Di marketing barbuto, cinquantenni in MTB e Big Mac bio

Notizia bomba da Mountain View: Google lancia Inbox, nuovo client email che «potrebbe rivoluzionare» il nostro modo di gestire la posta elettronica. Ma prima che il Renato Pozzetto in noi possa invocare estasiato la madonna, diamo un’occhiata al breve video di presentazione:

Un minuto netto di video, ma l’app viene mostrata sì e no per dieci secondi. In compenso non mancano ragazzotti bellocci e tendenzialmente barbuti che prendono l’autobus, scattano selfie, fanno skateboard, vanno in bici, corrono sulla spiaggia. La domanda è: perché? Perché la musichetta indie-folk, le camicie a quadri, gli high-five in mezzo alla natura, quando la posta elettronica è in genere collegata a occhi assonnati, newsletter inutili e spam molesto? In ogni caso Inbox, almeno per ora, funziona «a invito». Se ne deduce che al momento sia accessibile alla sola comunità hipster californiana. Ce ne faremo una ragione.


Qualche giorno fa stavo corricchiando in un parco poco lontano da casa, quando un uomo di mezz’età mi ha superato, pedalando sulla sua mountain bike. Niente di strano, se non per il fatto che sul casco avesse una telecamera GoPro. Questi dispositivi, ideati proprio per essere indossati durante le attività sportive, stanno registrando un formidabile boom di vendite. Nella personale classifica “Giocattoloni Tecnologici Di Cui Si Potrebbe Ampiamente Fare A Meno” le GoPro si classificano al secondo posto, precedute solo dai tablet. Niente in contrario a chi filma le proprie sessioni di parapendio, surf o snowboard, per carità. Peccato che la vita media di un essere umano non sia sempre così emozionante, come mostra il seguente video:

E così penso all’uomo di mezz’età in mountain bike, che forse in questo esatto momento è davanti al pc e si sta godendo la registrazione della sua uscita in bici sui.. ehm, temibili sentieri completamente pianeggianti e rettilinei del parco poco lontano da casa.


Chiudiamo con il video (con sottotitoli in inglese) di Sacha e Cedrique, due ragazzi olandesi che hanno esposto i loro piatti a una fiera gastronomica locale e si sono guadagnati il plauso di esperti e visitatori per le loro ricette originali e rigorosamente bio. Peccato che le ricette non fossero affatto bio. A dirla tutta, gli ingredienti erano stati addirittura riciclati. Da un ristorante d’alta cucina? No, da un McDonald’s:

Perché è davvero facile assurgere a espertoni del gusto, a paladini del mangiare sano, ad ambasciatori del cibo biologico, ma solo quando si sa cosa si sta assaggiando.

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