Scontro fra ereditiere

Chelsea Clinton vs Ivanka Trump: scontro fra ereditiere

Una è la figlia di Hillary Clinton, l’altra di Donald Trump. Entrambe nate negli anni ’80, entrambe ereditiere di una dinastia che incarna il sogno americano, entrambe incinta… All’alba delle primarie democratiche e repubblicane degli Stati Uniti, chi fra Chelsea Clinton e Ivanka Trump ha un peso maggiore agli occhi dell’opinione pubblica? Un match a suon di famiglia, business e stile.

Di Marion Galy-RamounotLucile Quillet

I genitori

Chelsea Clinton: Hillary, 68 anni, candidata alla presidenza degli Stati Uniti, e Bill, 69 anni, ex Presidente della maggiore potenza mondiale. Con loro, Chelsea ha provato i sandwich al tonno della Casa Bianca, ha indossato grembiulini agli incontri dei democratici, non ha visto un parrucchiere fino all’adolescenza e ha affrontato il Monicagate dopo essere arrivata alla maggiore età. Chelsea Clinton è un po’ il principe William della famiglia reale americana, che si vede crescere a volte privo di fiducia in quel mondo pazzo pazzo pazzo della politica.

Ivanka Trump: la Bella e la Bestia: Ivana, atleta olimpica diventata prima top model poi cougar rifatta, e Donald, magnate del settore immobiliare col parrucchino. Incastrata in questa famiglia un filino imbarazzante, Ivanka è decisa a ribadire il proprio pedigree. È normale, ha ereditato tutti i geni migliori: la bellezza, il senso degli affari e lo stesso mantra della regina Vittoria: «Never explain, never complain». Bilancio: è la più esposta ai media dei rampolli Trump e ruba la scena anche agli eredi maschi paffuti e impomatati, Donald JR. e Eric.

I mariti

Chelsea Clinton: Marc Mezvinsky, 38 anni, banchiere d’investimento di mestiere e oggi a capo di un proprio fondo d’investimento, figlio dei rappresentati democratici Edward Mezvinsky e Marjorie Margolies, e amico di lunga data di Chelsea. Sulla carta, Marc è “fantastico” e la porta al cinema tutti i fine settimana in metropolitana. In realtà stenterebbe a integrarsi con i Clinton e sarebbe addirittura persona non grata per il roastbeef domenicale. Cosa gli rimproverano? La sua debolezza e una leggera tendenza a criticare la moglie.

Ivanka Trump: Jared Kusher, 35 anni, magnate dell’immobiliare con l’aria del capetto di una società segreta di gentlemen birichini di Oxford. Per amore, Ivanka si è convertita al giudaismo per sposarlo, nel 2009. Questa power couple dell’Upper East Side alterna gala mondani in settimana e laboratori di cuori in pasta di sale con i figli, Arabella e Joseph, nel fine settimana (family only, e senza smartphone). Coincidenza: Jared è amico di Marc, marito di Chelsea: a volte li ospitano nel loro loft di Park Avenue per delle cenette a quattro.

Quotidianità

Chelsea Clinton: jogging, diritti della donna e maccheroni al formaggio. Quando non fa grandi interventi agli incontri democratici e abbandona – per un po’ – l’ONG filantropica familiare (la Bill, Hillary & Chelsea Foundation), Chelsea si mette una tuta e corre da un capo all’altro di Manhattan con Soren (il suo terrier), divora compulsivamente romanzi polizieschi storici (e litri di caffè) e si vota a un vero e proprio culto per la figlia Charlotte, di un anno e mezzo.

Ivanka Trump: business, business, business (e frenesia). Ha preso d’assalto una nicchia promettente: quella di “business woman”. Feroce direttrice delle acquisizioni dell’impero e meno guastafeste di Sheryl Sandberg, dispensa consigli su come conciliare vita privata e professionale dal suo sito e lancia l’hashtag #WomenWhoWork. Ama Garance Doré, è in prima fila con l’amica Jenna Lyons durante la Fashion Week di New York e vanta 1,8 milioni di follower su Twitter. Nicki Minaj la cita nelle sue canzoni. Che classe.

E lo stile?

Chelsea Clinton: stile dubbio (sindrome familiare). Nondimeno, dopo anni passati a farsi i boccoli, venerare il malva e le gonne al ginocchio (pessima idea quando, come nel suo caso, si hanno polpacci imponenti), è impossibile negare che Chelsea Clinton abbia subito una metamorfosi, al punto di passare quasi inosservata nelle serate eleganti. In altre parole: Chelsea non sarà mai vittima della moda, ma non è nemmeno più una vittima.

Ivanka Trump: stile capitalisticamente eclatante. Newyorchese per eccellenza, non indossa più pantaloni dal 2013 e sembra essersi trapiantata dei sandali col tacco a spillo ai piedi. In settimana, le sue gambe chilometriche pubblicizzano i vestiti minimal della sua collezione eponima per donne d’affari, ideali per una riunione come per un cocktail. In serata, al braccio dello chic Jared, si infila vestiti senza spalline e una parure sotto al trench. Nel weekend, ricorre a leggins e piumino per fare jogging a Central Park. Of course.

Il loro ruolo nelle primarie

Chelsea Clinton: chiave. Se sua madre vincerà la battaglia delle primarie e accederà al potere supremo, sarà un po’ grazie a lei. Chelsea partecipa a serate di volontariato, va agli incontri degli elettori, raccoglie fondi per la difesa attiva dei diritti delle donne e promuove la mamma su Twitter. Nel settembre del 2013, Piers Morgan, di CNN, ha chiesto a Bill chi sarebbe un presidente migliore tra Hillary e Chelsea: «A lungo termine, Chelsea» ha risposto l’ex presidente. «Ne sa più di noi su tutto quanto».

Ivanka Trump: primordiale. Peccato per Melania (matrigna in carica, che ha posato nuda su GQ): la rispettabile Ivanka è la vera première dame di Donald. Quando il candidato repubblicano vomita affermazioni misogine, lei ripulisce il disastro affermando che non sarebbe una donna d’affari simile senza di lui. È l’antidoto e l’elisir umanizzatore del mostro turbolento, che lo sostiene senza mai essere infangata dallo scandalo. Presto toccherà a Donald brandire il cartello “Ivanka for president”.

Match finale

In vantaggio: Ivanka, senza dubbio. Se entrambe meritano rispetto (una è sopravvissuta al mondo machiavellico della politica, l’altra alla vacuità del jet set), la figlia dell’eccessivo Donald Trump è riuscita a farsi un nome, mentre Chelsea ha portato il suo come una croce per tutta la vita.

Risultato: Ivanka la conquistatrice splende sul mondo e vende sogni a centinaia di migliaia di ammiratori. Chelsea la costruttrice vive nell’ombra della madre e lavora come braccio destro numero 1 per la sua campagna.


Marion Galy-Ramounot, Lucile Quillet, «Chelsea Clinton vs Ivanka Trump : le match des héritières made in USA», Le Figaro, 14 marzo del 2016

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