Caro Babbo Natale, perché mi ignori?

Forse l’anno prossimo Babbo Natale ci azzeccherà qualcosa…

Non per essere antinatalizia, ma Babbo Natale mi deve delle scuse.
Di Wendy Squires

Quest’anno devo essere stata più cattiva che buona. Perché quel bastardo di Babbo Natale mi ha lasciata a bocca asciutta ancora una volta. OK, mi ero rifiutata di sedermi in braccio a lui quando l’ho visto sudaticcio in quell’inferno di centro commerciale. E non l’ho baciato mentre barcollava fuori dal pub in bermuda con il cappello storto – ma onestamente aveva un alito letale. Penso che la vera ragione per cui Babbo Natale abbia ignorato i miei desideri quest’anno è perché un elfo gli ha sussurrato in un orecchio che credo sia solo un’invenzione di mercato.

Eppure avrebbe potuto realizzare uno dei miei desideri. Non era chiedere troppo. Quest’anno ho cercato di stare sul semplice e mi sono concentrata sul bene supremo delle masse.

Eppure finora nulla della mia lista si è realizzato e non nutro la speranza che accadrà in futuro. Sarebbe bello, però! Vediamo se siete d’accordo con me.

  • Che i messicani costruiscano un muro attorno a Donald Trump. Niente porta. E bello alto.
  • Che Bronwyn Bishop [politica australiana che ha dato scandalo perché si è fatta accompagnare a feste private in elicottero, N.d.T.] porti via, in elicottero ovviamente, i bambini imprigionati sull’isola di Nauru.
  • Che tutte le parti in plastica dei Kardashian esplodano in massa e che la famiglia si ritiri dalla vita pubblica.
  • Che una delle figlie del politico australiano Tony Abbott si innamori di una rifugiata siriana lesbica e musulmana.
  • Che Pixie Curtis e tutti i bambini su Instagram sfruttati dai genitori esibizionisti vincano una causa per abuso di minore.
  • Che George Pell [cardinale e arcivescovo australiano, accusato di insabbiamento dei casi di pedofilia nella sua diocesi, N.d.T.] ritorni e affronti il suo gregge. Oh, e che abbia una cazzo di coscienza.
  • Che Parigi torni ad essere la città dell’amore, non l’arena dell’odio.
  • Che non debba più sentir dire a qualcuno che ha comprato una stupida jeep.
  • Che le femministe smettano di imporre limiti così alti che nessuna donna riesce – o vuole – superare.
  • Che la gente si preoccupi più della propria anima che del proprio brand.
  • Che Scott Morrison [politico australiano conservatore, N.d.T.] abbia dei dubbi sulla propria identità di genere.
  • Che si firmi una moratoria per non sentire più alla radio Khe Sanh di Cold Chisel.
  • Che qualcuno inventi patatine senza grassi (anche solo sale e aceto).
  • Che non ci siano più programmi sulle ristrutturazioni domestiche.
  • Che il vino smetta di evaporare. Davvero, è ridicolo il modo in cui sparisce davanti ai miei occhi…
  • Che i bambini scomparsi come William Tyrrell vengano ritrovati, incolumi, e riconsegnati ai genitori.
  • Un bradipo da spinello. Sarebbe così carino. Mi fa venir voglia di fumare una canna e fargli le coccole.
  • Che i fumetti restino fumetti. Non film.
  • Niente Stato Islamico. Pace in Medio Oriente.
  • Che quelli che continuano a lavorare dopo aver vinto alla lotteria non possano mai comprare biglietti della lotteria. Dai! È ridicolo!
  • Che donne e bambini non debbano temere gli uomini.
  • Che ogni piromane beccato ad appiccare fuoco lavori in un reparto ustionati – per sempre.
  • Che Mariah Carey trovi un reggiseno che le stia bene. Deve sentirsi scomoda, no?
  • Che Miley Cyrus trovi dei vestiti. Deve aver freddo, no?
  • Che chiunque fischi Adam Goodes nasconda la testa nella sabbia. Sì, è un atto razzista e anche se non lo fosse, sarebbe comunque troppo sbagliato per essere accettabile.
  • Che tutti i giovani hipster si taglino la barba e tornino ad essere attraenti.
  • Che tutti gli animali indesiderati trovino delle case e diventino viziati. L’amore che i proprietari daranno loro gli tornerà decuplicato.
  • Che ci sia un revival del rock’n’roll. Questa fase musicale insipida, artificiale e inascoltabile deve smettere. Andiamo di distorsione, gente, e torniamo alla roba bella.
  • Che ogni bambino privilegiato doni almeno uno dei suoi regali di Natale a un bambino meno fortunato.
  • Che Tony Abbott capisca l’antifona e se ne vada. In fretta e in silenzio.
  • Che le donne e la comunità LGBT ottengano parità di diritti. Una volta per tutte.

Ora ditemi, era chiedere troppo? Non penso nemmeno io. Babbo Natale, mi devi delle scuse.

Cari lettori, spero che i vostri desideri di Natale si siano avverati. Vi auguro un sicuro e felice anno nuovo.


Wendy Squires, «Maybe next year Santa will get it right», The Age, 26 dicembre 2015

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