Tutta colpa degli smartphone

Boom di incidenti domestici – colpa degli smartphone

Secondo uno studio americano, il numero di incidenti che coinvolgono bambini al di sotto dei 5 anni è aumentato del 10% nelle città dove è stato introdotto il 3G.
Di Paul Seabright

L’idea che una tecnologia rivoluzionaria come quella di Internet possa avere conseguenze nocive sulla nostra vita sociale è avvincente, anche e soprattutto perché è difficile trovare prove concrete di questi effetti collaterali.

Al di là della relazione ormai data per certa tra l’uso del cellulare al volante e l’aumento del rischio di incidenti, le ipotesi si moltiplicano più in fretta degli studi scientifici. Il libro di Nicolas Carr (Internet ci rende stupidi? Cortina Raffaello editore, 20,40€) ne è un ottimo esempio: la tesi è intrigante, ma per ora resta solo una speculazione.

Un articolo recente dell’economista Craig Palsson, però, sembra mostrare un collegamento tra l’uso degli smartphone e gli incidenti di cui sono vittima i bambini americani al di sotto dei cinque anni, principalmente perché l’attenzione dei genitori è distratta dall’uso del cellulare («That Smarts! Smartphones and Child Injuries», Facoltà di economia, Università di Yale, 7 ottobre 2014). Tuttavia lo studio non è ancora apparso su alcuna rivista scientifica e quindi non è stato sottoposto a un comitato di lettura, cosa che spinge a prenderlo con le pinze.

Il documento parte dalla constatazione che tra il 2005 e il 2012, periodo in cui l’uso degli smartphone è di molto aumentato, negli Stati Uniti si è verificato un innalzamento del 10% del tasso di incidenti domestici che coinvolgono bambini al di sotto dei cinque anni. Il dato in questione non implica un nesso di causa-effetto – in questo periodo c’è stato anche un innalzamento del tasso di disoccupazione, del consumo di sushi e dei matrimoni gay, senza che qualcuno abbia imputato loro l’aumento di incidenti domestici tra i minori.

Ciò che rende l’ipotesi più plausibile è però il fatto che esiste una correlazione importante tra la data di collegamento delle città al web mobile e quella dell’aumento degli incidenti. L’autore usa i dati in merito all’arrivo sul mercato del primo iPhone di terza generazione, evento che non si è verificato in modo uniforme su tutto il territorio statunitense. Ora, in queste città non c’era una tendenza all’aumento di incidenti e il fenomeno si è prodotto solo dopo la comparsa degli smartphone 3G.

Per approfondire ancora di più la questione, l’autore sostiene che se i genitori distratti dagli smartphone hanno davvero a che vedere con il problema, i tassi di incidente sui bambini più piccoli dovrebbero essere quelli che aumentano di più, mentre gli incidenti che coinvolgono i minori al di fuori della diretta sorveglianza dei genitori (a scuola, ad esempio) dovrebbero mantenersi costanti. E le statistiche confermano questa teoria: dopo l’arrivo del 3G, gli incidenti aumentano di più del 10% per i bambini al di sotto dei 2 anni, e tra l’1 e il 7% (a seconda della città) per i bambini tra i 6 e i 10 anni. Non ci sono invece aumenti nelle scuole. Dunque gli incidenti che sono aumentati di più sono quelli riguardanti i bambini che hanno bisogno della sorveglianza dei genitori.

Restano certamente molte questioni in sospeso. Prima di tutto, non si sa se i genitori dei bambini coinvolti in questi incidenti abbiano o meno degli smartphone, perché in ospedale non si raccolgono informazioni simili sui pazienti. Quel che è certo è che i bambini vittime di incidenti vivono per lo più in città dove è aumentato l’acquisto di smartphone.

Non si può poi escludere che i genitori in possesso di smartphone abbiano anche altre caratteristiche o preoccupazioni (come lo stress sul lavoro) responsabili della loro disattenzione e quindi dell’aumento degli incidenti dei figli. Servirebbero ricerche più dettagliate sul comportamento dei genitori in presenza dei figli più piccoli.

Lo studio però è originale e rigoroso nel suo tentativo di esplorare una questione che finora è stata dominata più dalle speculazioni che dalla ricerca scientifica.


Paul Seabright, «Les smartphones à l’origine d’un boom des accidents», Le Monde, 2 dicembre 2014

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