Adams, Gaiman, l’universo e tutto quanto (I)

“Douglas Adams mi ha fatto diventare uno scrittore”: Neil Gaiman rende omaggio al suo amico e sua fonte di ispirazione

Nel rendere omaggio al suo genio nella conferenza annuale su Douglas Adams, lo scrittore spiega come l’aver incontrato a 22 anni l’autore della Guida galattica per gli autostoppisti gli abbia cambiato la vita.
Di Alison Flood
Douglas Adams nel 2000. Fotografia: Dan Callister/Getty Images

Douglas Adams ha descritto i primi ebook «molto tempo prima che la maggior parte dei treni per pendolari si riempisse di gente che li legge», stando a quanto dice il suo collega romanziere Neil Gaiman. Ma il compianto autore della Guida galattica per gli autostoppisti si è sempre detto ottimista sul futuro del libro, prevedendo che «qualsiasi cosa succeda, i libri sopravviveranno».

Durante la tradizione conferenza su Douglas Adams, Gaiman ha parlato a lungo dei ricordi che lo legano all’amico e collega scrittore, rivelando i dettagli di una conversazione «di ormai 30 anni fa», nella quale i due discussero l’idea degli ebook.

«Stavamo parlando della Guida galattica per autostoppisti, un oggetto che assomigliava all’iPad, molto prima che questo fosse inventato. E io dissi che quando sarebbe comparsa una cosa del genere, i libri si sarebbero estinti per sempre. Douglas disse di no. I libri sono squali» ha raccontato Gaiman al numeroso pubblico della Royal Geographic Society di Londra.

«Devo aver fatto una faccia confusa, perché lui sembrava molto soddisfatto di sè. Allora continuò la sua metafora. I libri sono squali… perché gli squali sono in circolazione da tantissimo tempo. C’erano squali ancor prima dei dinosauri, e la ragione per cui gli squali sono tuttora nell’oceano è che nessuno riesce a essere uno squalo meglio degli squali stessi».

Adams disse a Gaiman: «”Guarda un libro. Un libro è delle dimensioni giuste per essere un libro. È alimentato a energia solare. Se lo fai cadere, continua a essere un libro. Ti fa sentire a tuo agio nel giro di qualche microsecondo. I libri riescono davvero bene a essere libri e, qualsiasi cosa succeda, i libri sopravviveranno”. E aveva ragione» ha riferito Gaiman.

«Gli ebook riescono molto meglio a essere due o più libri e un quotidiano, contemporaneamente. Gli ebook riescono bene a essere librerie, e per questo sono perfetti in treno. Ed è anche per questo che l’enciclopedia ha dimostrato di non essere uno squalo, ma un plesiosauro».

E le storie, ha aggiunto Gaiman, «non sono libri. I libri sono semplicemente uno dei tanti meccanismi di conservazione in cui le storie possono essere tenute. Le persone sono uno degli altri meccanismi di conservazione per le storie. E le storie, come le forme di vita, cambiano».

La conferenza di Gaiman, dal titolo “Immortalità e Douglas Adams”, fa parte di una serie di discorsi annuali vòlti a raccogliere fondi per i due enti benefici che più stavano a cuore ad Adams, scomparso nel 2001, a soli 49 anni – Save the Rhino e l’Environmental Investigation Agency.

Il romanziere ha raccontato di come incontrò per la prima volta Adams, nel 1983, in qualità di giornalista 22enne mandato a intervistarlo. «Mi aspettavo qualcuno di acuto e brillante, un tipo da BBC, qualcuno con una voce simile a quella della Guida galattica per gli autostoppisti. Alla porta mi aprì un uomo molto alto con un gran sorriso e un nasone leggermente curvo, decisamente goffo e vivace, come se nonostante la stazza notevole stesse ancora crescendo» ha spiegato Gaiman.

«Era gentile, buffo e parlava… mi mostrava le sue cose. Era molto interessato ai computer, che all’epoca esistevano a malapena. Era maldestro. Sbatteva contro qualsiasi cosa, ci inciampava, oppure ci si sedeva sopra di colpo, rompendola. Era notoriamente in ritardo sulle consegne, e non è mai sembrato che l’atto dello scrivere gli piacesse molto».

Ma, ha detto il romanziere, ad Adams venne un’idea per un programma radiofonico chiamato “Le fini della Terra”, in cui il pianeta sarebbe stato distrutto in modi diversi alla fine di ogni episodio. «Nel primo espisodio avrebbe distrutto la Terra per far passare una circonvallazione iperspaziale, ma decise che l’inizio era talmente promettente che abbandonò “Le fini della terra” e continuò la sua storia nello spazio, insieme a Ford Prefect, il ricercatore della Guida galattica per gli autostoppisti».

(continua)


Alison Flood, «Douglas Adams made me a writer: Neil Gaiman salutes his friend and inspiration», The Guardian, 4 marzo 2015

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