Una magica cura per l’ansia

I funghi allucinogeni sono di conforto ai malati di cancro

Due studi clinici condotti negli Stati Uniti hanno mostrato l’efficacia delle sostanze psichedeliche per risollevare il morale dei pazienti, aprendo così la strada a possibili trattamenti futuri.

Dopo la cannabis, c’è un nuovo prodotto classificato come stupefacente che potrebbe venire in soccorso dei malati: secondo due studi clinici americani, infatti, basterebbe una sola dose dell’allucinogeno contenuto nei funghi psichedelici per alleviare l’ansia e lo stress riscontrabili nei soggetti malati di cancro, a fronte di una terapia psicologica costante di riferimento.

Con questo approccio alternativo si potrebbero «ridurre in maniera significativa l’ansia e la sofferenza delle persone affette da cancro, con effetti che durano mesi» scrivono i ricercatori, i cui studi hanno fatto la loro comparsa sulla rivista specializzata americana Journal of Psychopharmacology.

Il primo studio, condotto presso il centro medico Langone dell’Università di New York, indica che con una sola dose di psilocibina, sostanza illecita per la quale si rende necessaria un’apposita autorizzazione federale, è stato possibile alleviare rapidamente l’ansia dell’80% dei 29 partecipanti, con effetti protrattisi per oltre sei mesi. La valutazione è stata realizzata sulla base di criteri clinici per ansia e depressione.

Ridurre il rischio di suicidio

Uno studio simile, condotto su 51 pazienti presso la facoltà di medicina Johns Hopkins (Maryland) ha prodotto gli stessi effetti positivi. Questi due studi hanno dato luogo a undici editoriali in cui esperti di cure palliative esprimevano le loro opinioni al riguardo, mentre gli psichiatri si compiacciono dei risultati.

«Ad oggi, i nostri risultati rappresentano l’indicazione più solida dei benefici clinici di una terapia a base di psilocibina, che potrebbe cambiare radicalmente le cure dedicate a malati di cancro con profondo disagio psicologico» sottolinea il dottor Stephen Ross, autore principale dello studio e direttore del servizio per il trattamento della tossicodipendenza del centro medico di Langone, nel reparto di psichiatria.

«Se studi clinici più ampi dovessero confermare questi risultati, potremmo prendere in considerazione la commercializzazione di un medicinale sicuro, efficace e a buon mercato, prescritto in maniera strettamente controllata per alleviare il disagio psicologico responsabile dell’alto tasso di suicidi tra i malati di cancro».

Nessun effetto collaterale “serio”

I pazienti dello studio condotto presso il centro medico Langone, per la maggior parte donne, avevano dai 22 ai 75 anni. Soffrivano di tumore al seno, al sangue o gastrointestinale in stadio avanzato e tutti erano affetti da un grave disagio psicologico legato alla loro malattia incurabile.

La maggior parte di questi malati ha dichiarato che grazie ai funghi la loro qualità di vita è migliorata: avevano maggiore energia di prima, migliori rapporti con i membri della famiglia e anche migliori risultati nella vita professionale. Alcuni hanno inoltre avvertito un insolito sentimento di pace interiore e un maggiore altruismo, precisa un comunicato del centro medico Langone.

Non sono stati riscontrati effetti secondari seri, sottolineano altresì i ricercatori. Secondo loro la psilocibina attiva zone del cervello sulle quali agisce la serotonina, un neurotrasmettitore determinante per l’umore e l’ansia. Dei tassi anormalmente deboli di serotonina sono associati a reazioni impulsive, aggressive o di estrema violenza.


«Des champignons hallucinogènes pour réconforter les malades du cancer», Les Echos, 4 dicembre 2016

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