Il Paese dei diritti dell’uomo (infedele)

Da gallo nel pollaio a cornuto, il passo è breve

A dicembre, la Corte di Cassazione francese ha deciso che l’adulterio non è più contrario alla morale. Segno che la Francia non è il Paese dei diritti dell’uomo, ma dell’uomo infedele.
Di Maïa Mazaurette

È un fatto significativo, ma se ne parla poco: in Francia l’infedeltà non è più contraria alla morale. O almeno così si è espressa la Corte di Cassazione francese a dicembre nel corso di un affare politico-popolare di per sé abbastanza banale, se non fosse che coinvolge l’ex première dame francese, Valérie Trierweiler. Argomentazione cardine: se l’infedeltà è stata depenalizzata da ben quarant’anni (legge dell’11 luglio 1975) non c’è da stupirsi se oggi la monogamia fa acqua da tutte le parti. O se una rivista scopre una tresca. Secondo la versione ufficiale, «l’evolversi di usi e costumi e delle concezioni morali fa sì che la semplice imputazione di infedeltà coniugale non sia da vedersi come un oltraggio all’onore o alla reputazione».

E allora teniamo pure il broncio, protestiamo, tiriamo fuori lo champagne e i fazzoletti, e anche i fotomontaggi pornografici di DSK che si fuma un sigaro con Julie Gayet. Ciò non toglie che questa decisione sia l’ultima di una lunga lista di piccoli eventi che fanno della Francia non solo il Paese dei diritti dell’uomo, ma anche quello dei diritti dell’uomo infedele. Ammettiamolo: da Lille a Marsiglia, ci si tradisce e cornifica a tutto spiano. Perché questa tolleranza? Forse, tanto per cominciare, perché i francesi hanno una definizione rigida del tradimento – squadrata, limitata. Ce ne sono di due tipi: da opportunisti, con un’avventura di una notte o di un anno, o da doppia vita in stile agente segreto, con due case, due abbonamenti a Netflix e due labrador.

Rimorchiare non è tradire

Negli Stati Uniti, al contrario, le cose si fanno di una complessità demenziale. C’è l’infedeltà autorizzata (in francese parleremmo di coppia aperta, non di tradimento), l’infedeltà con transfert su un oggetto («non ha più occhi per me da quando ha comprato il nuovo phon»), l’infedeltà emotiva (platonica) a volte inarrestabile (per i poliamorosi in dipendenza affettiva), l’infedeltà patologica (ninfomania), l’infedeltà per vendetta («se fai uno sgarro lo faccio anch’io»), l’infedeltà non intenzionale (il sogno erotico, ma anche, in alcune culture, lo stupro subìto), l’infedeltà di diritto (quando non ci sono più legami con il coniuge), l’infedeltà da sabotaggio volta a distruggere la coppia, e infine l’infedeltà finanziaria, che consiste nell’avere conti – e, perché no, debiti – segreti (tanto per citare alcuni dati, il 26% degli uomini americani vorrebbe un conto bancario privato, e il 6% ha addirittura dei conti di cui il coniuge ignora l’esistenza).

A questo poi aggiungiamo il fatto che per la maggioranza degli americani sedersi sulle ginocchia, tenere per mano e baciare qualcuno sono prove della cornificazione. Il 44% pensa che cenare con qualcuno sia tradimento (riposa in pace, amicizia uomo-donna!). Il che è un po’ estremo, specie quando sappiamo che quasi la metà di noi pensa a un altro mentre fa l’amore, o che l’infedeltà per realtà virtuale immersiva è pronta a far capolino (ad esempio, si può andare a letto con il marito ma guardare Brad Pitt).

Tornando a questa sponda dell’Atlantico, la maggioranza dei francesi è concorde nel definire il bacio un tradimento. Ma rimorchiare qualcuno non è un problema, il che significa che la seduzione è del tutto esclusa dall’equazione (potreste quindi farvi una cena a base d’agnello con l’amico seduttore, e anche aggiustarvi il décolleté mentre gli accarezzate con aria languida le caviglie). Nessun problema sul fronte dei sogni erotici e dell’infedeltà fantasmatica. Due terzi delle persone impegnate dicono che potrebbero tradire il coniuge, pur amandolo!

L’ossessione americana per la verità

Non è molto sorprendente, allora, che siamo il Paese europeo più propenso a testare con mano che l’erba del vicino sia davvero più verde (e se è verde, la vostra amante ha una grave micosi e conviene tornare all’ovile). Secondo l’Ifop, nel 2014 il 55% dei francesi e il 32% delle francesi sono stati infedeli. A questi si aggiungono quelli che pensano “mai dire mai” – ed ecco un risultato folle (e la follia, la si potrà usare come giustificazione per il tradimento?).

Il nostro è anche il Paese in cui l’infedeltà è più perdonata al mondo: il 53% di noi la trova moralmente accettabile. I concorrenti più vicini in termini di accettazione sono i tedeschi, ma lì sono solo al 40%. Gli Stati Uniti? Il 16%. In Turchia e nei territori palestinesi si va da un estremo all’altro, con il 6% di intervistati che si dimostra rilassato sull’argomento. Ma smettiamola di parlare di tradimento… le cifre a volte sono instabili (in fondo mentiamo spudoratamente anche nei sondaggi), e bisognerebbe affidarsi a due studi, tre sondaggi e diciotto metodologie diverse per conoscere la verità. Nel 2014 si scopriva che il 7% degli americani trovano accettabile una tresca tra persone sposate – una cifra che resta invariata da anni, nonostante tutte, ma proprio tutte, le altre pratiche. È davvero il tipo di relazione che gli americani tollerano di meno! Il 14% accetta ad esempio la poligamia, il 30% permette agli adolescenti di fornicare in tutta tranquillità, il 33% è favorevole alla pornografia. Il che dimostra quanto siano rispettati i legami matrimoniali. E l’ossessione americana per la verità. Basti pensare alla confessione. E non voglio nemmeno parlare del caso Clinton.

Segno di spirito critico

Noi, in Francia, ci teniamo le tresche ben strette (a meno che siamo il Presidente). Il che rende il perdono più facile, per il semplice fatto che non c’è niente da perdonare: il famoso crimine senza vittima. Allora, che conclusione trarre da questa situazione di eccezionalità? Personalmente, non collegherei questo atteggiamento rilassato né alla coppia né al sesso, ma alla laicità. I Paesi protestanti sono più “virtuosi” dei latini – un cliché enorme e statisticamente mai dimostrato. La specificità francese non deriva certo dalla tradizione cattolica – altrimenti la Polonia sarebbe una terra di debosciati!

Noi siamo prima di tutto fortemente non credenti. Nel 2007 eravamo per il 48% atei. Nel 2012, gli anti-Dio puri e crudi riunivano il 63% della popolazione (gli svedesi sono i primi al mondo, con un 85% di futuri abitanti degli inferi). E infatti un infedele, originariamente, è qualcuno senza fede. Sappiamo bene che l’amore è non solo l’oppio del popolo (anche se i suoi effetti sono più vicini alla cocaina che all’oppio, ma questi sono dettagli), quanto una religione. Se tradiamo e siamo traditi, è perché la religione dell’amore eterno ci lascia scettici – è una prova di spirito critico, la nostra, più che assenza di eticità. Nei paesi dei Lumière, si lascia la luce accesa nella camera da letto: che sia un invito a entrare?


Maïa Mazaurette, «Après le coq français, le cocu français», Le Monde, 17 gennaio 2016

Annunci

Cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...