La tradizione di She Huo

Il capodanno cinese e gli spettacoli di She Huo

In Cina è iniziato l’anno della capra, e nel Paese si festeggia con spettacoli folkloristici.
Di Brice Pedroletti

Un villaggio innevato. Gente mascherata. Abiti fiabeschi. Una strada di campagna avvolta nella nebbia. Attori con il volto dipinto che si riposano, il cuscino fissato sotto il mento per non rovinarsi il trucco.

1Un anno fa, nel febbraio del 2014, Xu Xiaoxiao, giovane fotografa cinese di trent’anni che all’età di 14 anni è emigrata nei Paesi Bassi, ha visitato una decina di villaggi nella provincia dello Shaanxi, attorno alla città di Baoji, antica tappa della Via della seta, tra la città di Sian e la provincia del Gansu. Qui ha immortalato un’antichissima forma di arte popolare cinese, la She Huo, uno spettacolo dai riti millenari con cui si chiedono alle divinità della terra e del fuoco buoni raccolti e una vita felice.

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Questo spettacolo folkloristico coinvolge diversi personaggi, che sfilano in costume o si esibiscono in località di campagna nel periodo che va dal primo dell’anno (quest’anno il 19 febbraio) e la festa delle lanterne, celebrata il quindicesimo giorno del primo mese del calendario lunare cinese a conclusione delle festività (il 5 marzo).

3Baoji è una città industriale, sporca e inquinata, ma sembra di essere finiti in un altro mondo. Per Chunjie, la festa della primavera (vale a dire Capodanno) ovunque in Cina i lavoratori e i bambini trasferitisi in città tornano a popolare le campagne come per magia. Si portano regali, soldi e cibo, si organizzano feste a base di maiale nei cortili delle case e si mangiano speciali frittelle di miglio.

4«Certi villaggi hanno poche centinaia di abitanti. Altri migliaia. Ci sono catapecchie e sembra tutto un po’ primitivo, ma improvvisamente si scorge una residenza accogliente. La disparità in termini di ricchezza è molto marcata: alcuni abitanti si sono arricchiti in città, altri continuano a lavorare la terra» dice Xu Xiaoxiao, che non era mai stata prima in questa regione della Cina.

5La festa dello She Huo della provincia dello Shaanxi ha conservato particolarmente bene le proprie tradizioni ed è divenuta un’attrazione turistica grazie al sostegno delle autorità locali. Ecco perché pochi giorni dopo Capodanno gli abitanti dei villaggi si riuniscono in un distretto di Baoji, Longxian, per partecipare alle sfilate.

6Gli spettacoli attraggono orde di fotografi amatoriali. «Mi è capitato di dovermi far largo a forza per trovare un punto da cui scattare foto» dice Xu Xiaoxiao.

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Non vediamo questo fuori campo chiassoso, nei suoi scatti. Le foto di Xu Xiaoxiao evocano una Cina di provincia, agrodolce, dove la poesia nasce dal caos e dalla ruvidezza di luoghi, persone e cose.

8Xu Xiaoxiao, laureata nel 2009 alla Fotoacademie di Amsterdam, è originaria della città di Wenzhou, una grande città costiera a sud di Shanghai, dalla cui diaspora hanno origine le Chinatown di tutta Europa. Ora torna nei luoghi natali per un lavoro affascinante: «In quanto migrante ho una forte nostalgia per il Paese da cui provengo, ed esploro il passato attraverso la fotografia» dice. Straniera in Cina e straniera in Olanda, si definisce una “via di mezzo”.

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Brice Pedroletti, «Le nouvel an chinois et l’art sacré du She Huo», Le Monde, 19 febbraio 2015

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