Sesso 2.0

L’industria del porno punta al cybersesso iperrealistico

L’industria del porno si muove verso un futuro a base di touchscreen, sensori, stimolatori e dildo attivati da remoto. Il cybersesso sarà proprio come quello vero.
Di Thomas Jüngling

Non molto tempo fa il sesso era una faccenda semplice, tutto sommato: ci si conosce, ci si trova attraenti e prima o poi si finisce a letto insieme. Ma è storia vecchia ormai. Oggi non si va più a casa di lui o di lei, ma nel mondo virtuale.

Nell’eterna lotta per il progresso sociale, l’industria pornografica si fa promotore dell’innovazione tecnologica, con invenzioni che rendono il contatto reale tra uomo e donna – o con altri partner sessuali – inutile. Grazie ad oggetti di alta tecnologia, presentati in una recente fiera del porno, ci si può scambiare sentimenti, stati di eccitazione e sensazioni da un continente all’altro.

L’erotismo 2.0 si rifà ai classici. Un nightclub virtuale, ad esempio, con un tavolo riservato proprio di fronte al palco così da avere un’ottima visuale della spogliarellista. Spogliarellista che non esiste davvero, ma che viene proiettata dagli occhiali 3D dello spettatore.

Gli occhiali sono connessi a un computer. Con un pulsante lo spettatore può convincere la spogliarellista a togliersi i vestiti. O rovesciarle addosso una cascata d’acqua.

Un tour virtuale del Gentleman’s Club

Le piattaforme del porno, come RedLightCenter.com, intendono offrire ai loro clienti sesso virtuale che si distingue da quello reale solo per il fatto che è possibile farlo con un numero di persone a piacere. Grazie a una grafica molto sofisticata, i partecipanti all’atto sessuale hanno un aspetto naturale, quasi reale.

Grazie a occhiali 3D come gli Oculus Rift o i Gear VR della Samsung ci si immerge completamente nell’atto erotico. E tra breve chi li indossa potrà non solo guardare le figure virtuali, ma anche toccarle. Potrà infatti sentire il tocco del partner sul proprio corpo. E chi vuole potrà inviare tramite internet la propria eccitazione ad altre persone.

Ad oggi, il mondo della pornografia digitale di RedLightCenter.com sembra ispirare molti: il gestore del sito, Utherverse, dichiara che gli utenti registrati sono 25 milioni, un milione dei quali attivamente coinvolti nel sito ogni mese. E dire che gli avatar sembrano ancora artificiali e i loro movimenti spigolosi.

Utherverse, però, ha già dimostrato in una fiera del settore che l’esperienza di sesso virtuale può essere molto realistica: ad esempio, quando l’utente visita il Gentleman’s Club o invita direttamente la donna (o l’uomo) dei suoi sogni a giochi erotici. La rappresentazione delle figure contribuisce molto a rendere il tutto più realistico.

Persone reali dietro gli avatar

I realizzatori hanno usato tecniche di motion capturing: persone reali simulano alcune azioni; i movimenti, i gesti e la mimica vengono filmati e applicati in modo preciso alle figure di animazione digitale. Gli avatar di RedLightCenter e le persone reali sono «ingannevolmente simili», ha detto Brian Shuster, a capo di Utherverse, quando è stata presentata la tecnica in questione. Con un paio di Oculus Rift, i clienti possono vedere ogni dettaglio da vicino e guardare la ballerina nuda da ogni lato.

La demo presentata alla fiera del porno mostra anche figure controllate dal computer. In futuro però queste saranno interattive: l’utente potrà muovere le figure a suo piacimento – vedere la scena attraverso gli occhi del suo avatar oppure osservarsi nell’atto sessuale.

In futuro, ci saranno persone reali dietro gli avatar: saranno utenti reali a decidere cosa fare con il proprio avatar nel mondo 3D – e con chi. Una cosa che dovrebbe piacere ai clienti, spera Brian Shuster.

Lo stesso obiettivo ce l’hanno anche i concorrenti, però. Virtualrealporn.com ha già sviluppato dei contenuti compatibili con i Gear VR della Samsung, e anche Pornhub.com si è detto intenzionato a offrire ai clienti un mondo 3D.

Un’app porno per Apple Watch

Ci sono già aziende che lavorano perché i loro clienti possano creare avatar a proprio piacimento, ad esempio sulla base di foto. Conoscenti o attrici famose potrebbero diventare partner sessuali conosciute in un nightclub virtuale. E il progresso è inarrestabile.

Sono già stati impiegati i primi droni per girare scene porno con telecamere in volo. Dopo le prime prove fatte pervenire a Google Glass, è stata introdotta un’applicazione con cui è possibile caricare su una piattaforma online alcuni video erotici visti attraverso gli occhi dei loro protagonisti. Dopo un giorno Google ha bloccato l’accesso all’applicazione per la tecnica degli occhiali.

Anche la Apple dovrà confrontarsi con la nuova tecnica, e già gli strateghi porno più smaliziati hanno prefigurato l’uscita di una nuova applicazione hardcore per l’Apple Watch. Si tratterebbe di un’applicazione “OhMiBod”: un cardiofrequenzimetro dell’Apple Watch misura il livello di eccitazione del partner maschile e lo trasmette attraverso il cellulare all’iPhone della compagna. Gli impulsi passano poi al vibratore, collegato all’iPhone. Quando l’uomo – che poniamo abiti nella città tedesca di Dinslaken – va su di giri, la compagna di giochi che si trova a New York percepisce l’aumento di ormoni attraverso il proprio vibratore, che si attiva con un ronzio. In effetti, anche una scappatella del partner può diventare stimolante dal punto di vista sessuale per chi viene tradito.

L’industria del porno lavora alacremente per offrire ai clienti esperienze tattili. Gli osservatori possono già avvertire a livello fisico le scene trasmesse sullo schermo – con le mani, o altre parti del corpo.

I vibratori rendono reale il sesso virtuale

Nei videogiochi ci sono joystick o guanti che forniscono un feedback tattile: l’utente afferra un oggetto virtuale con la mano virtuale, e la sensazione si trasmette alla mano vera. Anche i touchscreen permettono di avvertire le sensazioni tattili grazie alla vibrazione trasmessa alle dita. Non pochi produttori vorrebbero trasferire la sensazione tattile dallo schermo alle zone erogene del corpo.

Grazie al VR Tenga la cosa è già possibile: sullo schermo viene trasmesso un film porno, che graficamente ricorda un manga, mentre lo spettatore è lì davanti, con gli Oculus Rift sul naso. E osserva la figura virtuale darsi da fare su di lui. In questo modo può anche sentire quello che succede alproprio corpo, perché un masturbatore trasferisce il sesso orale del film porno stile manga al membro dello spettatore.

Allo stesso modo RealTouch, un tubo dalla stretta apertura, trasferisce l’incontro virtuale al membro maschile con dei movimenti meccanici. Ancora però vanno codificate scene di masturbazione singole perché le si possa trasformare in vere esperienze realistiche.

Un manicotto in gomma per eccitare l’uomo

Presto sarà disponibile un software che rileva automaticamente quando le cose sullo schermo si fanno serie. Poi il programma invia gli impulsi in modo fedele al masturbatore.

O in alternativa: i segnali vengono da un partner reale. Quello che la donna fa con il dildo attivato da remoto KiiroooPue, lo sente il partner maschile con il masturbatore connesso ad internet SVir.

Per rendere l’esperienza più realistica possibile, i fornitori hanno anche perfezionato la meccanica, così da stimolare l’uomo. Alcuni masturbatori lavorano tramite la vibrazione; altri, come l’Autoblow 2, un manicotto di gomma attivato da un tirante esterno, tramite pressione. A scopi preventivi, il manicotto è ricoperto di sensori: se la pressione è eccessiva, l’apparecchio si spegne immediatamente, per evitare contusioni dolorose.

Ma i tecnologi porno sperano che siano le tute a rendere le esperienze sessuali ancora più autentiche – e trasmissibili a chilometri di distanza. La persona sessualmente eccitata è connessa a internet con un’altra persona, che si infila una tuta. I suoi movimenti vengono trasmessi per via digitale. I primi modelli di questo rapporto sessuale 4.0 sono già in fase di sperimentazione.

L’industria del porno è innovativa

Che si tratti di mezzi elettronici o digitali, l’industria porno è sempre all’avanguardia. Già negli anni ’80 ha contribuito a far imporre il VHS contro il formato Betamax.

E lo stesso vale per il Bluray Standard: la Sony e altri fornitori non volevano cooperare con l’industria delle porcherie. Ma quando alcuni giganti del settore vietato ai minori hanno minacciato di far uscire le loro opere sulla piattaforma concorrente HD-DVD, Sony e amici si sono detti pronti a collaborare. Negli anni ’90, anche la TV via satellite ha fatto un salto avanti grazie ai contenuti pornografici, così come è successo per le rappresentazioni 3D, le webcam e le videochat.

Nel 1994 Red Light District ha sviluppato il primo portale streaming internet; sono poi arrivate diverse piattaforme di video porno per il download digitale – anche questa un’innovazione per la rete. Il settore del porno si è mostrato molto innovativo e customer-friendly: è stato uno dei primi a permettere il pagamento – in forma anonima – su internet.


Thomas Jüngling, «Porno-Industrie entwickelt gefühlsechten Cybersex», Die Monde, 12 febbraio 2015

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