Tradurre le sopracciglia

Le sopracciglia non mentono

Di Elke Bodderas

«Guardami negli occhi, piccola» è la famosa battuta di Bogart in Casablanca. Ma guardandosi negli occhi, cosa si vede? L’anima delle persone? Gli occhi sono lo specchio dell’anima? Sono tutte sciocchezze, stando a Javid Sadr, docente di neuroscienze presso l’università di Lethbridge.

Il messaggio di Sadr è molto semplice: guardate le sopracciglia, non mentono come gli occhi. Sadr ha sviluppato algoritmi che spiegano la lingua delle sopracciglia. Il suo brow translator riconosce sorrisi falsi e veri meglio della maggior parte delle persone.

Die Welt: Professor Sadr, lei afferma che quando qualcuno dice qualcosa ma pensa tutt’altro lo si vede dalle sopracciglia. Come è giunto a questa conclusione?

Javid Sadr: Le sopracciglia sono la parte più espressiva del nostro viso. Sono uno dei tratti più importanti per decifrare le emozioni. Niente si può simulare come un sorriso. Le sopracciglia invece non mentono mai.
C’è una foto famosa della Casa Bianca, scattata il 18 ottobre 1962. Mostra il Presidente statunitense John F. Kennedy con un ambasciatore dell’Unione Sovietica, Anatolij Dobrynin, e il ministro degli esteri Andrej Gromyko.
Si vedono volti rilassati, sorrisi amichevoli, buon umore, la situazione sembra delle migliori. Eppure gli scienziati politici sanno che all’epoca Kennedy era già a conoscenza dei missili sovietici a Cuba. E se si guarda bene la foto, lo si capisce dal volto di Kennedy. Il suo sorriso non è sincero.
Da cosa si capisce? Semplice: le sue sopracciglia sollevate rivelano che lui trova la situazione tutto tranne che spassosa. Il suo volto riflette rabbia e addirittura paura.

DW: Il suo consiglio è di non guardare mai l’interlocutore negli occhi. Ma un paio di dita più un su. Verso le sopracciglia.

JS: Vale davvero la pena farlo. Le sopracciglia riflettono le attività mentali di ogni persona. Mostrano sentimenti come paura, disgusto, confusione, rabbia. Dalle sopracciglia si riconosce in modo piuttosto preciso se qualcuno è irritato, pensoso o in disaccordo con quello che si dice. Si avvicinano maggiormente e creano una piccola piega proprio sopra il naso.
Provi lei stesso. Racconti una barzelletta e osservi il suo interlocutore. Se non ha mai sentito prima la barzelletta, dovrebbe osservare una minima contrazione dei muscoli e vedere le sopracciglia che si avvicinano. È un segno attendibile del fatto che sta ascoltando con interesse.
Se questo non accade, e le sopracciglia restano rilassate, allora occorre lavorare meglio alla propria arte della recitazione. Perché l’interlocutore è annoiato e non sta ascoltando. […]

DW: Lei ha scoperto che riconosciamo le altre persone dalle sopracciglia.

JS: Lo facciamo in modo inconsapevole. Quando chiediamo ai partecipanti a un sondaggio cosa trovano importante nel volto delle persone, spesso dicono che sono gli occhi. In realtà le sopracciglia sono molto più importanti, come mostrano i nostri studi. Ci aiutano nell’identificazione dei volti.
Abbiamo mostrato ai nostri soggetti foto di personaggi celebri. Su una parte delle foto gli occhi erano coperti, su un’altra erano coperte le sopracciglia. Il 56% delle persone sono state in grado di identificare le persone senza occhi, ma solo il 46% delle persone senza sopracciglia è stato correttamente identificato. I volti sono più difficili da riconoscere se mancano le sopracciglia. Il riconoscimento facciale funziona come un codice a barre. Le sopracciglia formano una linea a cui si aggiungono i lineamenti del volto e la distanza tra fronte e occhi.
[…]Le sopracciglia ci rendono esseri umani.
Come fanno a Hollywood a far sembrare uno scimpanzé più umano, anche più intelligente, senza per questo farlo sembrare un totale imbecille? Esatto: con le sopracciglia. Gli scimpanzé non ne hanno. Si sono sviluppate solo quando l’uomo ha conquistato la savana. Le sopracciglia si sono aggiunte nel corso dell’antropogenesi.

DW: La gente scrive poesie sugli occhi, dice che sono lo specchio dell’anima. Perché nessuno dedica poesie alle sopracciglia?

JS: Perché ci lasciamo affascinare dai colori luminosi. Ecco perché l’iride ci attira più del marrone, del nero o del modesto grigio topo delle sopracciglia. […]

DW: Mostrami il tuo stile e ti dirò chi sei – vale anche per le sopracciglia?

JS: Dal punto di vista estetico le sopracciglia sono estremamente importanti, come sa bene ogni donna. Con l’età è inevitabile che scivolino di qualche millimetro verso il basso. A quel punto il viso sembra dieci anni più vecchio, anche se non è successo niente di traumatico. È il corso della natura: le sopracciglia scendono perché il loro appiglio connettivo nella fronte si allenta e cede. E qui entra in gioco il Botox. Se le sopracciglia tornano alla posizione di partenza, il proprietario sembra enormemente ringiovanito.
[…] Si può migliorare la propria carica espressiva esercitando e rafforzando il gioco di sopracciglia. La maggior parte delle persone non sa cosa succede nel proprio viso, il che è un peccato, perché ci si lascia sfuggire un importante mezzo espressivo.
Un maestro è Jim Carrey. Già da bambino si sedeva davanti allo specchio e contraeva i muscoli della fronte. Ha avuto successo anche grazie alle sopracciglia, come Clint Eastwood o Robert de Niro, uno dei pochi che riesce con facilità a sollevare le sopracciglia verso l’alto per sembrare triste e confuso. Nel caso di Woody Allen questo tratto è innato, ecco perché ha sempre quell’aria malinconica che lo contraddistingue.


Elke Bodderas, «Augenbrauen lügen nicht», Die Welt, 9 febbraio 2017

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