Vedere le cose in prospettiva

Gli psicologi studiano l’intenso stupore che gli astronauti avvertono nel vedere la Terra dallo spazio

Fonte: University of Pennsylvania
Abstract: Analizzando i documenti in cui emerge lo stupore di vedere la Terra dallo spazio, gli psicologi scavano in profondità nella psiche degli astronauti.

Pensate alla Terra al centro di una cornice. Un pianeta senza troppe pretese, chiazze bianche e blu su uno sfondo interstellare nero. Eppure l’immagine non può non provocare una qualche reazione.

Ora immaginate di poter assistere a questa scena dallo spazio.

Gli astronauti che vivono la Terra in orbita riferiscono spesso sensazioni di stupore e meraviglia, dichiarano di essere trasformati da quella che definiscono “magia” di una simile prospettiva. Il fenomeno è noto come “effetto della veduta d’insieme” e viene studiato dai ricercatori del Positive Psychology Center della University of Pennsylvania per capire meglio le emozioni frequenti tra gli astronauti.

Gli assegnisti di ricerca David Yaden e Johannes Eichenstaedt, assieme al ricercatore interno Jonathan Iwry e a colleghi della Thomas Jefferson University, della University of Houston e altri, hanno diversi obiettivi per questo lavoro: primo fra tutti, determinare le implicazioni dei viaggi nello spazio a fronte di una comunità aerospaziale che si indirizza sempre più spesso verso viaggi della durata di anni su pianeti come Marte, ma anche capire come indurre sensazioni simili nei non-astronauti.

I ricercatori hanno pubblicato le loro scoperte nel numero di marzo della rivista specializzata Psychology of Consciousness.

Per comprendere l’effetto della veduta d’insieme, Yaden e colleghi hanno analizzato la documentazione redatta da astronauti di tutto il mondo che avevano visto la Terra dallo spazio. Dalle loro citazioni emergono temi quali unità, vastità, connessione, percezione – in generale, ne risulta la sensazione soverchiante di un momento che cambia la vita.

«Ogni volta che andiamo in un posto bellissimo, osserviamo il tramonto alla ricerca di un piccolo assaggio di questo stupore. Gli astronauti lo vivono in una forma più estrema» ha dichiarato Yaden, autore dell’articolo. «Studiando la versione più estrema di un fenomeno spesso si impara qualcosa di più sul fenomeno stesso».

Yaden è specializzato proprio nelle esperienze trascendentali e spirituali che spesso, dice, sono legate a un contesto religioso, ma non per gli astronauti.

«Lo spazio è affascinante perché è un ambito scientifico e secolare, quindi non ha queste connotazioni» dice. «Quando pensiamo a persone dedite alla meditazione o che scalano le montagne, parliamo di persone assuefatte allo stupore. Ma [spesso] non pensiamo a questi veri e propri scienziati che raccontano di momenti di beatitudine».

Ma non solo: si tratta di esperienze riproducibili. «Il comportamento è assai difficile da modificare, quindi nel momento in cui si incontra qualcosa con un effetto così profondo e riproducibile, gli psicologi dovrebbero chiedersi: “Ehi, che succede? Come possiamo rifarlo?”» ha dichiarato Eichenstaedt.

Una risposta potrebbe essere un esperimento di follow-up con realtà virtuale, per dare ai partecipanti l’esperienza di una visione d’insieme sulla Terra e rispettivo effetto. «Alla fine, quello che ci interessa è indurre questa esperienza» dice Eichenstaedt «perché sarebbe in grado di aiutare la gente, permettendole di essere più adattabile alle situazioni, di sentirsi più connessa, di vedere i propri guai in prospettiva».

I ricercatori ribadiscono che la psicologia dovrebbe essere parte dell’equazione per le missioni spaziali più lunghe, e sperano di riuscire a stilare raccomandazioni concrete per il benessere dell’astronauta sul lungo periodo. Secondo le loro stime, l’effetto della veduta d’insieme, processo positivo già in atto nei viaggi nello spazio, può aiutare. Guardano al settore privato, con gruppi come SpaceX, Blue Origin o Virgin Galactic, come un passaggio intermedio. Ma, idealmente, sperano di collaborare con gli astronauti già tornati dallo spazio o con quelli che stanno per andarci.

«Si delinea un fenomeno affascinante» ha detto Yaden. «Il nostro è solo il primo passo, e speriamo non sia l’ultimo».


David B. Yaden, Jonathan Iwry, Kelley J. Slack, Johannes C. Eiechstaedt, Yukun Zhao, George E. Vaillant, Andrew B. Newberg, «Psychologists study intense awe astronauts feel viewing Earth from space», Science Daily, 19 aprile 2016

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