La ragazza della porta accanto

Può un ministro della salute essere sovrappeso?

Maggie De Block, ex medico di base e ora politica belga, supera i cento chili di peso. Ha senso, vista la carica che ricopre? Se lo chiedono anche i belgi.
Di Michael Stabenow

Così come era avvenuto sul finire del 2011, è diventato un gioco popolare quello di indovinare il peso della ministra: 120 chili? 130? O, come dicono le malelingue, anche di più? Rimane però un gioco senza vincitori, perché la verità non verrà mai a galla. Nemmeno il marito Luc, che si attesta sui 100-120 chili, sa quanto pesi la consorte.

Quando, poco meno di tre anni fa, Maggie De Block era diventata segretario di Stato a Bruxelles e in tutto il mondo ci si era slogati la mascella a furia di commentare il suo aspetto fisico, il marito Luc aveva messo in chiaro le cose sul giornale Het Nieuwsblad. È stata una pubblica dichiarazione d’amore: «Il peso di mia moglie è il segreto meglio custodito del nostro matrimonio. In 30 anni non l’ho mai vista sulla bilancia, anche se so che ci sale. Il numero dei chili non è un indice di felicità. Forse al mondo ci sono donne più belle di Maggie, ma lei per me è la donna ideale».

Non solo nella sua città natale nelle Fiandre, ma anche a sud del confine linguistico franco-olandese De Block è una delle politiche più amate.  Alla fine del 2011, in quanto segretario di Stato alla politica di migrazione e asilo, la cinquantaduenne si era dovuta assumere il compito davvero ingrato di proteggere l’immagine del Belgio come Paese aperto ai rifugiati politici. Allo stesso tempo però De Block, politica liberale, voleva e doveva intervenire in modo drastico per contrastare le richieste ingiustificate di asilo, senza ricorrere ogni volta – come facevano i suoi predecessori – allo spauracchio del rimpatrio. Con i suoi modi decisi e mai intransigenti, la fiamminga De Block è riuscita a mantenere questo difficile equilibrio. Così bene che molti in Belgio speravano di vederla concorrere per la carica di capo del Governo alle elezioni di maggio. Non è successo. Ma da ottobre fa parte del governo del vallone liberale Charles Michel come ministro della salute e delle politiche sociali.

«Troppo spesso ci dimentichiamo che gli altri Paesi ci guardano»
Ed ecco che si è tornati a parlare del peso e dell’aspetto fisico di De Block. In modo però molto più villano: una trippona al Ministero della salute? E come se non bastasse, una che prima della nomina a segretario di Stato aveva praticato come medico di base per più di vent’anni: con che faccia tosta consigliava ai pazienti di contenere l’appetito?

Il recente dibattito è stato innescato dal tweet di un corrispondente belga che scrive dal Paese in cui il culto del corpo riveste un’enorme importanza. Tom Van de Weghe, inviato dagli Stati Uniti per VRT, emittente pubblica fiamminga, ha chiesto agli ascoltatori: «Ora il Belgio ha una ministra della salute sovrappeso e ogni critica viene liquidata come una sciocchezza. Ma come la mettiamo con la sua credibilità?»

Ne è seguita un’accesa discussione. Le foto meno lusinghiere della ministra sono diventate virali. Giorni dopo, in toni più mesti, Van de Weghe ha scritto una lettera aperta a De Block, in cui diceva di non aver mai fatto battute stupide sull’aspetto della gente. Decisiva la sua frase: «Ci dimentichiamo troppo spesso che gli altri Paesi ci guardano». Van de Weghe ha chiuso con questo appello: «Stimato Ministro, cara Maggie. Se mettessero in dubbio la sua credibilità, in quanto ministro della salute avrebbe l’occasione ideale per eliminare il problema alla radice. Avvii una campagna per la salute e ne diventi la pioniera. Faccia vedere al Belgio e al resto del mondo cosa è in grado di fare».

In Parlamento, lodano le sue conoscenze
Come se la ministra non fosse già abbastanza impegnata ad abbattere la spesa pubblica sanitaria. È come se dicessero a un ministro dei trasporti di verificare di persona a ogni incrocio che le regole siano rispettate. Quando De Block è diventata segretario di Stato alla politica di migrazione e di asilo, è stata la ministra socialista Freya Van Den Bossche, habitué dei giornali scandalistici, a venire in suo soccorso: «Non serve avere origini straniere per condannare il razzismo».

Non è dato sapere se il medico di base/ministro della salute De Block abbia davvero, come si vocifera, i tipici problemi legati all’obesità. Il recente polverone che ha coinvolto la sua persona sembra non averla toccata. Nel popolare talk show Reyers laat, ha dichiarato al moderatore: «Non vale la pena parlarne. Dice molto di più su chi passa le giornate a blaterare su Twitter che su di me». Quando, dopo la nomina a segretario di Stato, le avevano rivolto domande simili aveva replicato: «Trovo che queste osservazioni rivelino un certo cattivo gusto. Non giudico mai le persone da come sono fuori, ma da quello che hanno dentro. In Parlamento non parlano del mio peso, ma lodano le mie capacità tecniche».

Per molti belgi lei è la ragazza della porta accanto
De Block non ha mai sofferto di scarsa autostima. Suo padre è morto in un incidente quando Meggie aveva otto anni e sua madre aspettava il terzo figlio. «Maggie è stata la nostra figura paterna quando papà è venuto a mancare» racconta suo fratello Eddie, sindaco di Merchtem (località fiamminga a circa 15 km da Bruxelles), durante le riprese per un documentario sulla ministra del canale televisivo Vier. A 19 anni si è sposata con Luc, l’allora Presidente dei liberali del posto. Le foto del matrimonio, risalente ai primi anni ’80, mostrano la sposa con un lungo abito bianco. Era paffutella anche all’epoca, ma decisamente meno del medico di base ritratto nelle foto di qualche anno dopo.

De Block ha rivelato che nella sua famiglia si verificano spesso casi di diabete. Ma per il resto si rifiuta in modo categorico di discutere le cause del suo sovrappeso. Il marito ha confidato al pubblico televisivo che una volta a settimana mangiano qualcosa di fritto, come molti belgi, e ogni tanto ci scappa un gelato. Ma di solito i quattro membri della famiglia De Block non sgarrano: mangiano verdura, pesce e crostacei, e cucinano con olio d’oliva. «Se mangiassi quanto vorrei sarei grassa il doppio» ha detto una volta Maggie De Block.

L’esperto di comunicazione Fons Van Dyck, che le ha fatto da consulente dopo il suo passaggio da medico di base a Merchtem a ministro in Parlamento, pensa la sua popolarità sia dovuta a una carriera politica simile a una Via Crucis; questo la rende una underdog agli occhi di molti fiamminghi, una perdente come si sentiva lei stessa. Per molti belgi De Block è la ragazza della porta accanto, una che potresti chiamare per nome.

“Personalità dell’anno”
Van Dyck ha subito inculcato a De Block l’idea che la fama politica svanisce presto. Su VRT Van Dyck ha ripetuto quanto consigliato a De Block anni prima: «Resta te stessa. Tieniti a distanza da quelli che prima o poi ti vorranno far diventare una superstar. Perché i fiamminghi non vogliono assolutamente una cosa del genere».

Maggie De Block, quando si parla del suo aspetto, dimostra grande autoironia. «Che posso farci, oltre a evitare di mettere minigonne e maglioni a righe?» è una delle sue frasi più note. Nel 2013, poco dopo che una rivista belga l’aveva definita la «personalità dell’anno», ha detto con schiettezza al gruppo editoriale Sudpresse: «Ai tempi di Rubens sarei stata una bellezza ideale. A quanto pare sono venuta al mondo troppo tardi o nel continente sbagliato».

Nonostante la serenità che trasmette, De Block non è immune alle critiche sul suo aspetto fisico. In un’occasione, dopo la sua nomina a segretario di Stato, ha detto con tono di sfida: «Il mio peso non mi ha impedito di realizzare i miei sogni: diventare medico, avere due figli, essere ancora felice con mio marito dopo trent’anni, fare politica». Subito dopo, però, ha aggiunto: «Se potessi scegliermi un’altra silhouette, lo farei, ovviamente. Chi non vorrebbe un corpo perfetto?».


Michael Stabenow, «Darf eine Gesundheitsministerin übergewichtig sein?», Frankfurter Allgemeine Zeitung, 15 novembre 2014

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