L’alleato che nessuno vorrebbe. Tranne Tsipras.

Panos Kammenos, l’ingombrante alleato di Alexis Tsipras

Di Alain Salles

L’alleanza tra la sinistra radicale di Syriza e la destra populista dei Greci Indipendenti (ANEL) fa digrignare i denti, in Europa come in Grecia. Seguendo una logica pragmatica, Alexis Tsipras ha scelto di allearsi con Panos Kammenos, un uomo politico che ha combattuto vigorosamente contro le misure di austerity e la «troika» (composta da Fondo Monetario Internazionale, Commissione Europea e Banca Centrale Europea).

L’avvicinamento tra i due politici è cominciato nel maggio del 2012, dopo le elezioni legislative che non avevano permesso di raggiungere una maggioanza. Il presidente di Syriza aveva quindi indicato di essere pronto ad accettare il sostegno o il voto di tolleranza di ANEL. Un deputato di Syriza, Dimitris Papadimoulis, aveva criticato apertamente questa proposta: «Il passato e le opinioni di Kammenos lo mettono a destra di Nuova Democrazia [partito di centrodestra, ndt], rendendo impossibile una collaborazione post-elettorale».

Due anni e mezzo più tardi, questa collaborazione sembra possibile, anche se in Syriza il dibattito resta vivo tra i sostenitori del realismo, che considerano prioritaria la questione economica, e quelli che parlano di un’alleanza contro natura.

Uscite esagerate
Nato nel 1965, Panos Kammenos è una sorta di archetipo dell’uomo politico greco: demagogo, populista, propenso alle urla e alle uscite esagerate. L’ultima in ordine di tempo è stata particolarmente imbarazzante. A dicembre ha spiegato in un dibattito televisivo che «i buddisti, gli ebrei e i musulmani non pagavano le tasse», a differenza della chiesa ortodossa, che «rischiava di perdere i suoi monasteri». Nello stesso dibattito, il politico ha denunciato la cremazione e le unioni civili tra omosessuali.

Panos Kammenos ha condotto gran parte della sua carriera politica tra le fila di Nuova Democrazia. Ministro della Marina dal 2006 al 2008, è stato lui, proprio nel 2008, ad aver negoziato la concessione del porto del Pireo ai cinesi. Questo non gli ha impedito di sfoggiare t-shirt con la scritta «la Grecia non è in vendita». Kammenos è a favore di un riequilibrio delle relazioni della Grecia: «La nostra adesione alla Nato e all’UE non ci vieta di intrattenere strette relazioni politiche, economiche e culturali con altri Paesi, in particolare con Paesi ai quali siamo legati da relazioni storiche, come la Russia e la Cina» ha spiegato, nell’ottobre del 2014, in Germania. Inoltre chiede il «rispetto della sovranità degli Stati membri dell’Unione Europea».

Kammenos ha lasciato Nuova Democrazia nel novembre del 2011, quando il suo presidente, Antonis Samaras, ha abbandonato le critiche al Memorandum per sostenere il governo provvisorio dell’ex videpresidente della BCE, Lucas Papadémos. Nel febbraio 2012 ha fondato Greci Indipendenti, a Distromo, l’Oradour-sur-Glane dei greci, spiegando che la Grecia «era rimasta vittima di un complotto internazionale».

Oggetto di polemiche
Con una campagna elettorale aggressiva contro la «troika», è riuscito a ottenere il 10% dei voti a tre mesi dalla creazione del partito, nelle legislative di maggio 2012. Tra le due elezioni è stato al centro di una polemica. Il Presidente della Repubblica ha consultato i partiti per provare a formare un governo d’unità nazionale. In una lettera, Kammenos avrebbe spiegato di essere pronto a partecipare a un tale governo solo se il suo partito avesse ottenuto il Ministero della Difesa. Il politico ha poi negato di aver scritto una lettera simile, accusando i servizi della presidenza di aver mentito, fatto che equivale a un crimine di lesa maestà.

Le relazioni in seno al suo partito sono elettriche. Numerosi memebri hanno sbattuto la porta o sono stati ostracizzati. Kammenos è spesso oggetto di polemiche per le sue affermazioni o per il suo stile di vita. Quando promette di attaccare la corruzione e i paradisi fiscali, la stampa lo descrive in possesso di uno yacht familiare apparentemente detenuto da società offshore, e hanno fatto clamore anche i lavori compiuti nella casa della suocera, sull’isola di Icaro, per trasformarla in residenza turistica, lavori pagati con i fondi europei. Kammenos ha negato ogni irregolarità e ha perseguito gli accusatori per vie legali.

Inoltre ha riconosciuto e giustificato la raccomandazione di uno dei suoi cugini affinché questi potesse lavorare in Parlamento. «È un professore universitario. Lavora nell’organizzazione del mio partito. Lavora da mattina a sera. Qual è il problema?». Ultimo dettaglio: il cugino ha esattamente il suo stesso nome, Panayotis (Panos è un diminutivo) Kammenos.


Alain Salles, «Panos Kammenos, l’encombrant allié d’Alexis Tsipras», Le Monde, 26 gennaio 2015

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