Un bambino con 2,001 genitori

Un bambino, il DNA di tre genitori

Il Parlamento britannico ha approvato una tecnica di inseminazione a dir poco controversa: in futuro, i bambini inglesi potranno avere tre genitori genetici. In Germania una cosa del genere è impensabile – almeno nell’immediato futuro.
Di Eva Fiedler

Ad oggi, la Gran Bretagna è l’unico Paese al mondo in cui è possibile sostituire il materiale genetico mitocondriale della cellula uovo materna, fecondata dal padre, con quello di un’altra cellula uovo femminile di una donatrice. In realtà, la Camera dei Lord deve ancora approvare la decisione presa in settimana dalla Camera dei Comuni. Con questa tecnica, comunque, il padre fornisce lo sperma, la madre il nucleo della cellula uovo, e la donatrice una cellula uovo privata del nucleo, che contiene i mitocondri ma non il patrimonio genetico (il quale risiede nel nucleo della cellula uovo materna fecondata).

Questa forma di inseminazione artificiale impedirebbe che alcuni difetti genetici materni passino al bambino attraverso i mitocondri, generando gravi patologie note come malattie mitocondriali.

I mitocondri forniscono energia alle cellule e funzionano quindi come una centrale elettrica. Se la centrale è danneggiata e si ha l’insorgere di malattie mitocondriali, il bambino può soffrire di cardiopatie e debolezza muscolare che possono condurre alla sua morte precoce. In Gran Bretagna il nuovo metodo di inseminazione artificiale coinvolge solo i genitori che manifestano difetti genetici, vale a dire per ora solo poche decine di coppie.

Uno scenario quasi inconcepibile in Germania

Avere un padre e due madri genetiche è uno scenario inconcepibile in Germania, almeno per l’immediato futuro. Questa l’opinione del professor Herbert Zech, esperto di medicina riproduttiva. In Germania, le leggi a tutela degli embrioni sono più severe del resto d’Europa. «La donazione di un uovo e la maternità surrogata sono vietate nel nostro Paese» spiega Zech, che gestisce una clinica della fertilità a Colonia, il “Centro Zech” appunto.

Zech, di origini austriache, è scettico nei confronti di questo nuovo metodo di riproduzione. Sono in molti a chiedersi se davvero le malattie mitocondriali possano essere evitate o curate attraverso il trapianto dei nuclei dei genitori in una cellula uovo di una donatrice sana. «Per ora si rimane nel campo delle speculazioni, visto che non ci sono ancora prove scientifiche sull’efficacia e la sicurezza di questo metodo» fa notare Zech.

Nessun effetto sul colore dei capelli o sui lineamenti

A muovere critiche al procedimento sono soprattutto le Chiese [cattolica e anglicana, N.d.T.] e chi è contrario alla ricerca genetica. Ma gli scienziati britannici, il ricercatore londinese di cellule staminali Malcolm Alison in primis, ribattono che il DNA del donatore incide solo per lo 0,1% sul DNA complessivo del bambino. Non si avrebbero quindi tre genitori, ma 2,001. Inoltre, il materiale genetico mitocondriale non influirebbe su tratti come il colore dei capelli o i lineamenti.

Il timore dei critici che questo metodo possa dare il via a una produzione su larga scala di “bambini su misura” non è del tutto infondato. Perché in teoria si potrebbe usare la nuova tecnica di inseminazione artificiale in casi diversi da quelli in cui alle madri vengono diagnosticate malattie genetiche.

Tecniche simili off-limits negli Stati Uniti

Il metodo si potrebbe applicare anche su madri in età avanzata con cellule uovo dal DNA mitocondriale indebolito. «Il “vecchio” DNA viene sostituito da “DNA giovane e fresco” per stimolare la divisione cellulare dell’ovulo fecondato» spiega l’esperto di medicina riproduttiva Zech. Mancano però dati concreti a supporto di questa teoria.

Ad ogni modo, Zech ritiene che ci vorranno anni prima di sapere per certo se il trasferimento citoplasmatico sia davvero sicuro ed efficace. Negli Stati Uniti era stato approvato un metodo simile, ma è stato vietato nel 2002.


Eva Fiedler, «Ein Baby, drei genetische Eltern», Frankfurter Runschau, 5 febbraio 2015

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