Russo incazzato a ore dodici

Come far saltare i nervi a un russo

Scorbutici, maleducati e privi di buone maniere a tavola: ecco come i tedeschi descrivono i russi, in vacanza ma anche in tribunale. E se i giudici non sono dalla parte dei tedeschi, noi invece vogliamo aiutarli a vendicarsi.
Di Bettina Seipp

La presenza di villeggianti russi si può considerare un disservizio? «No», risponde categorico il tribunale di Düsseldorf (con l’atto 22 S 93/09) a un querelante tedesco stufo del «comportamento villano e impossibile» dei turisti dell’Est. Secondo il giudice, il comportamento citato è passibile solo di un giudizio di valore soggettivo, non di condanna.

Anche perché altrimenti si potrebbero denunciare tutti i britannici conosciuti in viaggio, che in Germania (stando a un sondaggio della Urlaubstours)  risultano insopportabili, un po’ come i russi. Per non parlare dei compatrioti, con cui un tedesco su cinque non vuole avere niente a che fare in vacanza.

Ricorrere però a un tribunale per punire quegli antipatici turisti dà l’impressione di voler solo un risarcimento in denaro. Sarebbe una dimostrazione di buon gusto affrontare il “cafone” subito, seduta stante, ma con i russi non è facile. Perché quello russo è notoriamente il più imperturbabile fra i popoli europei.

Mentre a un britannico salta la mosca al naso quando vede che i tedeschi dimenticano con fare sprezzante le paroline magiche, «prego» e «grazie», il russo che da anni deve stare in silenzio e obbedire agli ordini non fa una piega. Sono invece gli eventi e i fatti più insignificanti, come vedere un gatto nero o rompere uno specchio, che lo smuovono e gli fanno perdere il controllo. Per dirla tutta, i russi sono una manica di superstiziosi. Da qui il nostro primo consiglio pratico:

Rovesciate il sale

Al buffet dell’albergo i russi spazzolano tutto il salmone davanti a voi? Vendicatevi così: prendete una bottiglia vuota e mettetela cerimoniosamente sul loro tavolo e/o rovesciate del sale. Questi «oscuri presagi», che abbiamo ripreso dall’«Enciclopedia delle superstizioni russe», li terranno impegnati almeno per qualche giorno.

Chiedete a un russo quali sono le sue radici

Ora le cose si fanno più complicate, perché partiamo dal presupposto che parliate la stessa lingua. Visto che un russo su due dichiara di sapere l’inglese, non dovrebbero esserci grossi problemi.

Non vi stupite però se, una volta deciso di seguire il nostro consiglio, vi risponderanno di scatto e irritati «I don’t understand». Perché? Perché vi consigliamo di chiedere a un russo con aria di finta innocenza dove sono veramente le radici del suo popolo – in Russia, in Bielorussia o in Ucraina?

Anche se può sembrare sconcertante a un russo, la domanda non è così campata per aria. Perché sono stati proprio alcuni slavi dell’odierna Bielorussia e Ucraina che si sono liberati per primi dal dominio straniero dei mongoli nel corso dell’undicesimo secolo.

Secondo alcuni linguisti, la stessa parola «bieła» – che compone il nome Bielorussia e che significa «bianca» – sarebbe nata per distinguere gli slavi dai «gialli», gli asiatici. Ma anche per differenziarli da quegli slavi orientali che ancora vivevano sotto il giogo dei mongoli, dal quale riuscirono a liberarsi solo sotto il comando del Granduca di Mosca, Ivan il Grande (1440-1505).

I russi della Russia non sembrano apprezzare simili quisquilie storiche ed etimologiche.

Menzionate gli amichetti imperialisti di Lenin

Se i comunisti tedeschi vedono Marx ed Engels come i rappresentanti immacolati della dottrina pura, i russi vedono Lenin come il teorico della rivoluzione che non si è mai trasformato in un boia sanguinario, al contrario di Stalin. Stando a un sondaggio dell’istituto di ricerca Levada, il 40 per cento dei russi definisce l’operato di Lenin «alquanto positivo».

Secondo il 21 per cento degli intervistati, Lenin avrebbe avuto un ruolo «alquanto negativo» nella storia. Solo il 5 per cento ritiene che Lenin abbia dato personalmente l’ordine di sterminare lo zar e la sua famiglia e quindi ritiene che il suo ruolo nella storia sia «pessimo». Il 23 per cento degli intervistati non arrischia alcun giudizio.

Questo atteggiamento che i russi hanno nei confronti di Lenin va sfruttato. Ecco qui un paio di pillole di storia per armarvi a una possibile discussione tecnica: senza l’aiuto dell’Impero tedesco forse né Lenin né i bolscevichi sarebbero arrivati al Cremlino. Infatti, i diplomatici tedeschi aiutarono il capo della rivoluzione del 1917 a tornare in patria dopo l’esilio svizzero, concedendogli di passare attraverso il territorio tedesco.

Ma non solo: la Germania sostenne i bolscevichi russi anche dal punto di vista economico. A partire dal 1914 i tedeschi fecero confluire diversi milioni di marchi nelle tasche dei rivoluzionari comunisti, nella speranza che questi ultimi, con la loro lotta allo zar, indebolissero l’intero Paese, all’epoca in guerra con la Germania. Una speranza che si sarebbe poi realizzata.

Lenin tirapiedi dell’impero tedesco? A quei russi che ancora lo vedono come un pilastro della società verrà un colpo, poco ma sicuro!

Fate insinuazioni sul titolo di studio di Putin

Basta solo una piccola critica a Putin per essere accusati di alto tradimento. Specialmente dopo una relazione uscita di recente e che negli ultimi mesi Vladimir Putin ha attribuito a diverse persone. Non volete avere problemi con i russi? Non toccategli Putin.

Ma se proprio volete provarci, che sia almeno su temi civili, come la tesi di dottorato del Presidente. Il titolo del testo con cui nel 1997 Putin ha concluso gli studi all’Istituto Minerario di San Pietroburgo si può tradurre più o meno come «La progettazione strategica delle risorse regionali sotto la formazione dei rapporti del mercato ».

Alcuni esperti statunitensi ritengono che Putin abbia scopiazzato 16 pagine del libro «Strategic Planning and Policy», pubblicato dall’Università di Pittsburgh nel 1978 dagli economisti William King e David Cleland. Sei diagrammi e tabelle di questo libro sarebbero identiche «per forma e contenuto» a quelle del Presidente russo. E anche se il libro di King e Cleland è citato nella tesi di Putin, non c’è scritto da nessuna parte che intere pagine sono state riprese senza cambiare una virgola.

Lodate i calciatori russi

In Russia, patria dell’hockey sul ghiaccio, il calcio non è poi uno sport di primo piano, e quindi si parla poco della crisi del settore calcistico russo. Al contrario, l’outing di Aleksandr Kokorin, attaccante della Dinamo Mosca, e di Pavel Mamaev, centrocampista della CSKA Mosca, è sulla bocca di tutti. I due avevano messo in rete una foto scattata in vacanza che ritraeva Kokorin dare un appassionato bacio sulla guancia a Mamaev, e gli utenti russi si erano sbizzarriti nelle loro esternazioni omofobe.

Voi invece dovreste lodare il coraggio dimostrato dai due sportivi, e paragonarlo alla forza delle esibizioni anticlericali e antigovernative delle Pussy Riot. Se mai doveste incontrare uno dei pochi russi a favore dei diritti degli omosessuali, vi darà pienamente ragione, ma di norma i russi non hanno alcuna comprensione per i gay (o per le Pussy Riot) e non avranno problemi a farvelo presente a chiare lettere.

Spacciatevi per hipster tedeschi

A quanto pare, nel corso della sua vita una donna russa riceve dieci volte i fiori che una donna occidentale si vede regalare. Non è insolito vedere uomini con mazzi di fiori in attesa della loro donna a ogni angolo di strada a Mosca o a San Pietroburgo. Né vedere uomini che aprono le porte di un ristorante o la portiera di un taxi a una signora, aiutano la loro compagna a togliersi il cappotto, le pagano il conto e le rimettono il cappotto. Non ce n’è: i russi sono molto galanti con le donne.

Quindi basta poco perché un uomo tedesco li faccia imbufalire: spacciatevi per un hipster narcisista, che ignora il galateo e chiede a una russa la sua vera età – lì sì che i russi perdono le staffe!


Bettina Seipp, «Wie man Russen zur Weißglut bringt», Die Welt, 24 ottobre 2014

Annunci

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. diamanta ha detto:

    letto con piacere e velocemente, nonostante di solito con i post “lunghi” a causa del monitor mi scatti la pigrizia 🙂

    Mi piace

    1. alicerampinelli ha detto:

      è la gioia di ogni blogger questo commento, grazie! :))

      Liked by 1 persona

Cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...