Consigli per gli acquisti (in libreria)

I 10 migliori libri del 2015

I migliori libri dell’anno, secondo gli editori del The New York Times Book Review.

The Door (di Magda Szabó, traduzione di Len Rix)*

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Nell’ammaliante romanzo di Szabó, l’intensa relazione di una scrittrice con la sua domestica – una donna anziana che da una fredda indifferenza passa a un’inspiegabile generosità fino a una rabbia bruciante e implacabile – le insegna più cose sulla gente e sul mondo rispetto alle lunghe giornate trascorse in solitudine, davanti alla macchina da scrivere. Szabó, scomparsa nel 2007, pubblicò il romanzo per la prima volta nel 1987, negli ultimi anni del regime comunista; questa agile traduzione mostra come la storia di due donne nell’Ungheria del XX secolo può echeggiare in tempi e luoghi diversi. Con un mix di humour nero e un senso dell’assurdo pressoché inquietante, l’autrice traccia il percorso insidioso della storia di una nazione, e il percorso tragico di una vita.

(In Italia: La porta, traduzione di Bruno Ventavoli, Rizzoli, 2007.
* Il libro è considerato pubblicato nel 2015 per via della nuova edizione e traduzione americana)

A Manual for Cleaning Women: Selected Stories (di Lucia Berlin, a cura di Stephen Emerson)
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Berlin, scomparsa nel 2004, ci ha lasciato un’importante ma poco conosciuta collezione di racconti composti per riviste letterarie e case editrici minori. Questa raccolta significativa ne contiene 43, e la fa conoscere a un pubblico più ampio in qualità di rigida e generosa osservatrice della vita con una preferenza per donne intelligenti e loquaci che faticano a tirare avanti, come spesso accadeva alla stessa Berlin, alcolista che ha cresciuto da sola quattro figli. Con le loro emozioni massimaliste e un linguaggio rarefatto e spoglio, le storie di Berlin sono del tipo che una donna in una canzone di Tom Waits potrebbe raccontare a un uomo appena incontrato durante una lunga notte umida passata a bere in un parcheggio.

(In Italia: assente)

Outline (di Rachel Cusk)
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L’ottavo romanzo di Cusk, il subdolo, anticonvenzionale e letalmente intelligente Outline, mette in fila diverse conversazioni unilaterali. Una donna divorziata in viaggio per la Grecia, il narratore, parla a – o meglio ascolta – le persone che incontra, assorbendo le loro storie di amore e perdita, delusione, orgoglio e follia. Temi ritriti quali il tradimento, il divorzio e l’ennui si fanno freschi e minacciosi sotto lo sguardo di Cusk, e la sua lucidità mentale può sembrare così penetrante che il lettore potrebbe temere lo stesso rischio di invasione ed esposizione.

(In Italia: assente)

The Sellout (di Paul Beatty)

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La satira più allegramente scandalosa dell’anno ha come soggetto il desiderio di un giovane ragazzo nero di separare le razze a scuola e di reintrodurre la schiavitù a casa – prima di lanciarsi a riflettere su quasi 400 anni di sopravvivenza nera in America, calpestando ogni singola traccia di pietà. Tagliente e favolosamente profano, il romanzo di Beatty è un calderone multiculturale metaforico e senza paura davvero bollente.

(In Italia: assente)

The Story of the Lost Child (di Elena Ferrante, traduzione di Ann Goldstein)

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Come i tre libri che lo precedono nella saga napoletana di Ferrante questa conclusione brillante offre una clamorosa esplorazione a capofitto dell’amicizia femminile su uno sfondo di povertà, ambizione, violenza e lotte politiche. Mentre Elena e Lila, le rivali in gioventù la cui relazione si estende per tutta la saga, si inoltrano nel terreno intermedio del matrimonio e della maternità, le preoccupazioni di Ferrante sono ancora legate al radicalismo dell’identità femminile moderna – in particolare, fatto degno di nota, alle lotte dell’artista femmina contro il suo destino sociale e biologico.

(In Italia: Storia della bambina perduta, Edizioni E/O, 2014)

Between the World and Me (di Ta-Nehisi Coates)
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Dimenticate per un attimo il perenne paragone con James Baldwin: sebbene sia corretto per diversi aspetti, può farci dimenticare quanto il libro di Coates sia davvero originale. Strutturato come una lettera al figlio adolescente, questo volume snello e insistente – un’esplorazione sul significato del crescere da neri in un paese fondato sulla schiavitù e sulla “distruzione dei corpi neri” – rifiuta le astrazioni fantasiose e favorisce l’irriducibile e il particolare. Coates scrive al figlio con lucido realismo sulla bella e terribile lotta che lo avvolge, nella carne e nelle ossa.

(In Italia: Tra me e il mondo, Codice Edizioni, uscita prevista per il 2016)

Empire of Cotton: A Global History (di Sven Beckert)
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Se il bene che segnò il XVIII secolo è stato lo zucchero, e per il XX secolo è stato il petrolio, di certo per il XIX è stato il cotone. In questo ampio, ambizioso e inquietante studio, Beckert ci guida attraverso ogni fase di un settore globale che si è appoggiato su milioni di schiavi e contadini trattati in modo orribile per aumentare i profitti. L’industrializzazione del cotone si basava sulla violenza, racconta Beckert, e la sua storia è quella dello sviluppo del mondo moderno. Anche oggi un’industria che cerca manodopera sempre più economica partecipa a una “gigante corsa verso il fondo”.

(In Italia: L’impero del cotone, Einaudi, uscita prevista per il 2016)

H Is for Hawk (di Helen Macdonald)
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Macdonald, poetessa, storica e falconiera, offre un ritratto indelebile della fiera essenza di un rapace – e di se stessa – in queste memorie mozzafiato. Colpita dalla morte del padre, si ritira dal mondo, decidendo di crescere e addestrare in solitaria un giovane astore, predatore brutale. Il rapace la accompagna negli angoli più remoti del dolore e della sua natura, un luogo di oscurità e luce sorprendente, evocato con una prosa che mesce poesia e scienza, ipotesi e fatti.

(In Italia: titolo non conosciuto, Einaudi, uscita prevista per il 2016)

The Invention of Nature: Alexander von Humboldt’s New World (di Andrea Wulf)

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Alexander von Humboldt sarà anche stato lo scienziato più celebre della sua epoca, secondo in fama solo a Napoleone, ma fuori dalla sua Germania la sua reputazione si è via via sbiadita. Wulf fa il possibile per rinvigorire il nostro apprezzamento per questo visionario ecologico attraverso il racconto vivido e straordinariamente documentato dei suoi viaggi ed exploit, ricordandoci l’influenza duratura della sua intuizione principale: che la Terra è un singolo organismo interconnesso, che potrebbe essere danneggiato in modo catastrofico dalle nostre azioni.

(In Italia: assente)

One of Us: The Story of Anders Breivik and the Massacre in Norway
(Di Åsne Seierstad, traduzione di Sarah Death)

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In questo reportage capolavoro, Seierstad, giornalista norvegese, esplora il lato oscuro della Scandinavia attraverso la vita e i crimini di Anders Behring Breivik, che, il 22 luglio 2011, uccise 77 persone, per la maggior parte adolescenti, in protesta contro i diritti delle donne, la diversità culturale e la crescente influenza dell’Islam. Mentre l’autrice intreccia le storie dei ragazzi con la narrativa centrale su Breivik e la sua infanzia inquietante e alienata, il libro raggiunge un peso quasi insopportabile. Questa tragedia non è letteraria e simbolica; è la pura realtà.

(In Italia: assente)


«The 10 best books of 2015», The New York Times Book Review, 3 dicembre 2015

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