La diplomazia di Sisifo

La Germania non riesce a fare da paciere

La guerra riprende nell’est dell’Ucraina, nonostante i vari sforzi diplomatici del governo tedesco
Di Frank Vermeulen

La violenza torna a divampare nell’est dell’Ucraina, e ciò significa che di fatto le trattative diplomatiche portate avanti dal governo tedesco negli ultimi mesi hanno fallito. Nonostante tutte le telefonate, le consultazioni, le visite lampo, le e-mail, i fax e gli accordi bilaterali della cancelliera Angela Merkel (CDU) e del ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier (SPD) dello scorso anno, l’Ucraina è ancora in guerra.

Escalation dopo l’accordo
Dopo l’accordo parziale di Berlino, la scorsa notte i combattimenti nel Donbas si sono intensificati. Stando a quanto riferito stamattina dal governo di Kiev, i difensori ucraini del «nuovo terminal» dell’aeroporto di Donec’k hanno abbandonato le loro posizioni. Negli scorsi giorni i ribelli filorussi avevano rivolto i loro attacchi contro le postazioni ucraine nell’aeroporto. Secondo la linea di demarcazione, tracciata il 5 settembre a Minsk, l’aeroporto si trova di poco all’interno dell’area controllata dai ribelli.

Oggi a Donec’k un pullman è stato colpito da un mortaio posto su un minivan. Secondo diverse fonti l’attacco avrebbe causato dalle sette alle tredici vittime. I capi della Repubblica Popolare di Donec’k accusano i «sabotatori» e sostengono di aver catturato un sospetto. Kiev punta il dito contro i ribelli ed esige che il Cremlino intervenga per rimetterli in riga.

Sembra di essere tornati all’agosto del 2014 e i servizi esteri tedeschi sono di nuovo in assetto di crisi. Il Ministero degli Esteri è già contento se i ministri di Germania, Francia, Ucraina e Russia si parlano. È proprio quanto è accaduto ieri sera: su richiesta russa e ucraina, Steinmeier ha invitato i suoi omologhi nella residenza degli ospiti del Ministero, Villa Borsig, sul lago di Tegel, per discutere delle possibilità di tamponare la crisi ucraina. Per l’ennesima volta.

Al termine dell’incontro Steinmeier ha dichiarato che le trattative non hanno «sfondato», tuttavia si è fatto un piccolo passo avanti: c’è un accordo sulla linea di demarcazione, sulla zona cuscinetto e sullo spazio di ritirata su entrambi i lati dell’artiglieria pesante. Il capo della diplomazia tedesca è stato invece prudente. Gli accordi con il ministro russo Sergej Lavrov sono già stati accantonati dal Cremlino in passato.

Berlino ne esce ammaccata
La Germania è fiera del suo ruolo di “capitano” dell’Occidente nelle trattative tra Mosca e Kiev. Lo svantaggio di una posizione così in vista è che Berlino stessa esce ammaccata quando le trattative non vanno a buon fine. Zeit Online ha descritto la vana strategia tedesca come «diplomazia di Sisifo». Nelle cerchie di governo, inoltre, la parola «fallimento» è vietata. La diplomazia tedesca, si dice con tono sicuro, avrà fallito solo quando la guerra scoppierà in tutta Europa.

Eppure la botta è stata forte, quando il summit previsto per la scorsa settimana ad Astana, capitale del Kazakistan, è saltato all’ultimo momento. L’incontro tra Merkel, il presidente russo Vladimir Putin e i colleghi ucraino e francese, Petro Porošenko e François Hollande, aveva l’obiettivo di portare avanti gli accordi stipulati a Minsk a settembre. Quando lo scorso lunedì è emerso, durante un incontro tra le stesse persone che si sono incontrate ieri a Minsk, che né Mosca né Kiev avevano intenzione di muoversi, Berlino ha deciso di cancellare l’incontro. Merkel non vuole offrire a Putin nessun podio, oltre al Cremlino, da cui può incolpare tutti.

Ma in seguito si è verificato ciò che i diplomatici tedeschi temevano: se non si compiono passi avanti, si ricade nella violenza. Lo scopo delle trattative è stato rivisto negli ultimi otto giorni: ora un nuovo summit dei leader di governo ad Astana dovrebbe servire a evitare il peggio.

Timore di un approccio morbido
La Germania sostiene che il “formato Normandia” con Russia, Ucraina, Germania e Francia (concepito durante la commemorazione del D-Day lo scorso anno) sia il più adatto. I tedeschi sanno anche che Paesi quali gli Stati Uniti e la Polonia temono che la considerazione e gli interessi economici tedeschi porteranno a un approccio troppo condiscendente nei confronti del Cremlino.

La Germania prevede che la politica sull’Ucraina diventerà infine proibitiva per Mosca. Secondo Steinmeier ora si tratta soprattutto di ostacolare «un ulteriore inasprimento della controversia militare» e «una nuova escalation politica» tra Kiev e Mosca.


Frank Vermeulen, «Duitsland faalt als vredestichter», NRC Handelsblad, 22 gennaio 2015

Annunci

Cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...