Di seno e videogiochi

Il seno: arma per eccellenza

Nei fumetti e nei videogiochi, spesso le donne ingaggiano combattimenti munite di completini molto succinti, specie per quanto riguarda la zona del seno. Questo perché le proprietà scientifiche del seno lo denotano come arma formidabile da sfoderare.
Di Dean Burnett

Altro che pistole. Altro che testate nucleari. L’arma per eccellenza è il seno.

Un seno in bella vista è un vantaggio tattico significativo. Nella cultura popolare, le lottatrici maggiorate indossano sempre abiti rivelatori che mettono in evidenza il seno. Se ne trovano diversi esempi nei fumetti (Wonder Woman, Power Girl, Emma Frost, Zatanna, la Gatta Nera, She Hulk, ecc.) e nei videogiochi (Lara Croft, Bayonetta, Blaze, Ivy, Rayne, Mai, ecc.). Ma se in teoria persone così dotate potrebbero indossare quello che gli pare e piace, perché decidere di esporre così tante parti del corpo al pericolo?

Potreste credere che si tratti di una tattica, tanto rozza quanto volgare, con cui l’industria fallocentrica cerca di attirare attenzione dal pubblico, che immagina giovane ed eterosessuale. Ma vi sbagliereste. I creatori di queste donne fasciate da abiti succinti sono a conoscenza di una verità superiore: in realtà, il seno è l’arma migliore di cui disponga un essere umano, e coprirlo ne limita l’efficacia. Non c’è da stupirsi che ci siano giochi dedicati alle signore con cui queste possono aumentarsi la taglia del reggiseno. Può sembrare una teoria inverosimile, ma è supportata dalla scienza.

Molte donne lamentano il fatto che un seno grande ostacola l’attività fisica, perché richiede impalcature di sostegno come robusti reggiseni sportivi che gli impediscano di muoversi. Eppure ciò dimostra quanto queste donne non si siano allenate a sufficienza nello sfruttare il seno per mantenere stabilità in situazioni estreme dal punto di vista fisico.

Quando ondeggia in maniera corretta, un seno prosperoso può agire come uno smorzatore a massa risonante, o assorbitore armonico. Oscillando in direzione contraria a quella del corpo, il seno riesce ad annullare gli effetti delle forze esterne, un po’ come gli enormi smorzatori di grattacieli e turbine eoliche, che ricordano grandi pendoli. Ergo, un seno abbondante limita gli urti durante la battaglia, permettendo al suo proprietario di restare in piedi e contrattaccare.

Le combattenti migliori sono riuscite a perfezionare il proprio seno, facendogli compiere movimenti rotatori che inducono un effetto giroscopico permettendo così al corpo di compiere movimenti e azioni elaborate senza però perdere l’equilibrio. Un ovvio vantaggio tecnico.

Capacità offensive

Il seno ha la ben nota funzione di ospitare le ghiandole mammarie, che producono il latte con cui nutrire i piccoli. Sarà, ma se una simile funzione di svezzamento occupa solo qualche anno nella vita di una donna adulta (sempre poi che decida di avere figli) perché le donne hanno il seno vita natural durante?

Oltre al latte, il seno produce anche un acido corrosivo, simile all’acido cloridrico dello stomaco ma molto più dannoso, in grado di corrodere la carne di un nemico fino alle ossa e, avendo tempo a sufficienza, capace anche di sciogliere i metalli più raffinati.

Le alterazioni nella dieta di una donna possono modificare la natura di questo fluido. Richiede grande disciplina, ma alcune donne riescono a usare il seno per produrre ed emettere veleno altamente tossico, come i cobra. Inoltre, uno smodato consumo di cibi speziati porta alla produzione di una sostanza simile al napalm.

Più questo fluido-arma è costretto nel seno, maggiore è la pressione che subisce e la distanza alla quale può essere scagliato. Questo determina un’espansione del seno, il che spiega come mai tante combattenti abbiano seni così larghi e turgidi nonostante le ovvie contraddizioni anatomiche.

Ad ogni modo, ciò significa che capezzolo e aureola sono “punti deboli” del seno, perché devono permettere l’apertura e l’espulsione del liquido. Sembrano anche un po’ dei bersagli. Ecco perché quando tutto il resto è in bella vista loro sono coperti. Non è per evitare chissà quale arbitraria soglia di sensibilità che potrebbe mettere nei guai chi la supera, ma per non esporre il tallone d’Achille. Che non è un tallone, ma un capezzolo.

Una fisica alternativa

Il seno non obbedisce alle normali leggi della fisica. Chi crea videogiochi se n’è reso conto molto tempo fa, ecco perché nei videogiochi il seno spesso si comporta in modo surreale.

Il seno viene da una dimensione diversa dalla nostra, a noi visibile e con la quale possiamo interagire, ma che ha proprietà e leggi fisiche tutte sue.

Ad esempio, in questa dimensione taglia e massa subiscono continue fluttuazioni; ecco perché le taglie dei reggiseni sono così imprecise. Il seno infatti si modifica costantemente per dimensioni e forma a causa della sua fisica esotica.

Le proprietà giroscopiche e l’abilità di immagazzinare fluidi altamente pericolosi sono anch’esse il risultato della fisica unica del seno, e gli trasmettono una distinta proprietà difensiva. Pallottole e lame sono pericolose per l’uomo a causa delle leggi della fisica convenzionale, ma il seno non obbedisce a queste leggi, quindi è pressoché invulnerabile alle armi tradizionali. Capita di rado di vedere uno di questi personaggi di fumetti o videogiochi con il seno danneggiato, e ora sapete il perché.

E se è invulnerabile, non ha senso coprirlo con i vestiti. I vestiti sono danneggiabili, quindi si rischia solo di rovinare un bell’abito.

Di conseguenza, molte donne trovano il seno incredibilmente utile in battaglia, come ribadisce la scrittrice e gamer Emma Boyle.

«Già da tempo le gamer sono consapevoli del loro vantaggio sleale sugli avversari maschi. Io ho scoperto che con una scollatura sufficientemente ampia ho un nascondiglio eccellente per la collezione di stelle ninja, la pistola di riserva e il jet da combattimento. Non ricorro spesso a questa mossa, ma il potere quasi religioso del seno fa sì che se scopro anche solo un capezzolo ottengo lo stesso effetto dell’apertura dell’Arca dell’Alleanza, ovvero sciolgo la faccia dell’avversario».

Non è sempre un vantaggio, però. Avere armi così potenti attaccate al petto tutto il giorno, tutti i giorni, ha ovviamente le sue ripercussioni, e a volte può essere ingestibile e alquanto pericoloso, come ha scoperto la editor di Gadgette, Holly Brockwell.

«Avere tette giganti è stato un grosso problema per me. Non solo per l’irritante indolenzimento a collo e schiena, ma perché era come avere due testate nucleari attaccate al petto. Il giorno in cui hanno quasi fatto fuori un pullman di bambini piccoli ho capito che dovevano essere votate alla salvezza del pianeta – quindi mi sono prenotata per un disarmo unilaterale e non me ne sono mai pentita».

La gente potrebbe leggere questo pezzo e pensare: «Non c’è niente di vero. Che assurdità!». E avrebbe ragione. Ma se siamo arrivati al punto in cui nei videogiochi i personaggi femminili non indossano praticamente nulla perché sono fotosintetici e devono avere la pelle scoperta, beh, l’assurdità è l’unica risposta appropriata.

Per la cronaca, Dean Burnett non ha niente contro i fumetti, i videogiochi o il seno. Trova solo che il modo in cui questi elementi si combinano tra loro è assai bizzarro. Lo trovate su Twitter, @garwboy.


Dean Burnett, «Breasts: the ultimate weapons», The Guardian, 9 ottobre 2015

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