Ubuntu: dal pc allo smartphone

Abbiamo testato per voi… il primo telefono Ubuntu

Di Damien Leloup

Da qualche tempo, il sistema operativo open source Ubuntu dispone di una versione per cellulari. Abbiamo testato l’Aquaris E4.5 Ubuntu edition, il primo telefono a basso prezzo che offre al grande pubblico questo sistema operativo, prodotto dalla spagnola BQ. In vendita a 169 euro, questo cellulare per ora è disponibile solo in vendite lampo.

Per un prezzo simile non ci si può certo aspettare capacità tecniche straordinarie: l’Aquaris è uno smartphone elementare. Non è compatibile con il 4G e dispone di una memoria di soli 8 GB (espandibili con una scheda SD). La fotocamera di 5 megapixel pecca in luminosità, e se lo schermo ha un display decoroso, l’interfaccia touch non è sempre molto reattiva. Anche la batteria è nella norma: tiene una giornata di uso medio. Rispetto ad altri telefoni della stessa fascia di prezzo, quindi, è il sistema operativo a fare la differenza.

Ubuntu, dai computer ai cellulari

La versione per cellulari di Ubuntu, battezzata “Touch”, ricorda la “sorella maggiore”, Unity, l’interfaccia proposta di default nelle versioni di Ubuntu per computer. Unity è un insieme di scelte radicali: niente desktop come avviene per Windows, una barra laterale che riunisce i programmi usati più di frequente e un’interfaccia di ricerca molto popolare. La transizione da pc a telefono riprende questi capisaldi: a differenza di Android o iOS, Ubuntu mobile non ha una schermata iniziale che riunisce le applicazioni. I software maggiormente usati sono raccolti in una barra laterale che si fa apparire scorrendo il dito sul bordo dello schermo. Poco intuitivo, il sistema resta efficace: l’accesso alle applicazioni è rapido, ma organizzarle richiede prima una certa dimestichezza con i menu. Invece della home page, Ubuntu mobile propone una serie di pagine semplici da organizzare, su cui si possono inserire servizi diversi: luoghi di interesse nelle vicinanze, musica, attualità…Il principale difetto del sistema è che rallenta la navigazione. Il vantaggio? Si può decidere liberamente quali servizi proporre nelle pagine, che offrono uno spazio di gran lunga maggiore dei classici “widget” dei telefoni della Apple e di Google.

Altra scelta radicale, l’Aquaris 4.5 non ha alcun pulsante fisico, e Ubuntu mobile non propone pulsanti virtuali. Tutta la navigazione avviene senza pulsanti “indietro”, come nella quasi totalità degli altri sistemi operativi. Sconcertante per chi è avvezzo ad Android o iOS, questo metodo di navigazione è difficile da capire – Ubuntu propone un’interfaccia molto semplice per il computer, ma la versione mobile ha diversi tipi di menu, a seconda che si faccia scorrere il dito verso il basso, l’alto o i lati. Serve qualche giorno per abituarsi, anche se si conosce già Ubuntu.

L’app store di Ubuntu Touch ha ancora delle lacune – ci sono quasi tutti i classici, da Twitter al gioco Cut the rope, mancano però all’appello grandi app come Whatsapp. Per molti servizi occorre usare il browser di Ubuntu, abbastanza classico ma funzionale – le applicazioni in Javascript e HTML5 vanno benissimo – in attesa che ne vengano fatte versioni Ubuntu. Un aspetto positivo è che la configurazione iniziale del telefono è semplice e rapida: servono solo pochi minuti.

Malgrado i lunghi trascorsi di Ubuntu nel mondo dei computer, la versione mobile resta ancora un “work in progress”. Nonostante gli aggiornamenti regolari, il sistema operativo presenta ancora fastidiosi bug. Durante il test che abbiamo fatto, diverse applicazioni ci hanno “piantato in asso”, specie quando ne usavamo diverse nello stesso momento.

Il parere di Pixels

Ci è piaciuto: 

  • Ritrovare Ubuntu e l’estetica di Unity
  • Scoprire le molte possibilità di personalizzare le pagine
  • Sapere che ci sono aggiornamenti frequenti

Ci è piaciuto di meno:

  • Constatare la complessità dell’interfaccia
  • Incappare spesso in bug

La voglia di amare questo primo Ubuntu Phone per il grande pubblico è tanta; l’arrivo sul telefono della versione più popolare di Linux è un evento storico in un paesaggio dove ad oggi solo Firefox OS offre un’alternativa seria a iOS e Android. Purtroppo, le scelte radicali dell’interfaccia rendono lo smartphone difficile da consigliare a utenti poco “smanettoni” e la mancanza di potenza dell’Aquaris E4.5 potrebbe essere un freno per i clienti più esigenti.

Fa per voi se:

  • Amate Ubuntu e volete usare un software veramente “libero”
  • Usate poche applicazioni
  • Cercate un telefono a buon mercato

Non fa per voi se:

  • Siete alla ricerca di un telefono facilissimo da usare
  • Non potete vivere senza applicazioni specifiche che ancora non sono disponibili per Ubuntu
  • Cercate un telefono potente e giocate spesso sul cellulare

Damien Leloup, «On a testé pour vous… le premier téléphone Ubuntu»Le Monde, 5 marzo 2015

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