No alcol, no party

Feste analcoliche detox? Ora basta!

Non bastava rinunciare a carne, lattosio o glutine: ora sempre più persone scelgono feste senza alcol. Che orrore! Ed è anche pericoloso, secondo il nostro autore.
Di Oliver Rasche

La mattina apri il giornale e ti tocca leggere che c’è una nuova tendenza: feste completamente senza alcol, con green smomthie al posto dei drink, dette “notti detox”. Dall’orrore quasi mi è caduta la sigaretta nella birra della colazione! Quello che in un primo momento suona come una pensata stravagante di nerd evangelici in girocollo o effeminati berlinesi, è una tendenza estremamente pericolosa.

«Ma zio Rasche, perché sarebbe pericoloso rinunciare all’alcol?» vorrai chiedere a questo punto. Beh, Jimmy (ti chiami Jimmy, no? Come se importasse qualcosa!), rinunciare all’alcol è qualcosa di meraviglioso, qualcosa di sano. La questione è però quale sia l’atteggiamento che ci sta dietro. Gli atteggiamenti possono essere estremamente tossici. E malsani.

A volte l’anima vuole uscire dalla gabbia

Perché cos’è una festa? Non è un incontro di lavoro, non è un allenamento, non è una seduta di yoga. È una distrazione sociale. Qualcuno non ha voglia di birra o vino e si gode un po’ di acqua minerale? Buon per lui! No, qui si tratta della funzionalizzazione totale di ogni ambito della vita. Storcere il naso quando in programma c’è il relax. Doversi ottimizzare sempre, mentre l’anima grida disperata: «Papino, posso andare sull’altalena? Ti preeeegoooo!»

Invece bisogna dimostrare a se stessi e agli altri per l’ennesima volta che non si rinuncia solo all’alcol, ma che si consumano bevande al cetriolo disintossicanti – mamma mia, che divertimento, vero? Anche la Bibbia lo dice: non c’è festa se la festa è sbagliata.

Non serve l’alcol per comportarsi in modo imbarazzante

Non serve l’alcol per comportarsi in modo imbarazzante e il fatto che per molti una certa percentuale di alcol sia un must non appena incontrano un essere umano al di fuori dell’ufficio è una cosa stupida, patetica e malsana. Ma nemmeno un divieto va bene. Una festa dovrebbe essere il contrario di un divieto; il contrario della costrizione – una festa dovrebbe essere la libertà.

L’umanità del 2017 mi irrita; chi avrebbe pensato che si potesse rinunciare volontariamente a carne, prodotti di origine animale, lattosio, glutine – e prima o poi rinunceremo anche ai contatti fisici nel sesso. E quando non ci sarà più nessun nuovo essere umano, allora ci prenderemo cura dei vecchi noi stessi. Tutti super in forma grazie alle notti detox. L’arte della libertà però, il fatto che in una certa misura tutto sia permesso, quella non l’avremo esercitata.

Le feste migliori sono quelle in cui si parla in modo concitato, si balla, si bacia, e per ore non si pensa nemmeno a riempirlo, il bicchiere di birra. Buon weekend!


Oliver Rasche, «Alkoholfreie Detox-Partys? Jetzt reicht es!», Die Welt, 31 marzo 2017

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