Vecchie leggi, nuovi pianeti

Miliardi di pianeti abitabili nella Via Lattea

Ricercatori australiani e danesi sostengono che nella Via Lattea ci devono essere miliardi di pianeti abitabili. La loro conclusione si basa su un principio astronomico del 1772, ma solo ieri hanno pubblicato la loro ricerca sui Monthly Notices della Royal Astronomical Society.

Di Dirk Waterval

Se non riuscite a vedere un pianeta con un buon telescopio, non significa che quel pianeta non esiste. Urano, per esempio, è stato considerato un pianeta ancor prima che lo si riuscisse a vedere con un telescopio. In base allo stesso principio, alcuni ricercatori del Niels Bohr Instituut (Danimarca) e dell’Australian National University sostengono che esistono miliardi di pianeti provvisti di acqua e dotati di un ambiente abitabile.

Questo tipo di previsione può essere fatta studiando il rapporto tra le velocità di rotazione dei pianeti, legate tra loro. In certi sistemi sembrano mancare alcuni pianeti, dato che il calcolo finale delle velocità non torna. Di conseguenza quei pianeti devono esistere. La legge per effettuare questi calcoli è detta di Titius-Bode, grazie alla quale nel 1781 è stato “scoperto” Urano.

Attraverso la missione Kepler della NASA i ricercatori hanno osservato 151 stelle, ciascuna delle quali ha dai tre ai sei pianeti attorno a sé. In 124 casi i conti legati alla posizione dei pianeti quadravano perfettamente secondo la legge di Titius-Bode, ma negli altri 27 è sembrato che dovessero esserci più pianeti rispetto a quelli che era possibile vedere tramite il telescopio. Per far tornare i conti, i ricercatori hanno dovuto aggiungere ben 228 pianeti ai 151 sistemi, e allargando questo studio all’intera Via Lattea, devono esserci miliardi di pianeti provvisti di acqua, e quindi teoricamente abitabili.

© EPA

La “vivibilità” di un pianeta è data soprattutto dal fatto che questo non ruoti troppo lontano dalla stella, né troppo vicino ad essa, così che non sia rispettivamente troppo freddo o troppo caldo. La distanza giusta dipende dalla stella in questione, solo in certe condizioni si può avere acqua corrente.

Ignas Snellen, docente di astronomia a Leiden, sottoscrive l’idea che esistano diversi pianeti abitabili ancora sconosciuti all’uomo. «Tuttavia ci sono alcuni fattori che creano incertezza sui risultati della ricerca» afferma Snellen per via telefonica. «Innanzitutto la legge di Titius-Bode non è più presa seriamente al giorno d’oggi. Vale per il nostro sistema solare, e con qualche modifica vale anche per altri sistemi pianetari. Ma di certo non per tutti. La domanda è dunque se è legittimo estendere la legge all’intera Via Lattea».

Inoltre è difficile calcolare quanto un pianeta debba essere distante dal suo sole per essere abitabile. «La distanza per cui l’acqua di un pianeta è liquida dipende dalla grandezza del pianeta stesso. Quindi bisognerebbe prendere in considerazione anche la grandezza di ogni singolo pianeta».


Dirk Waterval, «Miljarden bewoonbare planeten in Melkweg», De Volkskrant, 18 marzo 2015

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