Love is in the… kitchen

Il gastrosessuale

Nel suo nuovo libro il tedesco Carsten Otte descrive un nuovo tipo d’uomo: il gastrosessuale. Stando a Wikipedia il neologismo indica l’uomo che cucina per far colpo su amici o potenziali partner.
Di Julia Hildebrandt

Nel 1984, con la canzone Männer [Uomini, N.d.T.], Herbert Grönemeyer parlava così del genere maschile: «Gli uomini comprano le donne / gli uomini si attaccano alla bottiglia / gli uomini ci provano senza ritegno / gli uomini mentono al telefono». Ci sono anche un paio di strofe sull’andare in guerra, piangere di nascosto e fabbricare missili. Ma c’è una cosa che gli uomini della canzone di Grönemeyer non fanno: cucinare.

Negli ultimi trent’anni le cose sono cambiate. Radicalmente. Basti pensare a tutti i cuochi, autori di ricettari e conduttori di programmi di cucina, come Rach, Lafer, Lichter, Henssler, Schuhbecker, Mälzer, e compagnia bella: non è più così strano vedere uomini arrostire, soffriggere o mantecare qualcosa. A quanto pare anche studenti, giornalisti, psicologi e uomini d’affari hanno scoperto la magia dei fornelli, o almeno questo è quanto afferma Carsten Otte, che ha scritto un libro di ben 256 pagine, Der gastrosexuelle Mann: Kochen als Leidenschaft, sui gastrosessuali. Uomini diversi da quelli a cui siamo abituati, di cui lui stesso ammette di far parte.

Gastrosessuale: cosa significa? Stando a Wikipedia il neologismo indica l’uomo che cucina per far colpo su amici o potenziali partner. La definizione di Otte è più semplice. Il gastrosessuale ha solo una cosa in testa, e una soltanto: cucinare. E non ha problemi nello sborsare un sacco di soldi per accaparrarsi stravaganti elettrodomestici. Disidratatori alimentari, caramellizzatori, sifoni monta panna, affumicatori: il paradiso dei feticisti della cucina. Per non parlare del Pacojet, un attrezzo capace di produrre salse, zuppe e gelati densi e cremosi. Alla modica cifra di 4.000 euro.

Con il suo libro Otte sembra aver fatto centro. Un importante quotidiano ha scritto che «i veri orgasmi sono solo ai fornelli» e su Twitter è stato coniato l’hashtag #gastrosessuale. In Germania la prima a usare pubblicamente il termine è stata una donna, la giornalista Brenda Strohmaier, che già nel 2012 aveva parlato di quelle poverette cui il fato riserva per compagno un maniaco della cucina. Nel tirare le somme aveva detto: «il cuoco amatoriale è già un progresso rispetto al patito del fai da te. Almeno quello che fa in genere lo puoi mangiare».


Julia Hildrebrandt, «Kochen in Perfektion – Der gastrosexuelle Mann», Frankfurter Rundschau, 10 ottobre 2014

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