Chirurgia estetica: burqa di carne

Botta e risposta sulla chirurgia estetica: «burqa di carne»

Donne, corpo e chirurgia: in Vaticano si è tenuta una conferenza sul ruolo delle donne nella società. L’attrice Nancy Brilli ha avuto una discussione con il cardinale Ravasi sugli ideali di bellezza.
Di Constanze Reuscher

Le donne «non vogliono essere cardinali, ma partecipare attivamente alle riforme della Chiesa» dice Nancy Brilli nella sala conferenza del Vaticano. Ma va?! In Italia, la bionda non ha fama di femminista o donna in carriera, ma difende il diritto delle donne ad avere un corpo su misura. Attrice e sex symbol, Nancy Brilli è diventata famosa per le serie TV, le soap opera, i film e le commedie, ma soprattutto per le curve e il broncio provocante.

Era inevitabile che avrebbe causato scalpore il fatto che fosse stata scelta lei come testimonial della Chiesa per un’assemblea che si terrà dal 4 al 7 febbraio a Roma e nel corso della quale si discuteranno le “culture femminili”.

Ma la tensione si è fatta sentire soprattutto dopo la presentazione di un documento in cui la chirurgia estetica viene definita «burqa di carne». Nel documento si dice che le operazioni di chirurgia plastica sono aggressive e possono alterare i lineamenti del viso. Il presidente del dicastero vaticano, il cardinale Gianfranco Ravasi, sottolinea che «sta prendendo piede un’impressionante propensione alla chirurgia estetica come mezzo per raggiungere un dato ideale, come le ragazzine che per i diciott’anni chiedono di rifarsi il seno».

«Chi sei?», «Cosa vuoi?»

Per Nancy Brilli con questo commento si è andati troppo oltre. «Spesso le donne si sottopongono a chirurgia estetica per avere riconoscimenti o perché spinte a raggiungere un dato ideale di bellezza» ha replicato. E l’attrice sa bene di cosa parla: per l’occasione indossava un dolcevita grigio largo, ma la cinquantenne non può nascondere il fatto che quel viso liscio e giovanile non sia solo merito dei buoni geni, dell’acqua minerale e delle lunghe ore di sonno. Non è un segreto che il marito sia il noto chirurgo Roy De Vita.

Sarebbe sbagliato «criticare o demonizzare una donna solo perché vuole avere un aspetto diverso da quello con cui è venuta al mondo» dice. Il commento era chiaramente rivolto al cardinale Ravasi, a capo del Pontificio consiglio per la Cultura, che sedeva sul podio assieme a lei.

Da dicembre Nancy Brilli è la testimonial per l’assemblea plenaria del Vaticano sul ruolo delle donne. In un video girato su Internet parla alle donne, chiede «Chi sei?», «Cosa vuoi?», «Cosa pensi?», «Cosa fai?» e invita le ascoltatrici a scrivere suggerimenti, critiche e opinioni con l’hashtag #lifeofwomen.

Il video dell’attrice italiana non è stato accolto bene dappertutto: negli Stati Uniti, in Canada e in Australia, dove il video è arrivato tramite internet, i cattolici conservatori e i vescovi l’hanno aspramente criticato. Un sex symbol come volto della campagna pubblicitaria sul ruolo delle donne? Forse ci si era spinti troppo oltre. Nancy Brilli non dà peso alla cosa: «Quello che è in internet ormai non si può più eliminare!» ha dichiarato. E sotto sotto anche il cardinale Ravasi sarà stato contento di tutta questa pubblicità.

“Il corpo femminile” come tema della manifestazione

Per il Vaticano, l’assemblea plenaria sul ruolo delle donne è una piccola rivoluzione: le donne sono una rarità nella vita della Curia romana. Nel corso della manifestazione si dovrebbero trattare temi come “il corpo femminile” o “la ricerca di un equilibrio”. Si prenderanno in esame le uguaglianze e le differenze rispetto agli uomini, ma anche la vita sessuale delle donne e il loro ruolo nella Chiesa. Tutte cose che non hanno mai avuto posto in Vaticano, ma piuttosto sui palchi dei teatri romani – sulla sponda laica del Tevere.

Il cardinale Gianfranco Ravasi è noto per il suo coraggio nell’affrontare temi anticonvenzionali. È anche promotore di un’iniziativa, il “Cortile dei Gentili”, ovvero l’incontro di esponenti della Chiesa e laici per discutere di temi sociali. L’evento, nato grazie a Papa Benedetto XVI, si svolge nelle maggiori città del mondo, da Berlino a Città del Messico.

«Il Cortile dei Gentili» spiega Ravasi «un tempo era il nome con cui si indicava lo spazio aperto davanti al tempio di Gerusalemme al quale avevano accesso anche i gentili [ovvero i gojim, i pagani, N.d.T.]. Di fronte c’era la corte degli israeliti. Così i due diversi gruppi sociali potevano guardarsi negli occhi». In un mondo dove sembrano contare solo la moda, il cibo e il sesso, dev’esserci una voce che dia un senso alle cose, continua il cardinale.

Alle critiche, Ravasi ha fatto il callo da tempo: «Alcuni sono entusiasti, altri addirittura definiscono le mie iniziative sataniche».


Constanze Reuscher, «Streit über Schönheits-OP als “Burka aus Fleisch”», Die Welt, 3 febbraio 2015

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