Ti sposo in Danimarca. In dieci minuti.

Pronunciare il fatidico “sì” in dieci minuti

Poco burocratica, come a Las Vegas, ma molto più romantica: Aerö, isola danese dell’arcipelago di Fionia, è la capitale internazionale dei matrimoni.
Di Rudolf Hermann

Il classico e romantico nido d’amore: un’isoletta raggiungibile solo in barca, una stanza in una casetta a graticcio con pareti leggermente inclinate, piccole finestrelle e composizioni floreali lungo le stradine dai ciottoli irregolari. In fila come perle su un filo, le case si snodano fino alla piazza principale davanti alla chiesa. In breve, Aerösköbing.

Aerösköbing, città principale della pacifica isola di Aerö, a sud della Danimarca, non è tanto un luogo dove l’amore sboccia o si infiamma, quanto il posto in cui viene ufficializzato. E nell’arco di un paio di giorni. Ad Aerösköbing, infatti, ci si sposa a ritmi serrati. Con circa tremila matrimoni l’anno, è la capitale danese dei matrimoni.

Matrimoni a ripetizione

Lo sanno bene Tina Eriksen e Joan Lykke Ammersböll. Le due donne fanno parte di una squadra che comprende una decina di ufficiali di stato civile in un comune di soli seimila abitanti. Tina Eriksen ha appena terminato, in questa tarda giornata d’estate, quattro ore di lavoro con circa venti cerimonie, svoltesi nell’ufficio delle unioni civili dell’amministrazione comunale. Joan Lykke Ammersböll invece è appena tornata da un “servizio fuori sede” – sposa coppie in località speciali con l’organizzazione di una delle agenzie di Aerö. Ad esempio  in un faro, in spiaggia o nei saloni nobiliari del primo piano del palazzo che si affaccia sulla piazza principale.

Al piano terra di questo splendido edificio l’inglese John Moloney, dell’agenzia Danish Island Weddings, fa la guardia a due scatole di champagne, mentre sua moglie Louise si affretta a ricevere una nuova coppia appena arrivata per sposarsi. È merito suo se Aerö si è trasformato da località in declino per pensionati in cerca di refrigerio dalla calura estiva a isola danese dell’amore. Otto anni fa ha avuto l’idea di un’agenzia di matrimoni e il business plan era ragionevolmente semplice: in Danimarca anche gli stranieri possono contrarre matrimonio con scarso dispiego di burocrazia, al contrario ad esempio della vicina Germania. Facilmente raggiungibile dalla Germania, praticamente confinante, è stato possibile trasformare Aerö in una Mecca del matrimonio per chi nel proprio Paese combatte con la pedanteria burocratica.

Le cose vanno alla grande: i clienti sono spesso coppie in cui uno dei partner viene da un Paese esterno all’Unione Europea, ma anche coppie con entrambi partner di Paesi europei dove le richieste burocratiche sono esorbitanti. Ed espatriati con residenza in un terzo Paese, il che può rendere le cose un tantino complicate. E ancora, coppie dello stesso sesso che in Danimarca possono sposarsi senza problemi, mentre in altri Paesi devono combattere con pregiudizi, impedimenti legali o entrambe le cose.

Tutti lasciano l’isola con un certificato di matrimonio riconosciuto a livello internazionale, rilasciato dalle autorità di un Paese la cui serietà è ben nota. Nel suo libro degli ospiti, John Moloney ha già più di 160 nazionalità. Al Danish Island Weddings e presso altri fornitori di questo servizio, che si sono lanciati nel settore in crescita direttamente sul posto o in Germania, si possono scegliere pacchetti su misura. Compresa nel prezzo c’è la gestione delle agenzie governative. La burocrazia viene sbrigata ancor prima del matrimonio, sulla base dei documenti ricevuti via mail in copia. Gli sposini devono semplicemente presentarsi il giorno prima del grande evento, così che si possano verificare i documenti originali.

Ma si può fare anche senza agenzia. Chi non ha bisogno di aiuti esterni, chi non ha limiti di tempo e chi si accontenta di una cerimonia senza fronzoli può rivolgersi direttamente alla sede municipale. Costo: meno di cento euro. Testimoni offerti dal comune e un bicchiere di vino per brindare compreso nel prezzo. Tramite agenzia le cose si fanno più costose.

Il boom fa parlare di sé

La pratica liberale dei matrimoni della Danimarca è stata a volte tacciata di aprire una porta alla migrazione, ma nell’ufficio di stato civile, così come nelle agenzie di Aerö, si ribadisce sempre che un certificato di matrimonio non è un permesso di soggiorno. Spetta alle singole autorità nazionali recepire il diritto di soggiorno dei coniugi o eventualmente considerare il matrimonio una farsa. Ironia della sorte, proprio la Danimarca, così aperta in tema di matrimoni, è molto restrittiva per quanto riguarda il ricongiungimento coniugale.

Ma finché si parla solo di matrimoni si lavora con efficienza in Danimarca, e mai quanto ad Aerö. In questo modo l’isola vuole distinguersi dai comuni delle regioni di confine coinvolte da matrimoni internazionali tra danesi e tedeschi.

Ecco perché anche Carl Jörgen Heide, responsabile di commercio e turismo dell’isola, non fa che lodare i funzionari dell’ufficio anagrafe. «Dovremmo ogni giorno inviare loro una torta per quello che fanno per la comunità» dice. Perché il business dei matrimoni ha fatto rinascere l’economia locale, cosa che non ci si sarebbe mai potuti sognare fino a qualche anno fa. «.3500 cerimonie l’anno, vale a dire 7.000 diretti interessati e nel complesso, con un calcolo più accurato, circa 20.000 visitatori. Devono tutti usare il traghetto, soggiornare qui, mangiare» elenca Heide.

La fioraia del posto, che si è occupata a lungo da sola della sua attività, ora ha assunto due persone, dice Heide. Anche fare il parrucchiere rende. O il pasticcere. O il fotografo. I ristoranti che avrebbero chiuso bottega per l’inverno ora sono in attività tutto l’anno. In periodo di bassa stagione ci si mette d’accordo così che gli ospiti non rimangano senza servizi. Ci si sposa tutto l’anno.

E non c’è fine al boom. Perché nel frattempo Aerö è arrivata sulla bocca di tutti. La TV danese c’è stata per un documentario in tre puntate. I media internazionali sono diventati consapevoli della curiosa storia dell’isola dei matrimoni. Ora i turisti vengono addirittura dall’America e dall’Estremo Oriente, per vedere con i propri occhi come stanno le cose. E da ammirare ci sono non solo gli sposini a ogni angolo, ma anche meravigliose cittadine storiche danesi. Perché Aerösköbing ha conservato intatto l’aspetto del suo nucleo cittadino del 18° secolo, e il centro viene tutelato come se fosse un enorme monumento.


Rudolf Hermann, «Wo im Zehnminutentakt Ja gesagt wird», Neue Zürcher Zeitung, 24 settembre 2016

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Artan Kraja ha detto:

    Salve io sono dal Albania mia fidanzata dal Lituania che decominti ci servono per sposarsi nel vostro paese

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    1. alicerampinelli ha detto:

      Buonasera Artan, mi spiace ma non ti so essere utile, non me ne intendo. Ti consiglio di contattare le autorità, il consolato in primis. 🙂

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