Hitler è circondato (dalle note)

Gli storici pubblicano una nuova edizione del Mein Kampf di Hitler

Di Alison Smale
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© Russ Juskalian / The New York Times

BERLINO – Dal 1945, anno in cui gli alleati lo proibirono e ne assegnarono i diritti allo stato della Baviera, il Mein Kampf, manifesto di Hitler, non è mai più stato pubblicato in Germania. La Baviera si è sempre rifiutata. Ma in base alla legge tedesca, i diritti d’autore scadranno il 31 dicembre 2015, a 70 anni dalla morte dell’autore.

Questo consente a un gruppo di storici di un noto centro per lo studio del nazismo, l’Istituto di Storia Contemporanea di Monaco, di pubblicare il frutto di tre anni di lavoro: un’edizione in due volumi, da 2000 pagine, con circa 3500 note accademiche.

L’intenzione è di porre l’opera nel suo contesto storico, per mostrare come Hitler mescolò verità a mezze verità e vere e proprie menzogne, e quindi per disinnescare ogni effetto propagandistico nell’illustrare il nazismo.

«Questo è uno dei migliori reperti del Terzo Reich in nostro possesso» ha spiegato Christian Hartmann, lo storico a capo del team di cinque persone che ha lavorato al progetto, durante la presentazione del libro ai giornalisti lo scorso martedì. Lo ha paragonato al rifugio di Hitler sull’Obersalzberg, nelle Alpi, visitato oggigiorno da due milioni di persone l’anno, e preceduto da una mostra sul Nazismo realizzata proprio dall’Istituto.

I tedeschi sono più a loro agio nel nominare Hitler in pubblico, e lo hanno perfino reintrodotto nella cultura popolare, come dimostrano il film del 2004 La caduta e il recente adattamento cinematografico del best-seller comico Lui è tornato.

La nuova edizione dell’opera in due volumi del Führer – un misto di memorie, programmi politici, propaganda antisemita e saggio su come ottenere il potere – di certo non sarebbe un caso editoriale convenzionale.

Hartmann e il direttore dell’istituto, Andreas Wirsching, non sanno se la prima tiratura dell’opera, che uscirà a gennaio e si aggirerà tra le 3500 e le 4000 copie, sarà accolta con scarso entusiasmo oppure andrà a ruba.

Hitler cominciò a lavorare al Mein Kampf, i cui due volumi uscirono nel 1925 e nel 1927, mentre si trovava in prigione dopo aver tentato di salire al potere con il putsch del novembre 1923. Di conseguenza, è un miscuglio di memorie personali e giustificazioni del fallimento, un insieme di patetico nazionalismo e seria letteratura, uniti in un opuscolo che, secondo Hartmaan e Wirsching, mostra in parte come Hitler forgiò il suo credo nazionalsocialista e, con il passare del tempo, il primo partito popolare di massa della Germania del XX secolo.

Il libro ha un layout speciale, con il testo originale di Hitler nella prima metà delle pagine di destra, circondato da brevi annotazioni sulla grammatica e sulle differenze tra le varie edizioni pubblicate ai tempi di Hitler; le pagine di sinistra contengono invece ampi commenti per offrire un contesto.

Il risultato è sistematico e denso, e richiede molta attenzione. «Volevamo letteralmente circondare Hitler con i nostri commenti» ha dichiarato Hartmann.

Wirsching e Hartmann hanno spiegato che l’edizione in due volumi sarà in vendita a 59€s e vanta già 200 prenotazioni. Non ci sarà un’edizione speciale per le scuole, anche se «ogni professore di storia intelligente potrà lavorare con i nostri commenti», ha dichiarato Hartmann. Lo storico ha inoltre spiegato che non ci sarà una versione e-book, ma che il dibattito per mettere l’opera online è ancora in corso.

Hartmann ha fatto presente di aver lavorato anche su un volume precedente dei discorsi di Hitler, con testi che andavano da metà anni Venti agli anni Trenta. «L’interesse pubblico è stato praticamente nullo» ha detto Hartmann con un sorriso.

Sven-Felix Kellehoff, storico e senior editor del quotidiano Die Welt, sostiene che il Mein Kampf eserciti un fascino particolare soprattutto per via del divieto imposto nel 1945 dagli Alleati ed esteso dalla Baviera fino ai giorni nostri.

«Il problema del Mein Kampf è che tutti conoscono il titolo ma non sanno nulla del contenuto» ha dichiarato Kellerhoff in un’intervista. «Il mito vuole che sia stato proibito, e che sia così pericoloso da impedire al pubblico tedesco di poterlo leggere».

«È stata l’erronea politica della Baviera a dare origine al mito» ha aggiunto, sostenendo che la regione avrebbe dovuto rimuovere il divieto al massimo negli anni Ottanta o Novanta, dopo che un’intera generazione era cresciuta senza nazismo. Kellerhoff ha a sua volta appena pubblicato un libro, Mein Kampf – Die Karriere eines deutschen Buches (“La carriera di un libro tedesco”), che in poco meno di 370 pagine traccia la storia dell’opera di Hitler.

Il Mein Kampf è disponibile online, e alcune copie cartacee si trovano nei negozi di antiquariato o nei mercati, specialmente nei paesi confinanti con la Germania. Sotto il regime nazista, dal 1933 al 1945, il libro fu tradotto in 18 lingue e vendette più di 12 milioni di copie. Molte furono distribuite dai nazisti, per esempio a chi si sposava.

Wirsching e Hartmann spiegano come si sia discusso a lungo del progetto con diversi interlocutori, in particolare allo Yad Vashem, il memoriale dell’Olocausto in Israele. In molti hanno approvato l’idea, che per entrambi voleva in parte rendere onore alle vittime di Hitler.

Charlotte Knobloch, 83 anni sempre trascorsi a Monaco, nel 1938 fu testimone dell’uccisione e della persecuzione degli ebrei e della distruzione di sinagoghe e aziende ebree nella città. Ora è una delle personalità ebree di spicco nella città, capitale della Baviera.

Un suo portavoce, che ci ha risposto al telefono martedì, ha fatto riferimento a una dichiarazione pubblicata con il consenso di Knobloch. Descriveva il Mein Kampf come una «disgustosa istigazione all’odio e la base dell’Olocausto». Di conseguenza, ha aggiunto, nemmeno oggi il testo originale merita di essere discusso o considerato.


Alison Smale, «Scholars Unveil New Edition of Hitler’s ‘Mein Kampf’», The New York Times, 1° dicembre 2015

 

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Giada ha detto:

    ditemi che verrà tradotto in italiano, vorrei proprio farmi un idea del lavoro che hanno fatto questi storici, deve essere molto interessante

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    1. francescopanzeri ha detto:

      Considerando che si tratta di un’opera da oltre 2000 pagine, rivolta a un pubblico di nicchia (le cifre della tiratura sono indicative), per la traduzione la vedo dura. In ogni caso ci vorrà parecchio tempo.

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