Di uova, cioccolato e ornitorinchi

Come sono fatte le uova di cioccolato? Una spiegazione scientifica totalmente fattuale.

Le uova di cioccolato sono ovunque a Pasqua, ma per produrle con una simile abbondanza occorrono processi scientifici estremi e sgradevoli.
Di Dean Burnett

È Pasqua. E cosa significa? Uova di cioccolato dappertutto. Anche qualcosa legato a Gesù che torna in vita, ma è più difficile (e in un certo modo più macabro) sfruttare la cosa per facili ricavi, e quindi uova di cioccolato sia. A volte anche conigli.

Ma vi siete mai fermati a pensare a come sono fatte queste uova esattamente? Se ne consumano decine di milioni ogni anno, e non sbucano certo dal nulla. Le uova di cioccolato risalgono ad almeno due secoli fa, quindi chiaramente sono stati investiti tempo e sforzi nella loro produzione. Ma come per molti generi alimentari moderni, la natura di questo tempo e di questi sforzi, e i processi coinvolti, possono risultare inquietanti. La verità è che la creazione delle uova di cioccolato ha richiesto il coinvolgimento di tecniche “discutibili”.

Per prima cosa occorre produrre le uova. Per fortuna gli animali ovipari sono alquanto comuni in natura. Però, nei primi esperimenti per la creazione di uova di cioccolato che l’uomo potesse consumare, molti di loro sono stati scartati subito per le suddette uova, e per una varietà di ragioni diverse. Le uova di tartaruga erano “troppo rare”, quelle di pesce “troppo piccole / costose”, quelle di ragno “troppo orripilanti”, e così via. Alla fine, la strategia comune dello “scegliere ciò che si conosce” ha prevalso e si è deciso di usare uova di uccello.

Però, di quale uccello era un altro bel problema. Le galline saranno anche le più usate per la produzione di uova, ma le uova di gallina, come forse avrete notato, sono molto più piccole delle tipiche uova di cioccolato.

La maggior parte delle persone penserà forse che siano stati usati gli struzzi, data la taglia delle loro uova. Una supposizione ragionevole, ma tenete a mente che le uova di cioccolato hanno quasi 200 anni, e gli sforzi e gli errori necessari per la loro creazione risalgono a tempi addirittura precedenti. In realtà, l’uccello produttore di uova utilizzato è l’Aepyornithidae, detto uccello elefante, l’uccello (e quindi l’uovo) più grande mai conosciuto. Gli uccelli elefanti sono scomparsi dalla natura secoli fa, e ora sappiamo il perché: sono stati catturati e inseriti a forza in un intenso programma destinato a convertire le loro uova nelle delizie al cioccolato che conosciamo bene. Non proprio etico, questo processo, ma le esigenze del capitalismo spesso vanno al di là dell’etica.

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Ovviamente il passo successivo è stato il più difficile. Come si convince un uccello gigantesco e incapace di volare a deporre uova, di solito un mix di albumina, acqua e membrane circondato da un guscio di carbonato di calcio, perché siano fatte di cioccolato e quindi adatte ai bambini? È una richiesta  a dir poco difficile.

Sì, gli uccelli depongono le uova, ma il cioccolato deriva in buona parte dal cacao, di solito dai semi della pianta del cacao. Il cioccolato, in sostanza, viene dalle piante. Gli uccelli non sono piante, quindi convincerli a produrre cioccolato è un bell’inghippo. Nutrire gli uccelli con enormi quantità di cacao nella speranza che le loro uova diventassero di cioccolato si è dimostrato un approccio disastroso, che ha condotto a un massiccio avvelenamento da teobromina. Per fortuna un altro approccio ha dato i suoi frutti, l’ingegneria genetica.

Un genio solitario, nonostante le tecniche primitive a disposizione all’epoca, ha scoperto come inserire il DNA del cacao direttamente nel sistema di produzione di uova degli uccelli elefante. Purtroppo, però, questi ingegnosi metodi genetici e tutti i dati a essi riferiti sono stati poi distrutti in un terribile incidente che ha coinvolto una fuga precipitosa di uccelli geneticamente modificati e infuriati, e ci sono voluti molti anni prima che fossero riscoperti e utilizzati, tra le altre cose, per impiantare geni di ragno nelle capre.

Potrebbe essere ragionevole supporre che con la produzione di uova di cioccolato il lavoro fosse terminato. Ma, come qualsiasi amante del cioccolato vi saprà dire, il cioccolato fondente è molto amaro e ha una sorta di gusto “acquisito” in base a quello cui si accompagna, e questo già senza passare attraverso l’anatomia di un uccello. Quindi è diventato necessario far produrre agli uccelli cioccolato al latte.

Ma gli uccelli non allattano, per definizione (tranne rari casi). I mammiferi allattano. Quindi produrre uova di cioccolato al latte richiedeva il contributo di piante, uccelli e mammiferi.

Si è così tentato un sistema di estremo incrocio tra specie, ma il risultato è stata una creatura bizzarra e claudicante, un uccello-mammifero alquanto ridicolo. Era talmente imbarazzante, in effetti, che queste creature sono state riunite il più lontano possibile per sbarazzarsene, e sono finite in un fiume in una parte remota dell’Australia, dove ci si aspettava che nessuno le trovasse.

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Infine, nonostante le loro riserve, gli scienziati sono stati costretti a riutilizzare le tecniche di ingegneria genetica precedentemente discusse (prima che andassero perse) e a impiantare ghiandole mammarie e DNA del cacao nel sistema degli uccelli. Il risultato è stato un insperato successo, perché dato che si usava il DNA delle mucche per il latte, alcuni uccelli acquisivano stomaci extra e quindi extra fermentazione e una qualità di cioccolato superiore. La conclusione è stata la creazione di uccelli giganti che producono enormi uova con gusci di puro cioccolato. La massa soffice e ricca di cioccolato all’interno era generalmente estratta e usata per fare torte, mousse, Nutella e, in un sorprendente numero di casi, asfalto. I gusci vuoti erano poi confezionati e venduti in tutto il mondo.

Potreste obiettare a questo punto che le uova di cioccolato hanno dimensioni diverse, e avreste ragione. È il risultato di un addomesticamento e di un intenso allevamento selettivo: si finisce con un’ampia gamma di forme e dimensioni diverse della creatura originaria. Dato che la cosa va avanti da più di cento anni, ci sono ora molte varietà e dimensioni di uccelli dalle uova di cioccolato.

Ecco, dunque, che ad oggi tutte le uova di cioccolato sono prodotte in magazzini segreti da orrendi animali giganti modificati geneticamente, obbligati a deporre uova ogni giorno, tutto il giorno, sfidando la morale, le leggi e la natura stessa.

O forse le si produce con degli stampini nelle fabbriche? Non lo so. Il cioccolato non mi interessa granché, a essere sincero.

Dean Burnett, stanco di gente che si lamenta perché “deve” mangiare troppo cioccolato a Pasqua, ha scritto questo articolo per dare il suo contributo.


Dean Burnett, «How are chocolate eggs made? A totally factual scientific explanation», The Guardian, 24 marzo 2016

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