«Porteremo la democrazia… da Topolino»

USA PRONTI A OCCUPARE DISNEYLAND

DISNEYLAND LANGUE SOTTO IL GIOGO DI UN’ALLEGRIA FORZATA. LO STATO VIVACCHIA RAPINANDO TURISTI, MA I POVERI PAPERI HANNO POCO O NIENTE DI CHE VIVERE. DA QUI LA DECISIONE DI OBAMA: INTERVENIRE.
Di HANS ZIPPERT

A Disneyland Paris l’economia versa in cattive acque, ci sono gravi problemi sociali e i residenti pretendono più diritti. Lo Stato è nelle mani di una setta di estremisti che si nascondono dietro maschere dal becco di papero o dalle orecchie di topo.

Si vivacchia rapinando turisti: per tre giorni a Disneyland gli adulti devono sborsare 105 euro, i bambini 78. Lo Stato dei Sette Nani langue sotto il giogo di un’allegria forzata, mentre i paperi e i topi più poveri hanno ben poco di che vivere. Inevitabile il paragone con la Corea del Nord.

Sebbene Disneyland non sia uno Stato ricco di petrolio, il presidente Obama ha promesso aiuti. L’intenzione è quella di procedere con attacchi aerei mirati contro il potentato e, benché ancora non si preveda l’uso di forze di terra, si pensa sarà inevitabile.

Anche la NATO sta valutando l’intervento, con l’obiettivo di garantire a paperi e topi libere elezioni e di permettere allo Stato l’annessione all’Unione Europea nel 2020. Le forze militari tedesche vogliono sostenere la lotta alla democrazia, armate di pistole ad acqua e fucili a petardi.


Hans Zippert, «USA wollen Bodentruppen ins Disneyland schicken», Die Welt, 7 ottobre 2014

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