Bastoni da cocktail dal 1830

British chic: perché pagare 3500 euro per un ombrello

Molto british, molto aristocratico: da 200 anni la James Smith and Sons vende ombrelli e bastoni da passeggio. Phil Naisbitt, manager dell’azienda, rivela come nascondere alcol nei prodotti che vende.
Di Eva Lindner

Spiegel Online: La canzone di Rihanna, Umbrella, ha aiutato la vendita di ombrelli?

Phil Naisbitt: Quando è uscita la canzone, diverse persone hanno spalancato la porta del nostro negozio in New Oxford Street cantando a squarciagola “You can stand under my umbrella, ella, ella”. Ma quasi tutti poi se ne sono andati senza comprare nemmeno un ombrello.

SO: Forse dipende anche dal fatto che un ombrello di James Smith può costare fino a 3500 euro…

PN: Si riferisce agli ombrelli e ai bastoni da passeggio in “legno serpente”, un legno massiccio e stabile dalla trama simile alla pelle di serpente. Ne vendiamo forse due o tre l’anno. Un ombrello più piccolo però viene a costare meno di 100 euro. E spesso non dobbiamo nemmeno farli su misura, ne abbiamo alcuni che si adattano a ogni abito e che è possibile acquistare senza ordinazione.

SO: Un ombrello lo posso comprare anche a ogni angolo di strada per un paio di euro. Perché spenderne centinaia?

PN: Ombrelli a poco prezzo li si trova ovunque, ma non durano. Viviamo in una società usa-e-getta: se l’ombrello è rotto, ne compriamo uno nuovo. I nostri clienti hanno un ombrello per tutta la vita e apprezzano molto i prodotti realizzati a mano. E quando un nostro ombrello si rompe, lo aggiustiamo anche.

SO: È il destino degli ombrelli, quello di essere dimenticati da qualche parte. Ha da darci un consiglio al riguardo?

PN: Ha ragione, anch’io ho lasciato un ombrello in treno. La cosa migliore è appenderlo alla borsa o lasciarlo sul bracciolo del sedile. In molti hanno anche una cordicella sull’impugnatura. Ci sono anche app con cui localizzare l’ombrello grazie al telefono, ma noi non le abbiamo. La cosa più semplice, ad ogni modo, è non perderlo di vista e non prestarlo a qualcuno di cui non si abbia il numero di telefono.

SO: James Smith è il negozio di ombrelli più antico d’Europa e dopo 200 anni è ancora gestito a livello familiare. Molte manifatture oggi non sopravvivono alla produzione di massa, come fa Smith a superare i tempi difficili?

PN: Non abbiamo il diritto di rimanere nel settore solo perché ci siamo stati a lungo, non è una cosa scontata. Un tempo a Londra c’erano moltissimi produttori di ombrelli, ma poi, soprattutto negli anni ’80, con la diffusione dei centri commerciali sono andati in bancarotta. Noi ci siamo adattati ai tempi. Lavoriamo con fornitori in Italia, Francia e Germania così da offrire un’ampia scelta. E diamo molta attenzione al servizio alla clientela.

SO: Le donne con gli ombrelli nell’immaginario collettivo sono quelle dell’epoca vittoriana, o Mary Poppins; i bastoni da passeggio ricordano Charlie Chaplin. Chi usa più accessori del genere?

PN: Produciamo bastoni tradizionali di grande qualità, che sono sempre alla moda. Un tempo un uomo non usciva di casa senza ombrello, cappello e guanti. Quei tempi sono finiti, ma ci sono ancora molti uomini che danno importanza allo stile. E la gente ha bisogno di bastoni: per passeggiate in campagna, escursioni, matrimoni, o come sostegno per chi ha problemi a gambe o ginocchia.

SO: Il tempo piovoso inglese e la funzionalità dei bastoni da passeggio sono più importanti dello stile?

PN: Dipende dal cliente. Molti anziani hanno bisogno di strumenti per camminare ma vogliono qualcosa di chic, che non li faccia sembrare malati. I nostri bastoni hanno anche supporti per sedersi con più facilità. Le signore si proteggono dal sole o dalla pioggia. I collezionisti invece sono attirati da uno stile particolare: quercia, acero o ciliegio con impugnatura in corno di bufalo, incisioni, intagli o scritte in argento. A seconda delle richieste, produciamo anche pomelli a forma di teste di animali come pappagalli, cani, gatti, o anatre con il becco di cristallo. Ma anche i più giovani non vogliono usare stampelle tristi e grigie, quando si fanno male. Non vogliono nascondere i bastoni da passeggio, ma sfoggiarli. Per loro realizziamo deambulatori luminosi con fantasie colorate.

SO: Nel vostro repertorio rientrano anche un paio di gioiellini tecnici con impugnature rimuovibili. Per ospitare ad esempio dadi, pipe, cavatappi e addirittura bicchierini da cocktail.

PN: Sì, i nostri bastoni da drink sono particolarmente amati. Nel bastone cavo c’è un contenitore di dimensioni ridotte con la bevanda desiderata e due bicchierini. Un bastone del genere ce l’aveva ad esempio l’artista francese Henri de Toulouse-Lautrec. Quando gli amici si ritrovano possono farsi un goccio insieme. E senza farsi notare – ad esempio durante la messa, in chiesa, in una delle ultime file.


Eva Lindner, «British Chic: Warum man für einen Regenschirm 3500 Euro zahlen sollte», Der Spiegel, 5 settembre 2015

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