Ovuli, uteri e DNA. E parecchi soldi

Un bambino ad hoc – per 140.000$

Se in Germania anche la diagnostica prenatale attira diverse critiche, negli Stati Uniti le coppie possono creare figli in laboratorio da far portare in grembo a madri surrogate. Un business da miliardi di dollari.

Di Katja Ridderbusch

Mason è un bambino modello. Sveglio, con una risata contagiosa, una cascata di riccioli castani e occhi vivaci. Non c’è da stupirsi, in fondo era un embrione di classe A, dai geni migliori. Mason ha quattro genitori: Jay, il padre biologico, Luke, il padre sociale, Zoe, la madre genetica, ed Elaine, la madre surrogato*.

Da grande forse conoscerà entrambe le madri, ma per ora Mason vive con i padri Jay e Luke, uno medico, l’altro avvocato, in un’elegante casa in arenaria rossa nell’Upper West Side di New York.

Due anni e mezzo fa, Mason è stato creato nel laboratorio di una clinica di medicina riproduttiva, in una capsula di Petri, a partire dallo sperma di Jay e dall’ovulo di Zoe, una bella e brillante studentessa della rinomata Columbia University. Mason è un bambino ad hoc. «Il bambino che sognavamo» dice Luke. «Quindi volevamo dargli il miglior corredo genetico possibile».

La medicina riproduttiva è un settore in crescita negli Stati Uniti, un mercato da miliardi di dollari. Sono soprattutto le famiglie definite “non tradizionali” – coppie omosessuali e single – che alimentano la domanda. Molte vengono dall’estero, dove le leggi non sono così permissive come negli Stati Uniti.

53 clienti tedeschi

«Un numero considerevole dei nostri pazienti viene dall’Europa» dice il dottor Michael Doyle, fondatore di CT Fertility, una clinica di medicina riproduttiva con sede a Bridgeport, Connecticut. Nel 2015 sono andati da lui pazienti da 31 Paesi. Al momento, ha 53 clienti tedeschi, 45 coppie omosessuali ed eterosessuali e 8 uomini single. In Germania, è permessa solo la donazione di sperma, e solo a determinate condizioni. L’ovodonazione e la gravidanza in affido sono vietate. Perfino il consiglio di ovodonazione, come la raccomandazione di una clinica all’estero, è stato molto inibito dalla legge per la tutela degli embrioni che risale al 1991.

Stando a quanto dice Doyle, la maggior parte dei pazienti ha gli stessi problemi di 25 anni fa: sono sterili. E anche le cure sono pressoché le stesse. Alcuni pazienti si sentono consigliare di modificare le proprie abitudini, altri massaggi o agopuntura. Ad alcune pazienti si stimola l’ovulazione attraverso una cura ormonale.

Sempre più persone, però, farebbero richiesta di cure alternative, dice Doyle. Coppie omosessuali come Jay e Luke, ad esempio. Doyle li chiama a volte clienti, a volte pazienti. Vengono qui perché nella CT Fertility – a differenza di molte altre cliniche riproduttive statunitensi – le donatrici di ovuli non sono anonime. È possibile sceglierle da un catalogo e guardare video con informazioni sulle loro origini, la loro istruzione, le loro attitudini e le loro malattie. Sono donne giovani, sane, intelligenti, spesso anche sportive e dotate di talento musicale. Come Zoe, la madre genetica di Mason. Le donatrici ricevono circa 8.000 $ per i loro ovuli.

«Qui non giochiamo a fare Dio»

Prima che CT Fertility crei una nuova vita da sperma e ovulo, i clienti sono sottoposti a uno screening medico, sociale e talvolta anche penale, dice Doyle: «Studiamo scrupolosamente i futuri genitori». Proprio come gli embrioni. La loro classificazione e selezione è la chiave per il successo della moderna medicina riproduttiva.

Dopo la fecondazione degli ovuli, gli embrioni crescono per quasi una settimana in laboratorio. Poi gli scienziati li analizzano al microscopio e li classificano in A, B+, C- a seconda di criteri come divisione cellulare e simmetria dell’unità cellulare. «Qui però non giochiamo a fare Dio, vagliamo solo il materiale presente» dice Doyle.

Il 20% circa dei clienti di CT Fertility sceglie, oltre all’analisi al microscopio, uno screening genetico delle cellule embrionali. Serve soprattutto a escludere malattie ereditarie e difetti genetici – come sindrome di Down, mucoviscidiosi e anemia drepanocitica, che danneggia i globuli rossi e provoca anemia. I pazienti ricorrono a uno screening del genere quando le donne sono anziane o ci sono malattie in famiglia, dice Doyle.

Solo il 2% dei clienti ha delle preferenze sul sesso del bambino. Contrariamente a quanto si creda, non si possono determinare con sicurezza cose come colore di occhi e capelli con i metodi attuali. «Non ci tentiamo nemmeno» dice Doyle. «Non facciamo bambini su misura».

La ricetta per il successo della medicina riproduttiva

Non per elementi estetici, quanto meno. Ma il materiale genetico dev’essere il migliore possibile. La madre surrogato deve ospitare solo materiale perfetto, ottenuto per selezione. In questo modo anche il successo del trattamento è garantito. Nella clinica di Doyle, le probabilità di successo in una gravidanza per inseminazione artificiale vanno dal 95 al 99%. «Quando anche dopo vari tentativi i clienti non riescono ad avere il bambino desiderato, ridiamo loro indietro i soldi spesi» dice Doyle. CT Fertility è un’azienda seria, dice. «Teniamo fede alle promesse del nostro prodotto».

La selezione genetica degli embrioni scatena accesi dibattiti etici. Soprattutto in Germania, molti associano l’idea di creare un essere umano con eccellente materiale genetico al nazionalsocialismo – a concetti come eugenetica e sterilizzazione forzata.

L’eugenetica dei nazisti era cattiva, spiega per lo Spiegel lo scienziato Andreas Bernard, autore del libro Fare bambini. Nuove tecnologie riproduttive nel sistema famiglia. Era terribile impedire a singoli gruppi di persone di avere figli. La fecondazione artificiale e la raccolta di sperma all’epoca sarebbero state malviste dai medici nazionalsocialisti. «I bambini tedeschi dovevano nascere da rapporti sessuali».

La questione di quanto possa spingersi oltre la selezione genetica degli embrioni è stata oggetto di un incontro di ricercatori ed esperti di etica, riunitisi a dicembre a Washington e provenienti da tutto il mondo. Al centro della discussione, l’impiego dei processi di chirurgia genetica sugli embrioni. Nel cosiddetto “genome editing”, il DNA viene sezionato in punti ben precisi tramite processi molecolari. In questo modo è possibile sostituire o riparare un gene difettoso.

I ricercatori sperano di poter così neutralizzare le malattie. Quasi tutti i partecipanti al congresso mondiale dell’accademia delle scienze e della medicina hanno definito “problematica” una modifica al patrimonio genetico degli embrioni. Le conseguenze per le future generazioni sono infatti impossibili da prevedere.

Bambini su misura

Jamie Metzl sembra però convinto che la cosa sarà possibile a breve. L’esperto di biotecnologia dell’Atlantic Council conta sul fatto che gli scienziati riusciranno presto a generare ovuli da cellule staminali. In questo modo gli ovuli sarebbero una risorsa illimitata, disponibile in molte varietà. «Tramite le tecniche per il taglio del DNA si potrebbe poi modificare il patrimonio genetico degli embrioni». Sarebbe il passo decisivo per la creazione di un superuomo. Michael Doyle capisce i dubbi etici, ma non li condivide. Vede le cose in un altro modo. In futuro, secondo lui, le donne si faranno prelevare gli ovuli a 22 o 23 anni, li faranno analizzare geneticamente e congelare.

«Poi continuano la loro vita senza il costante ticchettio dell’orologio biologico in testa. E faranno figli – da sole o con una madre in affitto – se questo si concilia con il loro progetto di vita». Nel 2014, aziende come Apple e Facebook hanno scatenato un dibattito mondiale offrendo alle loro collaboratrici di coprire i loro costi per il congelamento degli ovuli.

Anche lo screening di ovuli e cellule embrionali si farà sempre più preciso e attendibile, dice Doyle. Sempre più malattie ereditarie potrebbero così essere eliminate – un processo iniziato anni fa con la diagnostica prenatale, che oggi prosegue nella diagnosi genetica preimpianto e nella diagnosi prefertilizzazione.

Quando in futuro, ad esempio, una donna vorrà avere un figlio a fronte di una mutazione BRCA che la accomuna alla madre e alla nonna e a fronte quindi di un rischio maggiore di contrarre tumore al seno o alle ovaie, lo screening genetico degli ovuli le permetterà di escludere questo rischio per la generazione successiva, dice Doyle: «Non mi sembra una cosa sbagliata».

Un bambino da 140.000 dollari

Secondo il medico, le gravidanze naturali sono ormai fuori serie. «Rimanere incinta in modo naturale è un terno al lotto. I genitori possono solo sperare che alla fine nasca un bambino sano». Un bambino così se lo può permettere chiunque. I bambini su misura, invece, sono costosi. Jake e Luke hanno pagato 140.000 dollari per il loro Mason.

I due hanno abbastanza soldi, assieme guadagnano 1,5 milioni di dollari l’anno. «Saremmo anche stati disposti a sborsare dieci volte tanto» dice Luke carezzando i capelli del figlio. «Mason vale ogni centesimo». A breve dovrebbe arrivare una sorellina.

*I nomi sono stati cambiati


Katja Ridderbusch, «Ein Designerbaby nach Bauplan – für 140.000 Dollar», Die Welt, 2 gennaio 2015

Annunci

Cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...