L’ultimo grande tabù vacilla

IN SENO ALLA FAMIGLIA

L’ETHIKRAT, COMMISSIONE TEDESCA SULLA MORALE, AUSPICA L’ABOLIZIONE DEL REATO DI INCESTO IN DETERMINATE CONDIZIONI E IN PRESENZA DI FRATELLI ADULTI. LA PORTAVOCE DELLA CDU/CSU, PERÒ, VEDE QUESTA DECISIONE COME UN SEGNALE NEGATIVO.
DI HEIKE SCHMOLL

Nessun tabù è radicato in maniera così profonda nella società come l’incesto. L’Ethikrat, la commissione tedesca sulla morale, però, ha osato infrangerlo promuovendo l’abolizione del reato di incesto nel caso di fratelli adulti che da tempo non vivono più sotto lo stesso tetto – sempre che i loro rapporti sessuali siano consenzienti. Secondo la maggioranza dei votanti dell’Ethikrat, l’abolizione del reato di incesto è da richiedere in particolare per coppie di fratelli, uno dei quali di età compresa tra i 14 e i 18 anni, che non vivono sotto lo stesso tetto da tempo, o non l’hanno mai fatto.

A fornire all’Ethikrat l’occasione di occuparsi dell’incesto è stata la decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo, risalente al 12 aprile del 2012. In quella data la Corte aveva respinto il ricorso contro la Corte costituzionale federale tedesca mosso da un uomo, condannato in Germania per incesto, che aveva concepito quattro figli con la sorella sedicenne – conosciuta all’età di ventiquattro anni. Nel 2008 la Corte costituzionale federale aveva dichiarato che la normativa di legge che punisce l’incesto, vale a dire l’articolo 173 del codice penale, non è anticostituzionale, e aveva motivato la decisione presa anche sottolineando le possibili malattie genetiche risultanti da un incesto.

All’Ethikrat, sostenitori e oppositori dell’idea che l’incesto sia punibile per legge si sono dovuti confrontare con la motivazione in chiave genetica della Corte. È innegabile che i bambini nati da un rapporto incestuoso siano più a rischio di duplicazione dei geni recessivi. Molti però pensano che in questo modo si giustifichi il divieto alla procreazione: si tratterebbe di un’«amara ricaduta» in quella mentalità eugenetica ormai superata, in aperto contrasto non solo con le fondamenta della diagnosi prenatale e della medicina riproduttiva, ma anche con i valori della libertà individuale e della responsabilità che hanno tutte le coppie, anche nel caso in cui i loro figli corrano gravi rischi a livello genetico.

Altre leggi di tutela

A nessuno verrebbe in mente di impedire la procreazione alle coppie con alto rischio di fibrosi cistica, ha fatto notare mercoledì [24 settembre, N.d.T.] a Berlino lo psicologo Michael Wunder in occasione del voto definitivo (per l’abolizione del reato di incesto). Inoltre, ha continuato, il diritto penale non è il mezzo adatto per proteggersi da un tabu. Non basta imporre degli standard morali, occorre proteggere il singolo da eventuali pericoli.

Wunder ha poi sottolineato che esistono altre leggi che tutelano i bambini contro gli abusi sessuali, applicabili anche per atti sessuali tra consanguinei. Secondo lui, l’incesto si combatte promuovendo fin da subito una conoscenza profonda dei legami familiari, il che spiega perché l’incesto sia un fenomeno così raro. Nelle società dove l’incesto non è penalmente perseguibile, come in Francia o in Spagna, il fenomeno non è più frequente che in Germania. Quello che anche questi Paesi vietano, tuttavia, è il matrimonio tra consanguinei.

I quattordici membri dell’Ethikrat che hanno approvato l’abolizione del reato di incesto motivano la loro scelta dicendo che l’attuale modello familiare non è più al passo con i tempi, con l’epoca della banca del seme e dei bambini nati con fecondazione artificiale. Finché l’incesto viene consumato al di fuori del nucleo abitativo familiare, non si configura alcun reato né vengono meno i tradizionali ruoli familiari. Secondo loro, il diritto penale non dovrebbe occuparsi di entità astratte come la composizione giuridica della famiglia.

«Un segnale negativo»

La dottoressa Christiane Woopen, che presiede l’Ethikrat, mette in luce l’enorme sofferenza umana di quelle coppie di fratelli che si conoscono da adulti, dopo un’infanzia trascorsa in famiglie o nuclei familiari distinti, e sono costretti a vivere la loro unione in segreto, con la paura costante di essere scoperti e puniti.

Christiane Woopen ha detto di non sapere con certezza se chi di dovere in politica accoglierà o meno la votazione dell’Ethikrat procedendo a una revisione dell’articolo 173. Nel frattempo la portavoce del gruppo parlamentare CDU/CSU, Elisabeth Winkelmeier-Becker, ha definito il voto di maggioranza dell’Ethikrat un segnale negativo.

«Un relativismo pericoloso»

I nove membri dell’Ethikrat a favore del mantenimento del reato di incesto spiegano il loro voto dissenziente ricorrendo alle norme costituzionali che tutelano la famiglia. Wolfram Höfling, esperto di diritto pubblico di Colonia, vede nel voto dell’Ethikrat un relativismo pericoloso. Secondo lui quando un venticinquenne se ne va di casa e poi inizia una relazione di natura sessuale con la sorella di quindici anni si ha un incesto – e quindi un atto punibile per legge. Höfling sottolinea che se si valutasse ogni singolo caso probabilmente una qualunque relazione incestuosa consenziente al di fuori di un nucleo abitativo familiare potrebbe sembrare poco deprecabile, ma il voto dell’Ethikrat fa di tutta l’erba un fascio. La minoranza della commissione sulla morale ritiene che alla famiglia spetti il compito di «determinare un’esistenza di reciproca fiducia tra diversi sessi e generazioni».

Il fatto, poi, che l’articolo al centro del dibattito si riferisca solo ai rapporti sessuali vaginali, escludendo altre pratiche, non è un’argomentazione a sostegno dell’idea del relativismo, sempre secondo Höfling. L’Ethikrat non si è espresso in merito all’incesto tra genitori e figli minorenni, ma lo psicologo Michael Wunder ha ammesso che «non ci sarebbero argomentazioni logiche per punirlo per legge».


Heike Schmoll, «Im Schoße der Familie», Frankfurter Allgemeine Zeitung, 25 settembre 2014

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