La Germania non è un Paese per vecchi

La Germania è Campione del Mondo (nell’esportare nonnine)

Esilio polacco: sempre più anziani si ritrovano in ospizi al di là del confine tedesco perché i familiari non possono permettersi le cure domiciliari. Alla faccia della «democrazia dei pensionati».
Di Alan Posener

Un tempo la parola «residenza» faceva pensare a un palazzo favoloso e principesco. Il settore terziario però si è impadronito della parola, trasformandola in un’amara caricatura. Oggi una residenza per anziani è un modo elaborato per definire un ospizio, dove sono solo i costi ad essere principeschi. Una città residenziale sarebbe così una città di ospizi.

In Germania ci sono molte città dalla popolazione in invecchiamento, e basta guardare le strade per avere un’idea della catastrofe demografica in atto, ma ancora non ci sono intere città-ospizio, solo ospizi singoli. Di solito si trovano in strade altamente trafficate, dove non vuole vivere nessuno; per gli anziani duri d’orecchio non è poi un gran problema, e per gli altri, beh, affari loro.

Esiste però un paese-ospizio, vale a dire Zabelkov, località polacca nei pressi di Katowice, dove sorge il secondo ospizio dedicato ai vecchi tedeschi. E dico «vecchi» perché l’eufemismo «senior» è un affronto tanto quanto «residenza». È una parola con cui non si vuole guardare in faccia alla realtà, e la realtà è che si invecchia.

Così la nonna non deve svenarsi
Il fatto che i tedeschi ritornino con la demenza senile in quella che una volta era l’Alta Slesia, la stessa Alta Slesia che avevano perso a seguito di un’epidemia di demenza collettiva, da un punto di vista storico è notevole. Altrettanto notevole è la convinzione dei polacchi di essere i parenti decrepiti di un popolo che una volta ha creduto nella follia di una razza superiore. A Zabelkov e in altri luoghi della Polonia questa convinzione si manifesta con un fervore di cui spesso si sente la mancanza nelle organizzazioni tedesche.

E gli ospizi polacchi – ça va sans dire – hanno costi di gran lunga inferiori rispetto a quelli tedeschi. Un anziano può avere una camera singola e tutte le cure di cui ha bisogno – al di là della quantità di cure richieste – per 1.300 euro. Gli ospizi tedeschi non possono reggere il confronto. E così la nonna non deve più svenarsi: basta andare in Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca o Slovacchia, e l’assicurazione copre tutti i costi.

Beninteso: nessuno punta il dito contro le aziende più furbe, che costruiscono strutture per anziani tedeschi nell’Europa dell’est – meglio se in aree disabitate, dove il terreno edificabile ha prezzi irrisori. E nemmeno contro i parenti degli anziani bisognosi di cure, che dopo aver fatto due conti capiscono che i soldi dell’assicurazione non bastano per un ospizio in Germania. Al posto loro, anche io forse organizzerei un viaggetto all’est.

Oggi Polonia e Ungheria, domani Bulgaria o Romania
E questa sarebbe la «democrazia dei pensionati» tedesca, che secondo il facoltoso pensionato Roman Herzog crea ostacoli al nostro futuro. E questa sarebbe la forza dei vecchi, per i quali trasferirsi all’estero è l’unica via di uscita ragionevole, dal punto di vista economico, ai loro problemi!

E questa sarebbe la realizzazione delle pretese di Jens Spahn, il membro della CDU che vuole inserire nella Costituzione la giustizia intergenerazionale, vale a dire l’idea che la sua generazione debba ricevere di più, i vecchi di meno. Una forma di giustizia la cui conseguenza diretta sarebbe la costruzione di altri paesi-ospizio in Stati dove i salari sono inferiori. Oggi la Polonia e l’Ungheria, domani la Bulgaria e la Romania, dopodomani le Filippine e il Congo. La «democrazia dei pensionati» può solo rafforzarsi nel suo ruolo di esportatrice di nonnine.

L’85 per cento dei tedeschi «si opporrebbe categoricamente» a una soluzione simile per la cura dei pensionati. Resta però un 15 per cento, vale a dire dodici milioni di tedeschi, che si frega le mani all’idea che gli anziani trascorrano i loro ultimi anni di vita nella luce dorata del sole slesiano. I nostri vicini potrebbero essere travolti da un’ondata di rifugiati tedeschi, roba di poco conto rispetto alle ondate di emigranti che per ragioni politiche ed economiche arrivano nel nostro Paese. Ma questa è tutta un’altra storia.

Secondo il filosofo Michel Foucault ogni società crea l’immagine di se stessa in base all’«altro», ovvero a tutto ciò che spicca sul resto, come i malati di mente e i criminali che spiccano nella società. E ora è il turno degli anziani. Quindi la Germania si definisce come razionale, amante dell’ordine – e giovane.


Alan Posener, «Deutschland wird Weltmeister im Oma-Export»Die Welt, 24 ottobre 2014

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