la testa degli inventori. Ma ci sono anche idee che avrebbero potuto rivoluzionare un intero settore economico, finite nel dimenticatoio per ragioni davvero ingiuste. Per ogni invenzione riuscita, ce ne sono nove fallite. Sono i piccoli brutti anatroccoli di cui non si parla mai. Samuel West, dottore in psicologia delle organizzazioni, ha deciso di metterli finalmente in mostra. Il suo Museum of Failure (letteralmente, “Museo del Fallimento”) aprirà i battenti il 7 giugno a Helsingborg, piccola città costiera del sud-ovest della Svezia.

Surgelati Colgate e Google Glass

In questi fiaschi industriali, c’è l’inevitabile esempio di Google Glass, ritirato dalla vendita nel mese di gennaio del 2015, prova che anche un gigante non è immune dalle sconfitte. «Inizialmente la tecnologia non era ancora abbastanza sviluppata, ma soprattutto gli occhiali avevano una telecamera interna, con conseguenti problemi di privacy» racconta Samuel West. Il suo museo rende anche omaggio al Nokia N-Gage, metà telefono metà console, venduto in due milioni di esemplari tra il 2003 e il 2006, ma incarnazione della svolta mancata da parte del gruppo di telecomunicazioni finlandese.

Altre invenzioni avrebbero potuto trasformarsi in galline dalle uova d’oro per le aziende che le hanno sviluppate, come la fotocamera digitale Kodak sviluppata nel 1975. Messa in vendita a partire dal 1995, la fotocamera ha da subito avuto un grande successo, ma l’azienda ha scelto di non adeguare la propria strategia e ha preferito continuare a concentrarsi sulle stampe cartacee. La conseguenza è stata la bancarotta nel 2012.

E poi ci sono quei prodotti che non sarebbero mai dovuti esistere. La penna da donna della Bic, ad esempio. «Certo, non possono mica usare biro da uomo!» ridacchia Samuel West. Ma anche i prodotti surgelati Colgate, la Coca Cola BlaK al caffè…

Psicologo di formazione, il creatore del Museo del Fallimento ha dedicato la propria tesi all’innovazione aziendale, sostenendo la politica del fallimento assunto: «Il modo in cui l’organizzazione gestisce i fallimenti è essenziale per la creatività» afferma. «Punire qualcuno perché ha sbagliato è controproducente». Il problema è che si vuole parlare solamente dei successi. «La strategia è quella di evitare il problema» commenta. «Anche su Facebook: posto una foto risalente a qualche anno fa perché sono meno grasso, invece di una foto in cui sto urlando con i miei figli».

La cultura aziendale in Svezia è diversa, dichiara: «Non è autoritaria, lascia molte libertà ai dipendenti e incoraggia la creatività» assicura lo psicologo. Questo spiega perché il Paese raggiunga regolarmente le vette delle classifiche internazionali per le innovazioni. Eppure, alcune delle società svedesi contattate da Samuel West per rievocare i loro fallimenti più clamorosi non hanno ancora risposto all’invito…

Museum of Failure, Södergatan 15 Helsingborg, Svezia. Dal 7 giugno. Ingresso gratuito. http://museumoffailure.se


Anne-Françoise Hivert, «Un musée suédois célèbre les flops commerciaux»,  Le Monde, 15 maggio 2017

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