Il bimbo che sussurra ai serpenti

A quattro anni è il park ranger più giovane d’Australia

Alla sua età, i bambini fanno torte di fango o si cimentano con i castelli per l’arrampicata. Charlie invece gioca con i serpenti e sfama un coccodrillo. È il ranger più giovane d’Australia.
Di Sabrina Frangos

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Charlie corre a zigzag sui campi, attorno a lui ci sono dei canguri in libertà. Un paio di animali sobbalzano e scattano via, altri lo guardano annoiati. Il mini ranger del Ballarat Wildlife Park sta andando al rettilario.

Il bambino, che ha solo quattro anni, è di fretta. Non sa nemmeno cosa significhi stare fermo e buono. Prima dello show con i serpenti bisogna dar da mangiare alle raganelle. Un compito che lui è lieto di assumersi, tanto più che le rane sono i suoi animali preferiti.

Jesse Farquhar, ranger di vent’anni, fa scorrere lo sportello della teca delle rane e passa a Charlie il secchio con gli insetti. Tempo pochi secondi e il piccolo si trasforma in un ranger professionista. Prende gli insetti vivi con cura, tranquillamente, e li mette davanti al muso di una rana. Quando la lingua saetta a prenderli, un sorriso fa capolino sulle labbra di Charlie. Il bambino afferra uno degli animaletti verdi e se lo mette con delicatezza sul palmo della mano. «Tieni la mano piatta, Charlie. Così la puoi guardare e non la fai stare scomoda», questo il consiglio di Jesse. In automatico le dita di Charlie si tendono.

«Charlie è molto attento con gli animali. Si fa spiegare e mostrare tutto, e fa sempre un sacco di domande. Certo, devo tenere d’occhio gli animali, e anche lui. È sempre sotto la nostra supervisione», dice l’idolo di Charlie, Jesse.

Niente ansia da contatto per il piccolo australiano: quando era solo un neonato la madre, Julia Parker, teneva in braccio assieme a lui un cucciolo di canguro da svezzare con un biberon.

Un bimbo in mezzo agli animali selvaggi? Nessun problema, stando alla madre quarantunenne. «Altri bambini crescono in fattoria, tra macchinari e trattori. Charlie ha sempre avuto attorno animali del posto, australiani» dice. E da quando per Charlie il riposino pomeridiano è stato rimpiazzato dallo show dei serpenti, la madre lo guarda tra il pubblico. «Ho provato in un paio di occasioni a obbligarlo ad andare a letto, ma lo show è molto più divertente».

Sabrina ha fame

Jesse mette Jo – un pitone tappeto non velenoso ma lungo 1,20 metri – sulle spalle di Charlie. Il rettile si avvolge subito attorno al collo del bambino come una collana. Il piccolo è a suo agio con il serpente, ma gli altri bambini della sala si nascondono dietro i genitori. Charlie passeggia rilassato tra le file e spiega a un coetaneo: «Non aver paura. Jo mangia i topi, non mi ha mai morso».

Quando Jesse ripone il serpente nella teca dopo lo spettacolo, Charlie segue il fratellastro di 32 anni, Stuart Parker, fino al recinto dei grandi rettili del Ballarat Wildlife Park. Sabrina, un coccodrillo d’acqua salata, ha fame e osserva immersa nell’acqua il ranger, che arriva con un secchio pieno di teste di pesce. Non è la prima volta che Charlie assiste il fratello nel dar da mangiare al “Croc” di 44 anni. Ma in genere nel parco si occupa dei vombati, di Hugo, una tartaruga gigante, o di Jo il serpente. Quindi è estremamente rispettoso nei confronti del poderoso e letale alligatore.

Stuart infilza una testa di pesce su un lungo bastone e sporgendosi su un ponte protetto da una recinzione tiene sospesa la leccornia al di sopra della superficie dell’acqua per attirare il coccodrillo. Sabrina si mette in posizione, balza fuori dall’acqua e azzanna il pasto. Stuart strizza l’occhio a Charlie, che sembra avere d’un tratto una paura tremenda. «Tienimi forte, Stuart!» grida, aggrappandosi alla camicia del fratellastro. «Non fare scherzi. Non voglio cadere in acqua, se no lei mi mangia e io non voglio. Poi la mamma ti sgrida!». Charlie sporge nervosamente la testa verso l’animale. «Io sono piccolo e Sabrina è grossa».

Charlie conosce bene i suoi limiti

Lo scontro tra i due sarebbe davvero impari. Charlie è alto poco più di un metro. Con i suoi 2,5 metri, invece, il coccodrillo marino adulto è lungo più del doppio del mini ranger e ha dalla sua 150 chili portati con orgoglio. «Potrei essere uno spuntino per lei. È meglio se sto attento».

Stuart solleva il fratellino e lo tiene stretto a sé con il braccio sinistro. Con la mano destra regge il bastone su cui è infilzato un altro pezzo di pesce e lo porge a Charlie. Il piccolo, che ha l’aria insicura ma la mano ferma, avvicina il bastone al muso di Sabrina. Un guizzo del rettile e il cibo è sparito. Sabrina si gira e si immerge nell’acqua.

Anche Charlie ne ha avuto abbastanza. Quando il recinto dei rettili si chiude alle sue spalle la sua sicurezza torna quella di prima. «Avevo un po’ di paura, ma sono stato bravo». Il fratello fa un cenno di approvazione. Charlie rispetta gli animali e conosce i suoi limiti. «Potrò dar da mangiare al coccodrillo gigante solo tra un paio d’anni. Fino a quel momento aiuto Stuart. Ogni tanto».


Sabrina Frangos, «Vierjähriger ist Australiens jüngster Park Ranger»Die Welt, 11 ottobre 2014

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