La svastica della discordia

Giappone: via la svastica dalle cartine turistiche

Il simbolo, che in Giappone denota i templi buddisti, è considerato fonte di confusione e verrà sostituito da una pagoda.
Di Justin McCurry

Il Giappone rimuoverà dalle cartine per i turisti la svastica e altri simboli che si prestano a essere fraintesi e che sono considerati offensivi o difficili da interpretare.

Dato che il Paese ospiterà la Coppa del Mondo di Rugby e le Olimpiadi estive nei prossimi quattro anni, l’Autorità di informazioni geospaziali nipponica (GSI) ha prodotto una nuova serie di pittogrammi nella convinzione che chiariranno ogni malinteso tra i visitatori stranieri.

Il principale imputato è un simbolo che assomiglia molto alla svastica della Germania nazista, usato per indicare i templi buddisti. La svastica sarà sostituita alla fine di marzo con il simbolo di una pagoda a tre piani.

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Altri simboli che lasciano i visitatori di stucco sono una semplice X – due manganelli incrociati – per la stazione di polizia, sostituita da un agente che fa il saluto ufficiale, e una croce, che dovrebbe simboleggiare una chiesa ma che potrebbe essere confusa con un cimitero.

«Al Giappone serve un ambiente in cui i visitatori stranieri possano facilmente accedere ai trasporti e trovare una sistemazione» ha detto il GSI in un resoconto citato sul Japan Times. «A tal fine è particolarmente importante distribuire cartine multilingue che siano facili da capire per gli stranieri».

Nel Paese si prevede un grande afflusso di turisti stranieri per la Coppa del Mondo di Rugby del 2019 e per le Olimpiadi di Tokyo dell’anno successivo.

Ma uno yen più debole e una regolamentazione dei visti più rilassata per i visitatori provenienti dalla Cina e da altri Paesi asiatici hanno già determinato un enorme aumento del numero di visitatori, come mostrano i nuovi dati del Ministero del turismo.

Sono stati 19,74 milioni le persone che hanno visitato il Giappone l’anno scorso, ha detto questa settimana il Ministero, un aumento record di più del 47% dal 2014. Il numero di turisti in entrata ha di gran lunga superato il numero di giapponesi che si reca all’estero per la prima volta, ha aggiunto.

Il turismo in ingresso ha sofferto nel periodo successivo allo tsunami del marzo del 2011 e al disastro nucleare di Fukushima, ma ora sembra di nuovo probabile che il Giappone raggiungerà il suo obiettivo di 20 milioni di turisti l’anno prossimo, quattro anni prima del previsto.

La decisione di sostituire la svastica è sopraggiunta dopo che il GSI ha condotto un sondaggio tra più di 1000 persone provenienti da 92 Paesi, inclusi turisti, funzionari di ambasciata e studenti esteri, per determinare la chiarezza di 18 simboli comunemente usati sulle cartine.

Nonostante le origini della svastica nell’antica lingua sanscrita e le sue secolari associazioni con il buddismo giapponese, il GSI ha riscontrato che ancora molti turisti la associano al nazismo.

Conosciuto come manji in giapponese, il simbolo simile alla svastica usato nelle cartine turistiche in realtà è leggermente diverso da quello preferito dai nazisti. Le stanghette infatti ruotano in senso antiorario, mentre nella svastica tedesca vanno nella direzione opposta.

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Le modifiche non dovrebbero essere applicate anche alle cartine in lingua giapponese, e niente sta a suggerire che i templi stessi debbano rimuovere i manji dall’edificio.

La svastica non è però l’unica fonte di confusione. Il sondaggio ha svelato che il simbolo dell’hotel, una H racchiusa in un cerchio, assomiglia troppo al simbolo comunemente usato per l’eliporto, mentre il simbolo tradizionale dell’ufficio postale è altrettanto sconcertante.

Alcuni dei vecchi simboli saranno mantenuti, incluso il simbolo dell’onsen (una sorgente di acqua calda), che alcuni hanno ironicamente paragonato a una ciotola di zuppa di miso fumante.

Dei 18 simboli esistenti, 6 verranno sostituiti quando le modifiche entreranno in vigore, vale a dire in primavera.

La decisione di abbandonare la svastica ha dato vita a numerose polemiche sui social media giapponesi: alcuni sostengono che andrebbe mantenuta e che i turisti dovrebbero imparare le sue connessioni secolari con il buddismo.

Un utente di Twitter ha accusato gli stranieri “ignoranti” del cambiamento, mentre un altro si chiede se la Gran Bretagna prenderebbe mai in considerazione l’idea di abbandonare l’Union Jack perché sbandierata da un terrorista.

Un utente scozzese si è detto d’accordo: «È triste che il Giappone senta il bisogno di censurare la svastica a favore del turismo, quando questa aveva connotazioni molto più nobili prima del nazismo».

Il GSI ha ammesso che il restauro non è stato apprezzato da tutti. «Gli utenti giapponesi sono divisi sui nuovi simboli» ha detto al Japan Times Takayuki Nakamura, un funzionario del GSI.

«Alcuni dicono che dovremmo approfittare dell’occasione per cambiare anche i simboli sulle cartine in lingua giapponese, mentre altri sostengono che i simboli tradizionali dovrebbero rimanere. Ad ogni modo, ci vorrà un po’ prima che sia fatto qualsiasi cambiamento, dato che dobbiamo coordinarci con le agenzie governative coinvolte».


Justin McCurry, «Japan to drop the swastika from its tourist maps», The Guardian, 20 gennaio 2016

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