Omertà in volo

Perché non puoi sapere quanti incidenti aerei si verificano

Di Kees Versteegh e Sander Voormolen

Ti piacerebbe sapere durante quali voli gli aerei hanno problemi causati da malfunzionamenti ai motori? Da passeggeri molesti o ubriachi? Da stormi di uccelli? O da piloti che soffrono di mal di testa a causa dell’aria viziata nel velivolo e per questo sono meno affidabili?

Non lo scoprirai mai. Le informazioni sulle circostanze e sugli sviluppi di questo tipo di incidenti sono segrete. Solo gli incidenti molto gravi, come la caduta (sfiorata) di un aereo, vengono rivelati. Paesi quali gli Stati Uniti e il Regno Unito rendono noti tutti gli incidenti, oppure forniscono testimonianze materiali ai media.

NRC ha provato invano a ottenere dall’autorità di vigilanza aerea olandese la lista di tutti gli incidenti. Volevamo saperne di più sulla portata del problema dell’aria inquinata nei velivoli. Il programma d’inchiesta Zembla e NRC avevano già trattato l’argomento.

Inoltre indiscrezioni dall’estero suggeriscono che da tempo le compagnie aeree non segnalino più tutti gli incidenti dei loro aerei alle autorità. La commissione di sicurezza tedesca che indagò sul caso dell’aereo quasi precipitato a Colonia nel 2010 riferì di sospettare la presenza di un numero di incidenti maggiore rispetto a quelli segnalati ufficialmente.

Il ministero olandese per le infrastrutture e l’ambiente ha rifiutato la richiesta di rendere pubblici i dati degli incidenti, poiché non vuole che le compagnie aeree diventino riluttanti al momento di segnalare gli incidenti all’autorità di vigilanza, sapendo che questi potrebbero poi essere resi pubblici.

Che NRC volesse ricevere e pubblicare i dati in forma anonima, senza quindi citare i nomi delle compagnie coinvolte, non è bastato per evitare il rifiuto. La legge che regola il dovere di segnalazione per KLM e le altre linee aeree è esentata dalle leggi sulla trasparenza.

Alcuni parlamentari si sono detti stupiti e vogliono inserire la questione nell’ordine del giorno durante il consueto incontro sul traffico aereo con Wilma Mansveld (PvdA), viceministro per le infrastrutture e l’ambiente. La deputata Wassila Hachchi (D66) ha dichiarato:

«Vogliamo che il viceministro ci dica perché la popolazione non ha diritto a questo tipo di informazioni, anche quando verrebbero trasmesse in forma anonima».

La deputata ha dichiarato che il suo partito, che sta lavorando a un rinnovamento delle leggi sulla trasparenza, valuterà se la legge può vietare la pubblicazione degli incidenti aerei.

Sicurezza aerea in pericolo
Il ministero sostiene che la sicurezza aerea sarebbe in pericolo se i rapporti sugli incidenti fossero rese pubbliche. Negli Usa l’autorità di vigilanza FAA pubblica da sempre i rapporti sugli incidenti aerei, come questa. Cosa è successo, quanti membri dell’equipaggio o passeggeri hanno riportato ferite, ci sono stati altri problemi?

Un altro argomento a favore della segretezza di una lista di incidenti è che la legge olandese si basa su un’ordinanza europea. È vero, esiste un’ordinanza dell’Unione Europea, ma gli stati membri l’hanno trasposta in un regolamento nazionale in modi molti diversi tra loro. L’interpretazione olandese è molto rigida. La legge sul traffico aereo dice chiaramente di «non rendere pubbliche» le segnalazioni. Ma l’ordinanza europea lascia spazio a diverse interpretazioni: «Gli stati membri, in base alle rispettive legislazioni nazionali, prenderanno misure necessarie per assicurare un’adeguata confidenzialità delle informazioni (…)».

Nel Regno Unito, per esempio, l’autorità di vigilanza CAA non pubblica direttamente i rapporti sugli incidenti, ma fornisce materiale ai media. Ecco le parole di un portavoce della CAA:

«Ogni giornalista, nell’ambito della nostra FOL [Legge sull’informazione libera, ndt], può richiederci i rapporti sugli incidenti e perfino pubblicarle. Le inchieste vengono rese anonime, quindi slegate da ogni relazione con la compagnia aerea coinvolta».


Kees Versteegh e Sander Voormolen, «Waarom jij niet mag weten hoeveel luchtvaartincidenten er zijn», NRC Q, 26 novembre 2014

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