Babbo Natale e le bombe a orologeria

Quello che può andare storto ascoltando le canzoni di Natale

Le canzoni di Natale sono vittima di innumerevoli distorsioni perché a quanto pare la gente non ascolta bene – una cattiva abitudine che andrebbe evitata, specialmente in famiglia e nelle feste.
Di Jennifer Wilton

Ve ne sarete forse accorti nei giorni scorsi, anche solo uscendo di casa: il Natale è alle porte. I segni sono dappertutto. E molti sono da ascoltare. Per le strade, nelle piazze, in ascensore, nei messaggi telefonici di attesa. Sono le canzoni di Natale. Il più delle volte le si riconosce già dalla melodia. Ed è meglio che sia così.

Perché con il testo le cose si fanno più complicate. Il problema non è solo andare oltre la prima strofa, cosa per molti impossibile. I fraintendimenti iniziano già con le prime parole. E i bambini non sono gli unici a confondersi.

Di recente, specie nella zona di Berlino, si è sentito di una notte silenziosa, in cui tutto dorme e uno “si sveglia” (invece di “veglia”, Stille Nacht, N.d.T.),  di Babbo Natale, che viene con i suoi “coni” (nell’originale “doni”, Morgen kommt der Weihnachtsmann) o, per finire, di abeti dalle foglie “ghignanti” (nell’originale “brillanti”, Oh Tannenbaum).

Internet aiuta contro i malintesi

Nel periodo natalizio, ma non solo, si trova tantissimo materiale sui fraintendimenti che coinvolgono i testi delle canzoni. Collezionare versi sbagliati è diventato quasi un genere a sé stante su Internet, e spesso è possibile reperire informazioni sui testi corretti.

Chi non si fosse ancora posto il problema del perché si sbaglino le parole delle canzoni potrebbe arrivare facilmente a suggerire l’ipotesi che i fraintendimenti siano molto comuni tra chi non padroneggia ancora bene la propria lingua, come i bambini, o un’altra lingua straniera.

Per restare sull’esempio degli abeti, un sito americano ci spiega che i giovani statunitensi che sentono la canzone tedesca “Oh Tannenbaum” capiscono in realtà “Oh Timebomb” (bomba a orologeria) oppure “Oh Cannonball” (palla di cannone), cosa che non aumenta certo il loro amore verso i tedeschi. Ma la questione non è così semplice: uno studio di quest’anno mostra che sapere bene una lingua non metta al riparo da fraintendimenti. Anzi, nella propria lingua sono anche più frequenti. E questo avrebbe a che vedere con le nostre aspettative: ascoltiamo solo una parte del testo e poi completiamo liberamente con quello che pensiamo potrebbe venire poi. Perché mai pensiamo che le foglie degli abeti ghignino, resta un mistero. Di sicuro però questa scoperta può aiutare a risolvere gli inevitabili conflitti che si ripresentano ogni anno durante le vacanze di Natale in tutte le famiglie, grandi e piccole che siano: bisogna sempre ascoltare. Fino in fondo.


Jennifer Wilton, «Was beim Weihnachtslieder hören falsch laufen kann»Die Welt, 3 dicembre 2014

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